Anfiteatro Flavio (Colosseo)

L’Anfiteatro Flavio fu detto Colosseo in età medievale per la presenza della statua colossale di Nerone posta nelle vicinanze. L’area in cui sorge il monumento faceva parte in origine della Domus Aurea neroniana: dopo la morte dell’imperatore gli spazi occupati dal palazzo imperiale vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche, in particolare al posto dello stagnum venne realizzato l’Anfiteatro Flavio. La costruzione ebbe inizio sotto l’imperatore Vespasiano (69-79 d.C.) e terminò sotto Tito (79-81d.C.); Domiziano (81-96 d.C.) realizzò la parte ipogea e alcune rifiniture. Nel tempo si susseguirono numerosi restauri dovuti ai frequenti incendi. Nell’anfiteatro si tenevano spettacoli gladiatori (munera), cacce (venationes) e naumachie (battaglie navali, fino all’epoca domizianea). A partire dal VI secolo, con l’abolizione dei ludi e delle venationes, la zona fu utilizzata a scopi funerari o abitativi (in età medievale il monumento entrò a far parte delle fortificazioni della famiglia Frangipane) e come cava di materiali da costruzione: le demolizioni ebbero termine solo nel XVIII secolo con la consacrazione del monumento, da parte di papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini,1740-58) alla Passione di Cristo e al ricordo dei martiri cristiani. In età moderna da ricordare i due notevoli restauri eseguiti dall’architetto Stern (1806-1820) e dall’architetto Valadier (1826) al fine di bloccare il crollo delle arcate rispettivamente sui lati est e ovest. La struttura, di forma ellittica (156 x 188 m; h 50 m), presenta un anello esterno in travertino diviso in 4 ordini: i primi tre sono costituiti da arcate tra semicolonne tuscaniche al primo piano, ioniche al secondo, corinzie al terzo. Il quarto piano è un attico cieco con lesene corinzie e finestre; al di sopra di queste sporgono le mensole per il velario. Gli spettatori entravano, gratuitamente, dalle arcate al pianterreno, contrassegnate da numeri per facilitare lo smistamento. Le entrate sull’asse minore erano riservate alle autorità, quelle sull’asse maggiore ai gladiatori; dall’ingresso nord si accedeva alla tribuna imperiale. I posti erano assegnati in base alla classe sociale: la parte bassa della cavea era riservata ai senatori, il secondo settore ospitava l’ordine equestre, il terzo e il quarto la plebe. Dalla fine dell’età antica cava di materiali da costruzione, il Colosseo nel Settecento fornì i blocchi di travertino utilizzati per la costruzione del Porto di Ripetta.Tra i progetti mai realizzati, quello del 1590 dell’architetto Domenico Fontana con papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) di trasformare la grandiosa struttura in borgo per artigiani e operai addetti alla tessitura della lana, con gli opifici nella galleria del piano terreno e abitazioni al piano superiore e al centro dell’area una fontana. Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689) affidò invece a Carlo Fontana, dopo il giubileo del 1675, il progetto di una chiesa dedicata ai martiri cristiani all’interno dell’arena.

Futouring Lazio

 

ORARI:

8:30 - 16:30 dall'ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso ore 15:30 con uscita ore 16:30

8:30 - 17:00 dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso ore 16:00 con uscita ore 17:00

8:30 - 17:30 dal 16 marzo all'ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso ore 16:30 con uscita ore 17:30

8:30 - 19:15 dall'ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso ore 18:15 con uscita ore 19:15

8:30 - 19:00 dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso ore 18:00 con uscita ore 19:00 

8:30 - 18:30 dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso ore 17:30 con uscita 18:30

venerdì santo aperto 8:30 - 14:00, 2 giugno 13:30 - 19:15

 

Chiuso

1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

L’Anfiteatro Flavio fu detto Colosseo in età medievale per la presenza della statua colossale di Nerone posta nelle vicinanze. L’area in cui sorge il monumento faceva parte in origine della Domus Aurea neroniana: dopo la morte dell’imperatore gli spazi occupati dal palazzo imperiale vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche, in particolare al posto dello stagnum venne realizzato l’Anfiteatro Flavio. La costruzione ebbe inizio sotto l’imperatore Vespasiano (69-79 d.C.) e terminò sotto Tito (79-81d.C.); Domiziano (81-96 d.C.) realizzò la parte ipogea e alcune rifiniture. Nel tempo si susseguirono numerosi restauri dovuti ai frequenti incendi. Nell’anfiteatro si tenevano spettacoli gladiatori (munera), cacce (venationes) e naumachie (battaglie navali, fino all’epoca domizianea). A partire dal VI secolo, con l’abolizione dei ludi e delle venationes, la zona fu utilizzata a scopi funerari o abitativi (in età medievale il monumento entrò a far parte delle fortificazioni della famiglia Frangipane) e come cava di materiali da costruzione: le demolizioni ebbero termine solo nel XVIII secolo con la consacrazione del monumento, da parte di papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini,1740-58) alla Passione di Cristo e al ricordo dei martiri cristiani. In età moderna da ricordare i due notevoli restauri eseguiti dall’architetto Stern (1806-1820) e dall’architetto Valadier (1826) al fine di bloccare il crollo delle arcate rispettivamente sui lati est e ovest. La struttura, di forma ellittica (156 x 188 m; h 50 m), presenta un anello esterno in travertino diviso in 4 ordini: i primi tre sono costituiti da arcate tra semicolonne tuscaniche al primo piano, ioniche al secondo, corinzie al terzo. Il quarto piano è un attico cieco con lesene corinzie e finestre; al di sopra di queste sporgono le mensole per il velario. Gli spettatori entravano, gratuitamente, dalle arcate al pianterreno, contrassegnate da numeri per facilitare lo smistamento. Le entrate sull’asse minore erano riservate alle autorità, quelle sull’asse maggiore ai gladiatori; dall’ingresso nord si accedeva alla tribuna imperiale. I posti erano assegnati in base alla classe sociale: la parte bassa della cavea era riservata ai senatori, il secondo settore ospitava l’ordine equestre, il terzo e il quarto la plebe. Dalla fine dell’età antica cava di materiali da costruzione, il Colosseo nel Settecento fornì i blocchi di travertino utilizzati per la costruzione del Porto di Ripetta.Tra i progetti mai realizzati, quello del 1590 dell’architetto Domenico Fontana con papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) di trasformare la grandiosa struttura in borgo per artigiani e operai addetti alla tessitura della lana, con gli opifici nella galleria del piano terreno e abitazioni al piano superiore e al centro dell’area una fontana. Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689) affidò invece a Carlo Fontana, dopo il giubileo del 1675, il progetto di una chiesa dedicata ai martiri cristiani all’interno dell’arena.

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ORARI:

8:30 - 16:30 dall'ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso ore 15:30 con uscita ore 16:30

8:30 - 17:00 dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso ore 16:00 con uscita ore 17:00

8:30 - 17:30 dal 16 marzo all'ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso ore 16:30 con uscita ore 17:30

8:30 - 19:15 dall'ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso ore 18:15 con uscita ore 19:15

8:30 - 19:00 dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso ore 18:00 con uscita ore 19:00 

8:30 - 18:30 dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso ore 17:30 con uscita 18:30

venerdì santo aperto 8:30 - 14:00, 2 giugno 13:30 - 19:15

 

Chiuso

1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

41.8902102,12.492230899999981,17

L’Anfiteatro Flavio fu detto Colosseo in età medievale per la presenza della statua colossale di Nerone posta nelle vicinanze. L’area in cui sorge il monumento faceva parte in origine della Domus Aurea neroniana: dopo la morte dell’imperatore gli spazi occupati dal palazzo imperiale vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche, in particolare al posto dello stagnum venne realizzato l’Anfiteatro Flavio. La costruzione ebbe inizio sotto l’imperatore Vespasiano (69-79 d.C.) e terminò sotto Tito (79-81d.C.); Domiziano (81-96 d.C.) realizzò la parte ipogea e alcune rifiniture. Nel tempo si susseguirono numerosi restauri dovuti ai frequenti incendi. Nell’anfiteatro si tenevano spettacoli gladiatori (munera), cacce (venationes) e naumachie (battaglie navali, fino all’epoca domizianea). A partire dal VI secolo, con l’abolizione dei ludi e delle venationes, la zona fu utilizzata a scopi funerari o abitativi (in età medievale il monumento entrò a far parte delle fortificazioni della famiglia Frangipane) e come cava di materiali da costruzione: le demolizioni ebbero termine solo nel XVIII secolo con la consacrazione del monumento, da parte di papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini,1740-58) alla Passione di Cristo e al ricordo dei martiri cristiani. In età moderna da ricordare i due notevoli restauri eseguiti dall’architetto Stern (1806-1820) e dall’architetto Valadier (1826) al fine di bloccare il crollo delle arcate rispettivamente sui lati est e ovest. La struttura, di forma ellittica (156 x 188 m; h 50 m), presenta un anello esterno in travertino diviso in 4 ordini: i primi tre sono costituiti da arcate tra semicolonne tuscaniche al primo piano, ioniche al secondo, corinzie al terzo. Il quarto piano è un attico cieco con lesene corinzie e finestre; al di sopra di queste sporgono le mensole per il velario. Gli spettatori entravano, gratuitamente, dalle arcate al pianterreno, contrassegnate da numeri per facilitare lo smistamento. Le entrate sull’asse minore erano riservate alle autorità, quelle sull’asse maggiore ai gladiatori; dall’ingresso nord si accedeva alla tribuna imperiale. I posti erano assegnati in base alla classe sociale: la parte bassa della cavea era riservata ai senatori, il secondo settore ospitava l’ordine equestre, il terzo e il quarto la plebe. Dalla fine dell’età antica cava di materiali da costruzione, il Colosseo nel Settecento fornì i blocchi di travertino utilizzati per la costruzione del Porto di Ripetta.Tra i progetti mai realizzati, quello del 1590 dell’architetto Domenico Fontana con papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) di trasformare la grandiosa struttura in borgo per artigiani e operai addetti alla tessitura della lana, con gli opifici nella galleria del piano terreno e abitazioni al piano superiore e al centro dell’area una fontana. Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689) affidò invece a Carlo Fontana, dopo il giubileo del 1675, il progetto di una chiesa dedicata ai martiri cristiani all’interno dell’arena.

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    Via di San Giovanni in Laterano, 44