Descrizione

Caravaggio: il soggiorno romano

Oggi andrete alla scoperta di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio, artista lombardo che si trasferì a Roma nel 1592 e che diede inizio ad una nuova idea di pittura, mai sperimentata fino ad allora. Nato nel 1571, Caravaggio era un uomo dal carattere tumultuoso ed irrequieto e durante la sua permanenza a Roma ebbe molti problemi con la legge perché coinvolto in risse e aggressioni. Questo comportamento dissoluto, però, non gli impedì di trovare consensi e fama nella aristocrazia locale. Una delle peculiarità della sua arte era l’utilizzo della luce come artificio scenico: egli era solito scurire il fondo dei sui dipinti per far esaltare i fasci di luce che andavano ad illuminare i particolari; suo obiettivo era abbagliare gli spettatori e orientarli nella comprensione dei suoi ritratti.

Cominciate questo tour entrando nel cuore verde di Roma, villa Borghese, che accoglie la meravigliosa Galleria Borghese, dove si trovano diversi capolavori del Caravaggio. È possibile subito fare un confronto tra due opere, realizzate in due periodi ben distinti della vita dell’artista. La madonna dei Palafrenieri è un prodotto degli anni giovanili e il dipinto fu rifiutato dai committenti per diversi motivi: il Bambino, rappresentato troppo grande di età e completamente nudo risultò scandaloso e, per raffigurare la Madonna, dipinta oltretutto con un'eccessiva e conturbante scollatura, Caravaggio scelse una modella “inopportuna”: Maddalena Antognetti detta Lena.

La donna, figlia di una prostituta e prostituta anch’essa, era molto conosciuta a Roma per essere anche l’amante dell’artista. Davide con la testa di Golia, invece, è il prodotto di un periodo tardo, di un Caravaggio stanco e invecchiato. Per questo motivo gli studiosi hanno voluto riconoscere in questo dipinto un doppio autoritratto del pittore. Il David-Caravaggio ancora senza peccato che uccide con un’espressione di compassione il Golia-Caravaggio peccatore, dando un carattere di espiazione al quadro.

Entrando a Santa Maria del Popolo si possono ammirare La Crocifissione di San Pietro e La Conversione di San Paolo. Del primo, quella che vedete è la seconda versione, in quanto precedente, fu rifiutata dai committenti perché troppo realistica e cruenta. La luce illumina il santo e la croce, simbolo della fondazione della chiesa; investiti da questa, però, sono anche i carnefici, rappresentati come uomini semplici e non aguzzini. Questa semplicità è un’altra caratteristica dell’artista che è solito rappresentare la “pittura di genere”, ovvero gente comune o scene di vita quotidiana.

La Conversione di San Paolo è anch’essa una seconda versione. La prima stesura del quadro, infatti, fu ripensata dal Caravaggio in corso d'opera poi venduta. Oggi l'opera fa parte della collezione privata della famiglia Odescalchi di Roma. L’utilizzo della “pittura di genere” di Caravaggio la troviamo sia nei soggetti profani sia in quelli religiosi. L’artista, infatti, sceglieva i suoi modelli nelle taverne e nei mercati tra la gente del popolo anche se doveva rappresentare scene bibliche. Ed è proprio quello che succede nel dipinto di Giuditta e Oloferne che si trova a Palazzo Barberini. L’eroina Giuditta, raffigurata come una donna semplice e ricca di virtù morali, compie con riluttanza il suo compito, e il suo volto tradisce un’espressione di fatica e disgusto mentre sgozza Oloferne, come dimostra anche la posizione del suo corpo che cerca di allontanarsi il più possibile dall’uomo. La rappresentazione dell’ancella è in netto contrasto con quella della ragazza; infatti ella ha un volto duro, sgraziato e segnato dall’età. Infine Oloferne sembra morto se ci si concentra nello sguardo vuoto, ma la tensione dei suoi muscoli mostra ancora profonde tracce di vita.

Nella Chiesa di sant’Agostino si trova il dipinto della Madonna dei Pellegrini modella fu ancora una volta Lena, prostituta e amante di Caravaggio. A non convincere i cardinali, questa volta fu la povertà con cui era rappresentata la Santa Madre: gli abiti popolani e la casa con l’intonaco mancante apparvero ai loro occhi troppo realistici e terreni. Un'altra particolarità del dipinto è il realismo dei piedi dei pellegrini, simbolo di obbedienza e devozione; è una caratteristica che avete già incontrato lungo il vostro itinerario nella Crocifissione di San Pietro.

Prossima tappa è la Chiesa di San Luigi dei Francesi, posta vicino a Palazzo Madama. È qui che Caravaggio abitò per molto tempo durante il suo soggiorno romano, ospite prediletto del cardinale Francesco Maria Del Monte. L’artista compose per la chiesa tre tele dedicate a San Matteo che si trovano nella Cappella Contarelli: Vocazione di Matteo, San Matteo e l’Angelo, il Martirio di San Matteo.
Nel primo dipinto la taverna è immersa nel buio, illuminata da una luce che proviene da destra, dall’alto verso il basso, e rappresenta la grazia divina che illumina gli uomini per salvarli dal peccato. Gesù appare dietro San Pietro come fosse un’apparizione e indica Matteo intento con altri esattori delle tasse a contare i soldi riscossi. Matteo incredulo indica se stesso per essere sicuro che Gesù stia chiamando proprio lui. Nel secondo dipinto, San Matteo e l’Angelo, è rappresentato il santo che scrive il Vangelo seguendo la dettatura dell’angelo alle sue spalle; la sua posizione così precaria e in bilico sullo sgabello rappresenterebbe l’incertezza sul cosa scrivere.
Quest'opera è anch'essa una seconda versione, mentre la prima versione del dipinto, passata ai musei di Berlino nel 1815, fu distrutta durante la II guerra mondiale. Nel terzo dipinto è invece rappresentato un sicario che irrompe durante la messa e, una volta atterrato il santo, sta per sferrare il colpo letale. L’intera scena è illuminata da un’intensa luce che viene da sinistra ed investe i due protagonisti del ritratto. Nella Galleria Doria Pamphilj potrete ammirare quadri che si discostano leggermente dal tipico stile caravaggesco.
Modella questa volta nella Maddalena Penitente e nel Riposo durante la fuga in Egitto è Anna Bianchini, prostituta di professione e amica dell’artista con il quale però spesso ebbe scontri. La donna posò per Caravaggio anche in altri dipinti ed è sempre rappresentata nelle sue vere sembianze: una giovane, bassa di statura con i capelli lunghi e rossicci. Caravaggio era solito rappresentare i suoi modelli così come erano realmente, mantenendo anche molto spesso la veridicità dei loro abbigliamenti.

Ultima tappa di questo tour alla scoperta di Caravaggio sono i Musei Capitolini, dove si trova il dipinto gemello di Giovanni Battista di Galleria Doria Pamphilj. Il Battista è rappresentato in una posa ripresa dai “Nudi” di Michelangelo della cappella Sistina, che Caravaggio ammirava molto. Qui l'artista rende la figura più realistica attraverso la luce e i colori a discapito dell’astrattismo michelangiolesco.

La rappresentazione della Buona ventura, invece, è la tipica scena di vita quotidiana che tanto ama dipingere Caravaggio; la tradizione ci racconta che l’artista prese a modello una giovane zingara di passaggio davanti al suo studio. Rappresentò così il momento in cui la gitana, fingendo di leggere la mano ad un giovane e ingenuo ragazzo di buona famiglia, gli sottrae l’anello dal dito.

Se eravate già degli appassionati di Caravaggio dopo questo tour, attraverso le chiese ed i musei più belli di Roma, riuscirete ancor di più ad apprezzare le incredibili doti di questo genio ribelle. La luce ricreata nei quadri che incontrerete, illuminerà i vostri occhi attraverso le vie del centro storico. Attraverso queste opere entrerete nella sua visione del mondo e della pittura e comprenderete l'intensità e la bellezza della sua concezione dell'arte che raffigura la vita.

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