Basilica di San Clemente

Via Labicana, 95 Roma

La basilica, intitolata a papa Clemente I (88-97 d.C.), sorge lungo la Via Papalis (oggi in parte corrispondente a Via di San Giovanni) utilizzata in antico nelle solenni processioni papali tra il Laterano e il Vaticano. L’attuale edificio a tre navate con quadriportico antistante e protiro fu costruito nei primi decenni del XII secolo sul luogo della più antica e più grande basilica di IV secolo danneggiata dai Normanni nel 1084. Agli inizi del XVIII secolo l’architetto Carlo Stefano Fontana ricostruì la facciata con il campanile e un lato del quadriportico. Nella basilica si conservano preziosi esempi dell’arte medievale romana: al XII secolo risalgono il mosaico absidale raffigurante il Trionfo della Croce con la Vergine e San Giovanni Evangelista, il ciborio e il pavimento cosmateschi, la schola cantorum realizzata con transenne marmoree di VI secolo provenienti dalla basilica più antica. La Cappella di Santa Caterina nella navata sinistra fu affrescata intorno al 1428 da Masolino da Panicale e da Masaccio. I resti della basilica del IV secolo sono stati riportati in luce nel XIX secolo. In essa si conservano esempi di pittura dei secoli IX-XI, tra i quali scene del Nuovo Testamento e Miracoli di San Clemente. In un affresco che raffigura la Leggenda di Sisinnio alcune scritte documentano uno dei primi esempi della lingua italiana. L’antica basilica sorge su due edifici di età romana: in uno è stata identificata la Zecca imperiale (I-II sec. d.C.), nell’altro una domus del II secolo, il cui cortile interno fu coperto con una volta botte e trasformato in mitreo nel III sec. d.C., come testimoniano i banconi lungo le pareti e l’ara con rilievo di Mitra tauroctono (uccisore del toro).

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La basilica, intitolata a papa Clemente I (88-97 d.C.), sorge lungo la Via Papalis (oggi in parte corrispondente a Via di San Giovanni) utilizzata in antico nelle solenni processioni papali tra il Laterano e il Vaticano. L’attuale edificio a tre navate con quadriportico antistante e protiro fu costruito nei primi decenni del XII secolo sul luogo della più antica e più grande basilica di IV secolo danneggiata dai Normanni nel 1084. Agli inizi del XVIII secolo l’architetto Carlo Stefano Fontana ricostruì la facciata con il campanile e un lato del quadriportico. Nella basilica si conservano preziosi esempi dell’arte medievale romana: al XII secolo risalgono il mosaico absidale raffigurante il Trionfo della Croce con la Vergine e San Giovanni Evangelista, il ciborio e il pavimento cosmateschi, la schola cantorum realizzata con transenne marmoree di VI secolo provenienti dalla basilica più antica. La Cappella di Santa Caterina nella navata sinistra fu affrescata intorno al 1428 da Masolino da Panicale e da Masaccio. I resti della basilica del IV secolo sono stati riportati in luce nel XIX secolo. In essa si conservano esempi di pittura dei secoli IX-XI, tra i quali scene del Nuovo Testamento e Miracoli di San Clemente. In un affresco che raffigura la Leggenda di Sisinnio alcune scritte documentano uno dei primi esempi della lingua italiana. L’antica basilica sorge su due edifici di età romana: in uno è stata identificata la Zecca imperiale (I-II sec. d.C.), nell’altro una domus del II secolo, il cui cortile interno fu coperto con una volta botte e trasformato in mitreo nel III sec. d.C., come testimoniano i banconi lungo le pareti e l’ara con rilievo di Mitra tauroctono (uccisore del toro).

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La basilica, intitolata a papa Clemente I (88-97 d.C.), sorge lungo la Via Papalis (oggi in parte corrispondente a Via di San Giovanni) utilizzata in antico nelle solenni processioni papali tra il Laterano e il Vaticano. L’attuale edificio a tre navate con quadriportico antistante e protiro fu costruito nei primi decenni del XII secolo sul luogo della più antica e più grande basilica di IV secolo danneggiata dai Normanni nel 1084. Agli inizi del XVIII secolo l’architetto Carlo Stefano Fontana ricostruì la facciata con il campanile e un lato del quadriportico. Nella basilica si conservano preziosi esempi dell’arte medievale romana: al XII secolo risalgono il mosaico absidale raffigurante il Trionfo della Croce con la Vergine e San Giovanni Evangelista, il ciborio e il pavimento cosmateschi, la schola cantorum realizzata con transenne marmoree di VI secolo provenienti dalla basilica più antica. La Cappella di Santa Caterina nella navata sinistra fu affrescata intorno al 1428 da Masolino da Panicale e da Masaccio. I resti della basilica del IV secolo sono stati riportati in luce nel XIX secolo. In essa si conservano esempi di pittura dei secoli IX-XI, tra i quali scene del Nuovo Testamento e Miracoli di San Clemente. In un affresco che raffigura la Leggenda di Sisinnio alcune scritte documentano uno dei primi esempi della lingua italiana. L’antica basilica sorge su due edifici di età romana: in uno è stata identificata la Zecca imperiale (I-II sec. d.C.), nell’altro una domus del II secolo, il cui cortile interno fu coperto con una volta botte e trasformato in mitreo nel III sec. d.C., come testimoniano i banconi lungo le pareti e l’ara con rilievo di Mitra tauroctono (uccisore del toro).

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