Quadrivio delle Quattro Fontane

Via delle Quattro Fontane, Roma

Elemento principale del sistema viario barocco dell’area, il quadrivio delle Quattro fontane nacque dall’intersezione tra la via Pia, voluta da Pio IV (Giovannangelo Medici 1559-1565) nel 1561, (attuali via del Quirinale e via XX Settembre) e la nuova strada Felice (attuale via delle Quattro Fontane) aperta nel 1587 da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). La prima menzione della piazza (Platea Quattuor fontium) risale al 1593 quando, in cambio della fornitura dell’acqua Felice per la villa Mattei, fu imposta la pavimentazione della piazza. Il quadrivio assume una forma di un ottagono irregolare, impostandosi nel punto più alto del crinale del Quirinale, dal quale si traguardano, lungo la via Felice, Santa Maria Maggiore e Trinità dei Monti e lungo la strada Pia la piazza del Quirinale e il prospetto di Porta Pia. La piazza costituisce un segno urbanistico e architettonico di rilievo nell’impianto voluto da Sisto V nel quale il punto nodale è in questo caso segnato dalle fontane che svolgono un ruolo analogo a quello degli obelischi, segnando le convergenze stradali. Le fontane, poste all’interno di nicchie ricavate negli spigoli dei quattro edifici prospicienti la strada, furono realizzate tra il 1588 e il 1593. Il progetto architettonico della piazza, nel punto nodale dell’impianto sistino, propone sulla scena urbana l’immagine delle vigne antiquarie. Le fontane a vasche semicircolari, sono adornate da statue allegoriche: il Tevere e la lupa, simboli di Roma (nell’angolo di San Carlo), l’Arno e il leone, simboli di Firenze (nell’angolo di palazzo Mattei, poi Albani), Diana e Giunone simboli di fedeltà e forza. Il disegno delle sculture del Tevere, dell’Arno e di Giunone è attribuito a Domenico Fontana, architetto preferito di Sisto V, quello di Diana a Pietro da Cortona.

Autore: Fontana Domenico.

Futouring Lazio

Elemento principale del sistema viario barocco dell’area, il quadrivio delle Quattro fontane nacque dall’intersezione tra la via Pia, voluta da Pio IV (Giovannangelo Medici 1559-1565) nel 1561, (attuali via del Quirinale e via XX Settembre) e la nuova strada Felice (attuale via delle Quattro Fontane) aperta nel 1587 da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). La prima menzione della piazza (Platea Quattuor fontium) risale al 1593 quando, in cambio della fornitura dell’acqua Felice per la villa Mattei, fu imposta la pavimentazione della piazza. Il quadrivio assume una forma di un ottagono irregolare, impostandosi nel punto più alto del crinale del Quirinale, dal quale si traguardano, lungo la via Felice, Santa Maria Maggiore e Trinità dei Monti e lungo la strada Pia la piazza del Quirinale e il prospetto di Porta Pia. La piazza costituisce un segno urbanistico e architettonico di rilievo nell’impianto voluto da Sisto V nel quale il punto nodale è in questo caso segnato dalle fontane che svolgono un ruolo analogo a quello degli obelischi, segnando le convergenze stradali. Le fontane, poste all’interno di nicchie ricavate negli spigoli dei quattro edifici prospicienti la strada, furono realizzate tra il 1588 e il 1593. Il progetto architettonico della piazza, nel punto nodale dell’impianto sistino, propone sulla scena urbana l’immagine delle vigne antiquarie. Le fontane a vasche semicircolari, sono adornate da statue allegoriche: il Tevere e la lupa, simboli di Roma (nell’angolo di San Carlo), l’Arno e il leone, simboli di Firenze (nell’angolo di palazzo Mattei, poi Albani), Diana e Giunone simboli di fedeltà e forza. Il disegno delle sculture del Tevere, dell’Arno e di Giunone è attribuito a Domenico Fontana, architetto preferito di Sisto V, quello di Diana a Pietro da Cortona.

Autore: Fontana Domenico.

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Elemento principale del sistema viario barocco dell’area, il quadrivio delle Quattro fontane nacque dall’intersezione tra la via Pia, voluta da Pio IV (Giovannangelo Medici 1559-1565) nel 1561, (attuali via del Quirinale e via XX Settembre) e la nuova strada Felice (attuale via delle Quattro Fontane) aperta nel 1587 da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590). La prima menzione della piazza (Platea Quattuor fontium) risale al 1593 quando, in cambio della fornitura dell’acqua Felice per la villa Mattei, fu imposta la pavimentazione della piazza. Il quadrivio assume una forma di un ottagono irregolare, impostandosi nel punto più alto del crinale del Quirinale, dal quale si traguardano, lungo la via Felice, Santa Maria Maggiore e Trinità dei Monti e lungo la strada Pia la piazza del Quirinale e il prospetto di Porta Pia. La piazza costituisce un segno urbanistico e architettonico di rilievo nell’impianto voluto da Sisto V nel quale il punto nodale è in questo caso segnato dalle fontane che svolgono un ruolo analogo a quello degli obelischi, segnando le convergenze stradali. Le fontane, poste all’interno di nicchie ricavate negli spigoli dei quattro edifici prospicienti la strada, furono realizzate tra il 1588 e il 1593. Il progetto architettonico della piazza, nel punto nodale dell’impianto sistino, propone sulla scena urbana l’immagine delle vigne antiquarie. Le fontane a vasche semicircolari, sono adornate da statue allegoriche: il Tevere e la lupa, simboli di Roma (nell’angolo di San Carlo), l’Arno e il leone, simboli di Firenze (nell’angolo di palazzo Mattei, poi Albani), Diana e Giunone simboli di fedeltà e forza. Il disegno delle sculture del Tevere, dell’Arno e di Giunone è attribuito a Domenico Fontana, architetto preferito di Sisto V, quello di Diana a Pietro da Cortona.

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