Battistero di San Giovanni in Laterano

Via dell'Amba Aradam, 6985 Roma

Il Battistero Lateranense fu eretto dall’imperatore Costantino (306-337 d.C.), contemporaneamente alla vicina basilica di San Giovanni (ca. 313-318 d.C.), sui resti di una villa patrizia del I secolo d.C. e su alcuni ambienti termali del II secolo: l’edificio, noto anche come San Giovanni in fonte, ha una caratteristica pianta ottagonale. Sotto papa Sisto III (432-440) vennero aggiunti l’atrio e il pronao con due colonne in porfido mentre papa Ilaro (461-468 d.C.) realizzò le tre cappelle addossate al perimetro esterno e dedicate a San Giovanni Battista, alla Santa Croce ed a San Giovanni Evangelista. Nel VII secolo venne aggiunta a sud-est la cappella di San Venanzio decorata con mosaici su fondo oro ispirati a modelli orientali. Papa Paolo III (Alessandro Farnese 1534-49) fece demolire la cupola e costruì un tiburio coperto da tetti a spiovente. L’ultimo intervento sull’apparato decorativo è attribuito a Borromini, durante il pontificato di Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667). La semplicità dell’esterno (la facciata principale è costituita da una serliana senza arco centrale con ingresso tra due colonne) contrasta con la sontuosità dell’interno: su un anello di otto colonne in porfido insiste un architrave ottagonale sul quale si imposta un secondo ordine di colonne più piccole di marmo bianco. All’interno di tale struttura è visibile una balaustra circolare della fine del XVI secolo al centro della quale è una vasca di basalto verde per il rito del battesimo a immersione. All’esterno è un ambulacro anulare coperto con volta a botte. Sull’architrave del primo ordine di colonne si leggono alcuni versi di Sisto III celebrativi del battesimo.

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Il Battistero Lateranense fu eretto dall’imperatore Costantino (306-337 d.C.), contemporaneamente alla vicina basilica di San Giovanni (ca. 313-318 d.C.), sui resti di una villa patrizia del I secolo d.C. e su alcuni ambienti termali del II secolo: l’edificio, noto anche come San Giovanni in fonte, ha una caratteristica pianta ottagonale. Sotto papa Sisto III (432-440) vennero aggiunti l’atrio e il pronao con due colonne in porfido mentre papa Ilaro (461-468 d.C.) realizzò le tre cappelle addossate al perimetro esterno e dedicate a San Giovanni Battista, alla Santa Croce ed a San Giovanni Evangelista. Nel VII secolo venne aggiunta a sud-est la cappella di San Venanzio decorata con mosaici su fondo oro ispirati a modelli orientali. Papa Paolo III (Alessandro Farnese 1534-49) fece demolire la cupola e costruì un tiburio coperto da tetti a spiovente. L’ultimo intervento sull’apparato decorativo è attribuito a Borromini, durante il pontificato di Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667). La semplicità dell’esterno (la facciata principale è costituita da una serliana senza arco centrale con ingresso tra due colonne) contrasta con la sontuosità dell’interno: su un anello di otto colonne in porfido insiste un architrave ottagonale sul quale si imposta un secondo ordine di colonne più piccole di marmo bianco. All’interno di tale struttura è visibile una balaustra circolare della fine del XVI secolo al centro della quale è una vasca di basalto verde per il rito del battesimo a immersione. All’esterno è un ambulacro anulare coperto con volta a botte. Sull’architrave del primo ordine di colonne si leggono alcuni versi di Sisto III celebrativi del battesimo.

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Il Battistero Lateranense fu eretto dall’imperatore Costantino (306-337 d.C.), contemporaneamente alla vicina basilica di San Giovanni (ca. 313-318 d.C.), sui resti di una villa patrizia del I secolo d.C. e su alcuni ambienti termali del II secolo: l’edificio, noto anche come San Giovanni in fonte, ha una caratteristica pianta ottagonale. Sotto papa Sisto III (432-440) vennero aggiunti l’atrio e il pronao con due colonne in porfido mentre papa Ilaro (461-468 d.C.) realizzò le tre cappelle addossate al perimetro esterno e dedicate a San Giovanni Battista, alla Santa Croce ed a San Giovanni Evangelista. Nel VII secolo venne aggiunta a sud-est la cappella di San Venanzio decorata con mosaici su fondo oro ispirati a modelli orientali. Papa Paolo III (Alessandro Farnese 1534-49) fece demolire la cupola e costruì un tiburio coperto da tetti a spiovente. L’ultimo intervento sull’apparato decorativo è attribuito a Borromini, durante il pontificato di Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667). La semplicità dell’esterno (la facciata principale è costituita da una serliana senza arco centrale con ingresso tra due colonne) contrasta con la sontuosità dell’interno: su un anello di otto colonne in porfido insiste un architrave ottagonale sul quale si imposta un secondo ordine di colonne più piccole di marmo bianco. All’interno di tale struttura è visibile una balaustra circolare della fine del XVI secolo al centro della quale è una vasca di basalto verde per il rito del battesimo a immersione. All’esterno è un ambulacro anulare coperto con volta a botte. Sull’architrave del primo ordine di colonne si leggono alcuni versi di Sisto III celebrativi del battesimo.

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