Domus Aurea

Viale della Domus Aurea, Roma
0639967700

Dopo l’ incendio che sconvolse Roma, a partire dalla notte del 18 luglio del 64 d.C. e per nove giorni consecutivi, un’ampia porzione di territorio già d’uso pubblico, dal colle Oppio al Palatino, venne espropriata e destinata alla costruzione di una reggia in sostituzione della precedente Domus Transitoria. La magnificenza della nuova casa le valse il nome di Domus Aurea. Questa la descrizione che ne fa Svetonio (ca. 70-140 d.C.): “… aveva un vestibolo così grande da contenere una statua colossale (dell’imperatore) alta centoventi piedi, era così estesa da comprendere tre portici lunghi un miglio ed uno specchio d'acqua simile al mare sul quale si affacciavano edifici grandi come città e ville di campagna con campi coltivati, vigneti, pascoli e boschi abitati da ogni genere di animali domestici e selvatici. Nel resto dell'edificio tutto era ricoperto d'oro e ornato di gemme e di perle; i soffitti delle sale da pranzo erano fatti di tavolette d'avorio mobili e forate, così da spargere fiori e profumi. La sala più straordinaria era rotonda e girava continuamente, giorno e notte, come il mondo; nei bagni fluivano le acque del mare e quelle solforose. Quando l’edificio fu terminato Nerone lo inaugurò dicendo che finalmente cominciava ad avere una dimora degna di un uomo”. Dopo la morte di Nerone gli spazi espropriati per la costruzione del palazzo vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche: al posto dello stagno venne realizzato l’Anfiteatro Flavio, nel vestibolo venne edificato il tempio di Venere e Roma; nel portico di accesso, lungo la Via Sacra,vennero inseriti gli Horrea Vespasiani. Del palazzo rimane oggi ben conservato solo il padiglione sul colle Oppio, seppellito sotto le fondazioni delle terme di Traiano.

Futouring Lazio

ORARI:

Tutti i weekend dalle ore 9:15 alle ore 15:45

Dopo l’ incendio che sconvolse Roma, a partire dalla notte del 18 luglio del 64 d.C. e per nove giorni consecutivi, un’ampia porzione di territorio già d’uso pubblico, dal colle Oppio al Palatino, venne espropriata e destinata alla costruzione di una reggia in sostituzione della precedente Domus Transitoria. La magnificenza della nuova casa le valse il nome di Domus Aurea. Questa la descrizione che ne fa Svetonio (ca. 70-140 d.C.): “… aveva un vestibolo così grande da contenere una statua colossale (dell’imperatore) alta centoventi piedi, era così estesa da comprendere tre portici lunghi un miglio ed uno specchio d'acqua simile al mare sul quale si affacciavano edifici grandi come città e ville di campagna con campi coltivati, vigneti, pascoli e boschi abitati da ogni genere di animali domestici e selvatici. Nel resto dell'edificio tutto era ricoperto d'oro e ornato di gemme e di perle; i soffitti delle sale da pranzo erano fatti di tavolette d'avorio mobili e forate, così da spargere fiori e profumi. La sala più straordinaria era rotonda e girava continuamente, giorno e notte, come il mondo; nei bagni fluivano le acque del mare e quelle solforose. Quando l’edificio fu terminato Nerone lo inaugurò dicendo che finalmente cominciava ad avere una dimora degna di un uomo”. Dopo la morte di Nerone gli spazi espropriati per la costruzione del palazzo vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche: al posto dello stagno venne realizzato l’Anfiteatro Flavio, nel vestibolo venne edificato il tempio di Venere e Roma; nel portico di accesso, lungo la Via Sacra,vennero inseriti gli Horrea Vespasiani. Del palazzo rimane oggi ben conservato solo il padiglione sul colle Oppio, seppellito sotto le fondazioni delle terme di Traiano.

Futouring Lazio

ORARI:

Tutti i weekend dalle ore 9:15 alle ore 15:45

41.89069,12.49466,17

Dopo l’ incendio che sconvolse Roma, a partire dalla notte del 18 luglio del 64 d.C. e per nove giorni consecutivi, un’ampia porzione di territorio già d’uso pubblico, dal colle Oppio al Palatino, venne espropriata e destinata alla costruzione di una reggia in sostituzione della precedente Domus Transitoria. La magnificenza della nuova casa le valse il nome di Domus Aurea. Questa la descrizione che ne fa Svetonio (ca. 70-140 d.C.): “… aveva un vestibolo così grande da contenere una statua colossale (dell’imperatore) alta centoventi piedi, era così estesa da comprendere tre portici lunghi un miglio ed uno specchio d'acqua simile al mare sul quale si affacciavano edifici grandi come città e ville di campagna con campi coltivati, vigneti, pascoli e boschi abitati da ogni genere di animali domestici e selvatici. Nel resto dell'edificio tutto era ricoperto d'oro e ornato di gemme e di perle; i soffitti delle sale da pranzo erano fatti di tavolette d'avorio mobili e forate, così da spargere fiori e profumi. La sala più straordinaria era rotonda e girava continuamente, giorno e notte, come il mondo; nei bagni fluivano le acque del mare e quelle solforose. Quando l’edificio fu terminato Nerone lo inaugurò dicendo che finalmente cominciava ad avere una dimora degna di un uomo”. Dopo la morte di Nerone gli spazi espropriati per la costruzione del palazzo vennero di nuovo destinati a funzioni pubbliche: al posto dello stagno venne realizzato l’Anfiteatro Flavio, nel vestibolo venne edificato il tempio di Venere e Roma; nel portico di accesso, lungo la Via Sacra,vennero inseriti gli Horrea Vespasiani. Del palazzo rimane oggi ben conservato solo il padiglione sul colle Oppio, seppellito sotto le fondazioni delle terme di Traiano.

Futouring Lazio

ORARI:

Tutti i weekend dalle ore 9:15 alle ore 15:45

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • bed & breakfast

    Colosseum b&b

    Via Capo D'Africa, 59, 00184 Roma

  • Ristorante, Lunch Cafè

    Bar Colosseo

    Via di San Giovanni in Laterano, 44