Santi Giovanni e Paolo

Piazza di Santissimi Giovanni e Paolo, Roma

La chiesa venne eretta agli inizi del V secolo d.C. dal senatore Pammachio sul sito di un edificio, già utilizzato come domus ecclesiae da una comunità cristiana, nel quale secondo la tradizione avevano trovato il martirio e la sepoltura due fratelli, Giovanni e Paolo (nel 362, durante il regno dell’imperatore Giuliano): lungo il Clivo di Scauro è visibile la facciata dell'antico caseggiato romano inglobato nel muro perimetrale della chiesa paleocristiana. La basilica, in origine un'aula absidata tripartita da colonne, subì nel tempo numerosi restauri. Nel XII secolo vennero aggiunti il portico e il campanile impostato su un tratto della sostruzione del tempio del Divo Claudio. Altri rimaneggiamenti si ebbero nei secoli successivi, in particolare nel 1715. La chiesa, presso la villa Celimontana, ha assunto l'attuale fisionomia nel 1951, con il ripristino della facciata paleocristiana ad arcate sormontate in alto da cinque finestre. Nei sotterranei della chiesa si conservano i resti, disposti su vari livelli, dell’edificio residenziale di età romana con ambienti affrescati con un ciclo di pitture a carattere cristiano risalente alla seconda metà del IV secolo e locali frequentati fino all’età medievale in connessione con il culto delle spoglie dei martiri. Al complesso è stato di recente annesso un antiquarium, nel quale sono esposti i reperti provenienti dagli scavi e dalla basilica.

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La chiesa venne eretta agli inizi del V secolo d.C. dal senatore Pammachio sul sito di un edificio, già utilizzato come domus ecclesiae da una comunità cristiana, nel quale secondo la tradizione avevano trovato il martirio e la sepoltura due fratelli, Giovanni e Paolo (nel 362, durante il regno dell’imperatore Giuliano): lungo il Clivo di Scauro è visibile la facciata dell'antico caseggiato romano inglobato nel muro perimetrale della chiesa paleocristiana. La basilica, in origine un'aula absidata tripartita da colonne, subì nel tempo numerosi restauri. Nel XII secolo vennero aggiunti il portico e il campanile impostato su un tratto della sostruzione del tempio del Divo Claudio. Altri rimaneggiamenti si ebbero nei secoli successivi, in particolare nel 1715. La chiesa, presso la villa Celimontana, ha assunto l'attuale fisionomia nel 1951, con il ripristino della facciata paleocristiana ad arcate sormontate in alto da cinque finestre. Nei sotterranei della chiesa si conservano i resti, disposti su vari livelli, dell’edificio residenziale di età romana con ambienti affrescati con un ciclo di pitture a carattere cristiano risalente alla seconda metà del IV secolo e locali frequentati fino all’età medievale in connessione con il culto delle spoglie dei martiri. Al complesso è stato di recente annesso un antiquarium, nel quale sono esposti i reperti provenienti dagli scavi e dalla basilica.

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La chiesa venne eretta agli inizi del V secolo d.C. dal senatore Pammachio sul sito di un edificio, già utilizzato come domus ecclesiae da una comunità cristiana, nel quale secondo la tradizione avevano trovato il martirio e la sepoltura due fratelli, Giovanni e Paolo (nel 362, durante il regno dell’imperatore Giuliano): lungo il Clivo di Scauro è visibile la facciata dell'antico caseggiato romano inglobato nel muro perimetrale della chiesa paleocristiana. La basilica, in origine un'aula absidata tripartita da colonne, subì nel tempo numerosi restauri. Nel XII secolo vennero aggiunti il portico e il campanile impostato su un tratto della sostruzione del tempio del Divo Claudio. Altri rimaneggiamenti si ebbero nei secoli successivi, in particolare nel 1715. La chiesa, presso la villa Celimontana, ha assunto l'attuale fisionomia nel 1951, con il ripristino della facciata paleocristiana ad arcate sormontate in alto da cinque finestre. Nei sotterranei della chiesa si conservano i resti, disposti su vari livelli, dell’edificio residenziale di età romana con ambienti affrescati con un ciclo di pitture a carattere cristiano risalente alla seconda metà del IV secolo e locali frequentati fino all’età medievale in connessione con il culto delle spoglie dei martiri. Al complesso è stato di recente annesso un antiquarium, nel quale sono esposti i reperti provenienti dagli scavi e dalla basilica.

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