Descrizione

Sulle Orme di Michelangelo

In questa giornata avete la possibilità di seguire un percorso alla ricerca dell’ideale di bellezza di un artista geniale: Michelangelo Buonarroti. Seguendo le impronte indelebili che ci ha lasciato in giro per la città scoprirete le sue opere più importanti ed anche quelle meno conosciute.

Immaginate fin da subito un artista particolare, che per udire il messaggio di Dio, si rintanava nella sua solitudine e nella meditazione. Era un uomo che si sentiva estraneo alla realtà che lo circondava, superbo con tutti e sempre insoddisfatto di se stesso e delle sue creazioni. Viveva da solo ed in modo povero, nonostante le varie committenze, senza allievi e con pochissimi amici.

Artista poliedrico: scultore, pittore, architetto ed anche poeta, in ogni sua opera riprendeva, rielaborava, superava le sue esperienze precedenti.

Iniziate il vostro percorso a Porta Pia, Michelangelo ne curò la progettazione, anche se purtroppo fu terminata dopo la sua morte tra il 1852 e il 1869. La porta, a differenza dalle altre porte cittadine, privilegiò la monumentalizzazione dell’interno e la struttura barocca. Venne in parte modificata successivamente ma originariamente era costituita da una facciata con lesene che accostava la cortina in mattoni con elementi di travertino. La curiosità di questa opera si trova nei tre bassorilievi, che sembrano dei normali ornamenti architettonici. In realtà, leggendo dei versi di Luigi Zanazzo, poeta dialettale romanesco di fine '800, scopriamo che  raffigurano un bacile da barba avvolto da un asciugamano e un pezzo di sapone al suo interno. Secondo una tradizione popolare sarebbe uno scherzo di Michelangelo nei confronti del Papa Pio  IV Medici, committente della porta in questione nel 1546, che pare discendesse da una famiglia di barbieri milanesi. Senza dubbio la grande fama della Porta, è legata alla “breccia” aperta nelle mura adiacenti dai bersaglieri italiani che il 20 settembre 1870 misero fine al dominio del papato quando Roma divenne la capitale d'Italia. Potete individuare il punto esatto in cui venne aperta la breccia, cercando il monumento in marmo e bronzo con iscrizioni che celebrano il ritorno di Roma all'Italia e ai caduti in battaglia.

Continuate immergendovi nelle sue creazioni religiose, come ad esempio Santa Maria degli Angeli, non lontana dalla moderna stazione Termini. La chiesa venne realizzata su progetto di Michelangelo tra il 1560 e il 1566 per volontà di Pio IV. L’edificio venne ricavato all’interno del corpo centrale delle Terme di Diocleziano mantenendo la volumetria antica caratterizzata dalle tre grandiose volte a crociera con grandi colonne di granito. In questo luogo maestoso, da quasi tre secoli sul pavimento della basilica, di fronte alla tomba del maresciallo Diaz, una grande meridiana segna il passare del tempo. Quest'opera chiamata anche “Linea Clementina”, è lo strumento scientifico della misurazione del tempo più prezioso al mondo. Costruita nel 1700 da Bianchini matematico, astronomo, archeologo e storico, allo scopo di determinare con esattezza la data della Pasqua, venne inaugurata dal Papa Clemente XI nel 1702. Il tempo e l'usura dei marmi, sotto il calpestio secolare dei fedeli, hanno reso necessario un intervento di restauro; a Pasqua del Grande Giubileo del 2000 la Meridiana è tornata al suo originale splendore.

Poco più avanti potete visitare due meravigliose Basiliche: la Basilica di Santa Maria Maggiore dove Michelangelo si occupò del disegno della cappella Sforza e che si può considerare il suo “testamento artistico”. Fu iniziata nel 1546, anno della sua morte, e fu terminata da Giacomo Della Porta, che seguì fedelmente i suoi disegni. E' un incredibile esempio di semplicità, quattro gigantesche colonne che incorniciano una bellissima volta a vela.

Non lontano da qui, nella Basilica di San Pietro in Vincoli , la frustrazione del non compiuto provata dall'artista in tutta la sua vita ha un motivo ben preciso. L'opera in cui voleva esprimere tutto se stesso, la tomba di Giulio II, non venne mai realiazzata. Per più di trent'anni le contrastate vicende della tomba furono la tragedia della sua vita. L'aveva concepita, nel 1505, come il "monumento" classico della Cristianità, ma per vari motivi non poté realizzarla seguendo il progetto originario. Michelangelo disse che fu colpa dell'invidia di “Bramante et di Raffaele da Urbino". Dopo la morte di Giulio II, il progetto fu più volte modificato o interamente rifatto, finché l'artista stanco, ormai quasi vecchio, non si rassegnò alla soluzione minima del sepolcro che si vede oggi in San Pietro in Vincoli: al centro vi è la statua del Mosè che l'artista aveva ideato, e in gran parte eseguito molti anni prima, per il mausoleo di San Pietro.

Dopo una piacevole passeggiata verso il Campidoglio, il più piccolo fra i famosi sette colli di Roma, oggi sede del Comune, potete ammirare la bellissima piazza risistemata dall'artista e scoprire quale fu il primo museo pubblico della storia: i musei Capitolini, aperti nel 1734 e che da quel momento ospitano una ricca collezione di reperti romani.

Ora potete scendere lungo una scalinata unica al mondo: la Cordonata di Michelangelo. Progettata dall'artista poliedrico tra il 1538 e il 1542, su commissione di Paolo III in occasione della sistemazione della piazza, la cordonata, da quel momento in poi, collegò il colle con la sottostante piazza dell’Aracoeli, spostando definitivamente l’asse del Campidoglio, rivolto anticamente verso il Foro Romano, in direzione della città rinascimentale.

Da quello che si racconta, nonostante le immani fatiche per dipingere la Cappella Sistina e le lunghe spedizioni nelle cave di marmo per scegliere personalmente i grandi blocchi da lavorare, Michelangelo in vita fu di buona salute e morì a ben 88 anni. Quando il Papa seppe la notizia, decise che venisse sepolto in una grande tomba all'interno della Basilica dei Santissimi Apostoli. Nel corridoio del convento collegato alla chiesa si può vedere il Cenotafio (sepolcro vuoto) di Michelangelo. Per quale motivo il sepolcro è vuoto? Vi sono ben due versioni. Quella ufficiale, che narra che il corpo venne richiesto da Cosimo de Medici a Firenze e che, dopo avergli organizzato uno splendido funerale, lo fece seppellire all'interno di Santa Croce, la grande Cattedrale degli artisti, dei poeti, dei pittori e degli scultori. La versione ufficiosa racconta una storia ben diversa: Roma non aveva affatto l'intenzione di restituire a Firenze le spoglie del grande Michelangelo che nella capitale del Papa aveva trovato gran fama realizzando opere straordinarie. Tra le cancellerie fiorentine e quelle Vaticane, vi furono scambi di lettere, promesse, rifiuti e discussioni di ogni genere. Cosimo De' Medici stanco della situazione, ordinò che il corpo di Michelangelo venisse semplicemente “rubato” e trasportato a Firenze. Una notte, un gruppo di falsi commercianti si presentò a Ss. Apostoli e, aperta la tomba, portarono via il corpo con un carretto portandolo di nascosto a Firenze. Si può soltanto immaginare la rabbia dei romani e della corte papalina e la soddisfazione dei Medici che avevano sempre detto, che i grandi toscani e i grandi fiorentini, almeno dopo la morte, sarebbero dovuti rientrati ad ogni costo in patria.

Dopo questo racconto incredibile, prima di dirigervi a Firenze per vedere il luogo dove è veramente sepolto l'artista, avete la possibilità di ammirare anche una sua statua: “il Cristo della Minerva” nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, che gli fu commissionata nel 1514 da alcuni nobili romani. L'artista, perfezionista per eccellenza, fu costretto a crearne ben due versioni perché nella prima statua, in fase di ultimazione apparve una sgradevole venatura nera considerata inaccettabile da Michelangelo. Una curiosità è che originariamente il cristo era nudo e che il “perizoma bronzeo” fu aggiunto in seguito, solo dopo il concilio di Trento (1545-1563). Una “censura” che toccò anche al Giudizio universale di Michelangelo nella Cappella Sistina poiché secondo i critici l'artista aveva infranto tutte le regole, sia quelle della decenza sia quelle della dottrina cristiana. Fu un miracolo se l'affresco non venne distrutto, come voleva papa Paolo IV (1555-1559), e se si limitarono a coprire con panni drappeggiati i genitali di Santi e Sante.

Una giornata alla scoperta di un'artista incredibile, che studiava in ogni minimo dettaglio le sue creazioni, ma nonostante ciò reputandole sempre incomplete ed imperfette. Un uomo che sosteneva che “Si dipinge col cervello et non con le mani” cit.. , uno dei più grandi geni dell'umanità.

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Porta Pia

Nell’intervento urbanistico voluto da Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) fu risistemata e amp... ...

Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

La chiesa venne realizzata su progetto di Michelangelo tra il 1560 e il 1566 su impulso del sacer... ...

Terme di Diocleziano

Nel mondo romano la pratica del bagno rappresentò un fatto di enorme rilevanza sociale. Il “progr... ...

Basilica di Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore è la principale basilica mariana della cristianità, una delle cinque basilic... ...

San Pietro in Vincoli

La chiesa, realizzata alla metà del IV secolo sulle strutture di una grande domus e intitolata ag... ...

Piazza del Campidoglio

Utilizzato in età medievale per lo più come roccaforte per la posizione dominante sulla via di co... ...

Cordonata del Campidoglio

Progettata da Michelangelo tra il 1538 e il 1542 su commissione di Paolo III (Alessandro Farnese ... ...

Santi Apostoli

La chiesa dei Santi Apostoli si presenta oggi nelle sue forme settecentesche ed è il risultato de... ...

Santa Maria sopra Minerva

L’antico oratorio di Santa Maria de Minerva sorse nell’VIII secolo sul luogo del tempio di Minerv... ...

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