Santi Silvestro e Martino ai Monti

Via Equizia, 7 Roma

La chiesa fondata da Silvestro I (314-335) probabilmente sul luogo delle strutture di un edificio antico di III secolo costituito da sei vani coperti da volte a crociera (forse un mercato o un magazzino). Non è chiaro se questo primo impianto fosse stato realizzato su donazione del presbitero Equizio o se il titulus Equitii costituisse un edificio a sé stante, sostituito nel VI secolo da una chiesa dedicata al solo San Martino. Nelle fonti letterarie del periodo di papa Adriano I (772-795) sembra certa l’esistenza di due edifici distinti. A papa Sergio II (844-847) è ascrivibile la costruzione dell’attuale chiesa che riutilizza come sostruzioni per il lato orientale grossi blocchi di tufo, probabilmente pertinenti alle Mura Serviane. I restauri e le trasformazioni tra il 1637 e il 1676 non alterarono la struttura originaria con l’interno a tre navate divise da 24 colonne. Dall’altare si accede alla cripta dove è conservato un affresco del IX secolo con immagini di santi e della Croce gemmata e un'effigie di San Silvestro in un mosaico del VI secolo. Nella sacrestia è custodita la lampada votiva in lamina d'argento del V secolo ritenuta la tiara di Silvestro I.

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La chiesa fondata da Silvestro I (314-335) probabilmente sul luogo delle strutture di un edificio antico di III secolo costituito da sei vani coperti da volte a crociera (forse un mercato o un magazzino). Non è chiaro se questo primo impianto fosse stato realizzato su donazione del presbitero Equizio o se il titulus Equitii costituisse un edificio a sé stante, sostituito nel VI secolo da una chiesa dedicata al solo San Martino. Nelle fonti letterarie del periodo di papa Adriano I (772-795) sembra certa l’esistenza di due edifici distinti. A papa Sergio II (844-847) è ascrivibile la costruzione dell’attuale chiesa che riutilizza come sostruzioni per il lato orientale grossi blocchi di tufo, probabilmente pertinenti alle Mura Serviane. I restauri e le trasformazioni tra il 1637 e il 1676 non alterarono la struttura originaria con l’interno a tre navate divise da 24 colonne. Dall’altare si accede alla cripta dove è conservato un affresco del IX secolo con immagini di santi e della Croce gemmata e un'effigie di San Silvestro in un mosaico del VI secolo. Nella sacrestia è custodita la lampada votiva in lamina d'argento del V secolo ritenuta la tiara di Silvestro I.

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La chiesa fondata da Silvestro I (314-335) probabilmente sul luogo delle strutture di un edificio antico di III secolo costituito da sei vani coperti da volte a crociera (forse un mercato o un magazzino). Non è chiaro se questo primo impianto fosse stato realizzato su donazione del presbitero Equizio o se il titulus Equitii costituisse un edificio a sé stante, sostituito nel VI secolo da una chiesa dedicata al solo San Martino. Nelle fonti letterarie del periodo di papa Adriano I (772-795) sembra certa l’esistenza di due edifici distinti. A papa Sergio II (844-847) è ascrivibile la costruzione dell’attuale chiesa che riutilizza come sostruzioni per il lato orientale grossi blocchi di tufo, probabilmente pertinenti alle Mura Serviane. I restauri e le trasformazioni tra il 1637 e il 1676 non alterarono la struttura originaria con l’interno a tre navate divise da 24 colonne. Dall’altare si accede alla cripta dove è conservato un affresco del IX secolo con immagini di santi e della Croce gemmata e un'effigie di San Silvestro in un mosaico del VI secolo. Nella sacrestia è custodita la lampada votiva in lamina d'argento del V secolo ritenuta la tiara di Silvestro I.

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