Santa Maria sopra Minerva

Via di Santa Caterina da Siena, 45 Roma

L’antico oratorio di Santa Maria de Minerva sorse nell’VIII secolo sul luogo del tempio di Minerva Chalcidica, dal quale trasse il nome, con l’annesso monastero delle monache basiliane, sostituite dal 1266 dai domenicani che fecero di Santa Maria sopra Minerva la chiesa madre dell’ordine. Riferimento dei toscani prima della costruzione della cinquecentesca San Giovanni de’ Fiorentini, la chiesa ospitò importanti tombe di nobili e prelati fiorentini. Al modello, seppure semplificato, di Santa Maria Novella di Firenzefu ispirata la costruzione del nuovo edificio dal 1280, unico esempio conservato di gotico italiano a Roma. Dopo la ripresa dei lavori voluti dal cardinale Juan de Torquemada, zio del celebre inquisitore, la facciata fu rifatta completamente nel 1453 grazie all’intervento del conte Francesco Orsini. Nel 1600 Carlo Maderno rielaborò in stile rinascimentale la facciata, tripartita e con lesene, che si ispirava a quella di Santa Maria in Aracoeli. Nella sistemazione del 1667 della piazza antistante fu collocato l’elefantino con l’obelisco, su disegno di Gian Lorenzo Bernini. La facciata conservò fino al 1725 i mattoni a vista, intonacati negli interventi settecenteschi di Filippo Raguzzini. Tra il 1848 e il 1855 restauri radicali vollero ripristinare le linee gotiche demolendo le aggiunte barocche e decorando gli interni con affreschi neogotici. L’interno ospita capolavori di artisti rinascimentali, tra i quali Filippino Lippi (Cappella Carafa), Beato Angelico, Michelangelo (statua del Cristo risorto). Qui si concludeva la solenne cavalcata papale del 25 marzo nella festa dell’Annunziata, a partire dal pontificato di Eugenio IV (Gabriele Condulmer 1431-1447) fino a Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799). Nel 1431 e nel 1447 nella sagrestia si tennero i conclavi che elessero rispettivamente Eugenio IV e Niccolo V. Il convento annesso, con dipinti della scuola di Antoniazzo Romano, ospitò il famigerato tribunale dell’Inquisizione, di pertinenza dell’ordine domenicano, con la congregazione del Santo Uffizio qui che processò Galileo nel 1633.

Autori: Carlo Maderno (1556-1629), Raguzzini Filippo (1680-1771), Lippi Filippino (1457-1504).

Futouring Lazio

ORARI:

Lunedì - Venerdì:  6:45 - 19:00

Sabato:  6:45 - 12:30 / 15:30 -19:00

Domenica:  8:00 – 12:30 / 15:30 -19:00

L’antico oratorio di Santa Maria de Minerva sorse nell’VIII secolo sul luogo del tempio di Minerva Chalcidica, dal quale trasse il nome, con l’annesso monastero delle monache basiliane, sostituite dal 1266 dai domenicani che fecero di Santa Maria sopra Minerva la chiesa madre dell’ordine. Riferimento dei toscani prima della costruzione della cinquecentesca San Giovanni de’ Fiorentini, la chiesa ospitò importanti tombe di nobili e prelati fiorentini. Al modello, seppure semplificato, di Santa Maria Novella di Firenzefu ispirata la costruzione del nuovo edificio dal 1280, unico esempio conservato di gotico italiano a Roma. Dopo la ripresa dei lavori voluti dal cardinale Juan de Torquemada, zio del celebre inquisitore, la facciata fu rifatta completamente nel 1453 grazie all’intervento del conte Francesco Orsini. Nel 1600 Carlo Maderno rielaborò in stile rinascimentale la facciata, tripartita e con lesene, che si ispirava a quella di Santa Maria in Aracoeli. Nella sistemazione del 1667 della piazza antistante fu collocato l’elefantino con l’obelisco, su disegno di Gian Lorenzo Bernini. La facciata conservò fino al 1725 i mattoni a vista, intonacati negli interventi settecenteschi di Filippo Raguzzini. Tra il 1848 e il 1855 restauri radicali vollero ripristinare le linee gotiche demolendo le aggiunte barocche e decorando gli interni con affreschi neogotici. L’interno ospita capolavori di artisti rinascimentali, tra i quali Filippino Lippi (Cappella Carafa), Beato Angelico, Michelangelo (statua del Cristo risorto). Qui si concludeva la solenne cavalcata papale del 25 marzo nella festa dell’Annunziata, a partire dal pontificato di Eugenio IV (Gabriele Condulmer 1431-1447) fino a Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799). Nel 1431 e nel 1447 nella sagrestia si tennero i conclavi che elessero rispettivamente Eugenio IV e Niccolo V. Il convento annesso, con dipinti della scuola di Antoniazzo Romano, ospitò il famigerato tribunale dell’Inquisizione, di pertinenza dell’ordine domenicano, con la congregazione del Santo Uffizio qui che processò Galileo nel 1633.

Autori: Carlo Maderno (1556-1629), Raguzzini Filippo (1680-1771), Lippi Filippino (1457-1504).

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Lunedì - Venerdì:  6:45 - 19:00

Sabato:  6:45 - 12:30 / 15:30 -19:00

Domenica:  8:00 – 12:30 / 15:30 -19:00

41.898056,12.478333,17

L’antico oratorio di Santa Maria de Minerva sorse nell’VIII secolo sul luogo del tempio di Minerva Chalcidica, dal quale trasse il nome, con l’annesso monastero delle monache basiliane, sostituite dal 1266 dai domenicani che fecero di Santa Maria sopra Minerva la chiesa madre dell’ordine. Riferimento dei toscani prima della costruzione della cinquecentesca San Giovanni de’ Fiorentini, la chiesa ospitò importanti tombe di nobili e prelati fiorentini. Al modello, seppure semplificato, di Santa Maria Novella di Firenzefu ispirata la costruzione del nuovo edificio dal 1280, unico esempio conservato di gotico italiano a Roma. Dopo la ripresa dei lavori voluti dal cardinale Juan de Torquemada, zio del celebre inquisitore, la facciata fu rifatta completamente nel 1453 grazie all’intervento del conte Francesco Orsini. Nel 1600 Carlo Maderno rielaborò in stile rinascimentale la facciata, tripartita e con lesene, che si ispirava a quella di Santa Maria in Aracoeli. Nella sistemazione del 1667 della piazza antistante fu collocato l’elefantino con l’obelisco, su disegno di Gian Lorenzo Bernini. La facciata conservò fino al 1725 i mattoni a vista, intonacati negli interventi settecenteschi di Filippo Raguzzini. Tra il 1848 e il 1855 restauri radicali vollero ripristinare le linee gotiche demolendo le aggiunte barocche e decorando gli interni con affreschi neogotici. L’interno ospita capolavori di artisti rinascimentali, tra i quali Filippino Lippi (Cappella Carafa), Beato Angelico, Michelangelo (statua del Cristo risorto). Qui si concludeva la solenne cavalcata papale del 25 marzo nella festa dell’Annunziata, a partire dal pontificato di Eugenio IV (Gabriele Condulmer 1431-1447) fino a Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799). Nel 1431 e nel 1447 nella sagrestia si tennero i conclavi che elessero rispettivamente Eugenio IV e Niccolo V. Il convento annesso, con dipinti della scuola di Antoniazzo Romano, ospitò il famigerato tribunale dell’Inquisizione, di pertinenza dell’ordine domenicano, con la congregazione del Santo Uffizio qui che processò Galileo nel 1633.

Autori: Carlo Maderno (1556-1629), Raguzzini Filippo (1680-1771), Lippi Filippino (1457-1504).

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Lunedì - Venerdì:  6:45 - 19:00

Sabato:  6:45 - 12:30 / 15:30 -19:00

Domenica:  8:00 – 12:30 / 15:30 -19:00

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