Porta Pia

Piazzale di Porta Pia, 84-94 Roma

Nell’intervento urbanistico voluto da Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) fu risistemata e ampliata la strada Pia, che dal papa prese il nome. Il pontefice volle quindi dare un fondale scenografico al nuovo asse, in una porta monumentale che doveva sostituire la vecchia porta Nomentana delle mura Aureliane del III secolo, che fu nell’occasione murata. Fu incaricato del progetto Michelangelo Buonarroti e la porta fu eseguita tra il 1561 e il 1565, da Giacomo del Duca, che lavorò anche alla porta San Giovanni. Il carattere innovativo del progetto fu quello di combinare l’aspetto difensivo della struttura con quello architettonico decorativo che sottolineava la scenografia urbana. La porta significativamente, e a differenza dalle altre porte cittadine, privilegiò la monumentalizzazione dell’interno. La struttura barocca, in parte modificata successivamente, era costituita da una facciata con lesene che accostava la cortina in mattoni con elementi di travertino. La facciata esterna, in stile neoclassico, fu completata solo tra il 1852 e il 1869 ad opera di Virginio Vespignani (autore anche della porta San Pancrazio), che si ispirò al progetto di Michelangelo, a fornice centrale tra due nicchie con le statue di Sant’Agnese e Sant’Alessandro.

Nelle vicende che portarono a compimento il disegno risorgimentale di unificare l’Italia con Roma Capitale, porta Pia fu teatro dei combattimenti del 1870 tra bersaglieri italiani e truppe pontificie che si concluse emblematicamente con l’apertura nelle mura ad ovest della porta della celebre “breccia” di Porta Pia.

Autori: Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Vespignani Virginio (1808-1882).

Futouring Lazio

Nell’intervento urbanistico voluto da Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) fu risistemata e ampliata la strada Pia, che dal papa prese il nome. Il pontefice volle quindi dare un fondale scenografico al nuovo asse, in una porta monumentale che doveva sostituire la vecchia porta Nomentana delle mura Aureliane del III secolo, che fu nell’occasione murata. Fu incaricato del progetto Michelangelo Buonarroti e la porta fu eseguita tra il 1561 e il 1565, da Giacomo del Duca, che lavorò anche alla porta San Giovanni. Il carattere innovativo del progetto fu quello di combinare l’aspetto difensivo della struttura con quello architettonico decorativo che sottolineava la scenografia urbana. La porta significativamente, e a differenza dalle altre porte cittadine, privilegiò la monumentalizzazione dell’interno. La struttura barocca, in parte modificata successivamente, era costituita da una facciata con lesene che accostava la cortina in mattoni con elementi di travertino. La facciata esterna, in stile neoclassico, fu completata solo tra il 1852 e il 1869 ad opera di Virginio Vespignani (autore anche della porta San Pancrazio), che si ispirò al progetto di Michelangelo, a fornice centrale tra due nicchie con le statue di Sant’Agnese e Sant’Alessandro.

Nelle vicende che portarono a compimento il disegno risorgimentale di unificare l’Italia con Roma Capitale, porta Pia fu teatro dei combattimenti del 1870 tra bersaglieri italiani e truppe pontificie che si concluse emblematicamente con l’apertura nelle mura ad ovest della porta della celebre “breccia” di Porta Pia.

Autori: Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Vespignani Virginio (1808-1882).

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Nell’intervento urbanistico voluto da Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) fu risistemata e ampliata la strada Pia, che dal papa prese il nome. Il pontefice volle quindi dare un fondale scenografico al nuovo asse, in una porta monumentale che doveva sostituire la vecchia porta Nomentana delle mura Aureliane del III secolo, che fu nell’occasione murata. Fu incaricato del progetto Michelangelo Buonarroti e la porta fu eseguita tra il 1561 e il 1565, da Giacomo del Duca, che lavorò anche alla porta San Giovanni. Il carattere innovativo del progetto fu quello di combinare l’aspetto difensivo della struttura con quello architettonico decorativo che sottolineava la scenografia urbana. La porta significativamente, e a differenza dalle altre porte cittadine, privilegiò la monumentalizzazione dell’interno. La struttura barocca, in parte modificata successivamente, era costituita da una facciata con lesene che accostava la cortina in mattoni con elementi di travertino. La facciata esterna, in stile neoclassico, fu completata solo tra il 1852 e il 1869 ad opera di Virginio Vespignani (autore anche della porta San Pancrazio), che si ispirò al progetto di Michelangelo, a fornice centrale tra due nicchie con le statue di Sant’Agnese e Sant’Alessandro.

Nelle vicende che portarono a compimento il disegno risorgimentale di unificare l’Italia con Roma Capitale, porta Pia fu teatro dei combattimenti del 1870 tra bersaglieri italiani e truppe pontificie che si concluse emblematicamente con l’apertura nelle mura ad ovest della porta della celebre “breccia” di Porta Pia.

Autori: Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Vespignani Virginio (1808-1882).

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