Descrizione

Bernini e Borromini: geni rivali nella Roma Barocca

Vi proponiamo un interessante itinerario alla scoperta dei due massimi esponenti del barocco romano, Bernini e Borromini, due personalità totalmente opposte che per tutta la vita si sono incontrate e scontrate dando vita a creazioni uniche e peculiari che con questo percorso imparerete a conoscere.

La piacevole passeggiata comincia dalla semplice sepoltura dell'artista napoletano dove vi invitiamo a ricercare l'iscrizione pavimentale “Qui riposa la famiglia Bernini che aspetta la resurrezione” alla destra dell'altare maggiore, per poi uscire dalla meravigliosa Basilica di Santa Maria Maggiore e immaginare un giovane Bernini entrare nella casa paterna.

Dopo aver attraversato il rione Monti incantatevi davanti alla Cappella Cornaro dove Bernini ha giocato con la luce, la materia, la scenografia per costruire un'immagine teatrale intorno a una Santa Teresa in estasi.

Percorrete Via del Quirinale e divertitevi a trovare le differenze tra i due artisti nelle chiese di San Carlino e di Sant'Andrea. Dando le spalle alla fontana di Diana ammirate i giochi di pieno e di vuoto, del concavo e del convesso, entrate e perdetevi nel candido bianco geometrico di Borromini; poco distante confrontate  Sant'Andrea al Quirinale più ricca nelle decorazioni e nei giochi di luce e scoprite la volontà del Bernini di stupire i visitatori con la magia delle sue visioni.

Scendete fino a Palazzo Barberini, qui ai lati del portico, sulla destra e oltre la scritta “Aedes Barberinae” troneggia la  scala ovale di Borromini. Dalla parte opposta al di là della scritta “Galleria Nazionale”, si staglia invece la scala quadrata di Bernini: confrontatene le differenze.

Prendetevi un momento per rifocillarvi con le fontane di Roma, non per bere, ma perché quella del Tritone è monumentale, mentre quella delle Api è un semplice abbeveratoio per cavalli e cercate le tracce della collocazione originaria di quest'ultima. In tutta la piazza divertitevi ad individuare  il simbolo delle api, emblema per eccellenza della famiglia Barberini, grandi mecenati del Bernini.

Attraversate la Roma più antica per incontrare un meraviglioso campanile di mattoni ed entrate nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte per cercare due meravigliosi Angeli Berniniani... Li incontrerete ancora...

E ora immergetevi nella vita quotidiana dei due artisti. Nel 1626 a Bernini era stato commissionato l'ampliamento del Palazzo Fide, ma alla morte di Urbano VIII i lavori erano passati a Borromini (con gran gioia dell'astioso Francesco). In quello stesso periodo, però, Bernini viveva in una casa situata proprio al lato palazzo in costruzione. Ebbene, i due grandi architetti si sbeffeggiarono a vicenda scolpendo l'uno sul palazzo in costruzione un bel paio di orecchie d'asino (Borromini contro Bernini), l'altro scolpì personalmente su una mensola del proprio edificio ... un organo genitale maschile, che puntava dritto verso il cantiere di Borromini. Per un certo tempo queste due "appendici" furono visibili anche dalla stessa strada ove questo accadde, via della Mercede, finché per motivi di pubblica decenza i due architetti provvidero a scalpellarli via.

Poco lontano tra le stradine dell'antica Roma avrete la possibilità di incontrare altre due opere del Bernini. Per trovare la prima entrate da una piccola porta in via in Lucina: passando sotto uno splendido arco ogivale entrerete in una chiesa particolare e incontrerete un espressivo, anche se un po' nascosto busto del Cardinal Fonseca. L'uscita principale si apre su una delle piazze più belle di Roma e non lontano da qui, vicino al Pantheon, troverete l'elefante di pietra che trasporta un obelisco considerato un suggestivo compendio di spunti alchemici e complessi simbolismi.

Torniamo di nuovo alla ricerca dei concavi e convessi borrominiani, che si palesano con tutta la loro sinuosità nella meravigliosa Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno dell'antica università romana, dove il genio Borrominiano è esaltato con schemi geometrici innovativi e maestosi.

La leggenda continua a tramandarci aneddoti e curiosità e una di quelle più amate dal popolo riguarda piazza Navona: al centro  sorge una delle opere più famose di Bernini, la Fontana dei Fiumi, che sorge proprio davanti la Chiesa di Sant'Agnese in Agone, costruita dal rivale più o meno negli stessi anni.

Una tradizione popolare vuole che Bernini avesse disegnato due delle figure allegoriche della fontana per burlarsi del rivale; in particolare, una delle sculture che guarda verso la chiesa, il Rio della Plata, avrebbe la mano sollevata come gesto di protezione dall'imminente caduta dell'edificio. Invece un'altra delle figure, il Nilo, nasconderebbe la testa sotto un velo per non vedere "l'orrenda opera" di Borromini: in realtà il capo velato è un riferimento allegorico al fatto che a quei tempi le origini del Nilo erano ancora sconosciute, essendo state scoperte solo nel XIX secolo.
Alla base del campanile di destra, invece, una piccola statua di Sant'Agnese  si porta una mano al petto: ciò veniva letto dal popolo come un gesto di rassicurazione sulla stabilità della chiesa.

Avvicinandoci verso la fine del tour abbiamo la possibilità di osservare altre opere Borrominiane: costeggiando  la facciata dell'oratorio dei Filippini infatti, ritroviamo il suo stile inconfondibile. Un'altra sorpresa: appena imboccata  via dei banchi nuovi, girandovi, lo sguardo  correrà verso un campanile architettonicamente e urbanisticamente clamoroso.

Camminando su uno dei ponti più belli di Roma ritroverete le copie delle statue degli angeli incontrati prima. Custodite questa vista magica sul fiume e su questa splendida città e avviatevi verso l'ultima tappa.

Anche nella morte, così come in vita, ai due grandi toccarono riconoscimenti assai diversi, sebbene nessuno dei due possa vantare una tomba faraonica.

Borromini che si era riservato una cappella nella minuscola e amatissima chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane , fu respinto perché suicida; le sue spoglie riposano invece  nella chiesa di San Giovanni de' Fiorentini, sotto una lapide piccola e piuttosto sobria, senza altre parole che il nome, accanto a quella di Carlo Maderno, suo zio e maestro.

Ora spetta a voi decidere chi sia il vostro artista del Barocco preferito, il compagno che in questo viaggio più vi rispecchia e che più vi ha emozionato, anche alla luce delle loro vite parallele, delle loro opere e delle loro sepolture.

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