Santo Stefano Rotondo

Via della Navicella, 37 Roma

La chiesa, chiamata in età medievale Santo Stefano in monte Celio, venne costruita verso la metà del V secolo sul sito dei castra Peregrina, la sede dei servizi segreti dello Stato in cui operavano i soldati provenienti dagli eserciti provinciali. Al complesso era associato un santuario dedicato al dio Mitra il cui culto, collegato alla lotta tra il bene e il male, era particolarmente diffuso tra i militari. La chiesa cristiana era caratterizzata dalla forma perfettamente circolare e simmetrica delle parti. Il vano centrale (altezza e diametro di m 22.50), delimitato da 22 colonne sulle quali si eleva il tamburo che sorreggeva la cupola, era circondato da tre ambulacri concentrici. I due più esterni ospitavano quattro vani formanti i bracci di una croce greca. L’interno era illuminato da ventidue finestre nel tamburo e dalle finestre che si aprivano nei vani. Nel VII secolo uno dei vani fu adattato a cappella per ospitare le spoglie dei santi Primo e Feliciano decorando la volta dell'abside con un mosaico di influsso bizantino. Nel XII secolo la chiesa, caduta in rovina, subì importanti modifiche: le volte vennero sostituite da tetti lignei e per sostenere quello centrale venne realizzato un muro ad archi; Il colonnatomediano fu chiuso e divenne il muro esterno; dei quattro vani rimase intatto solo quello adattato a cappella. Ulteriori restauri si ebbero nei secoli XVI, XVIII e XIX.

Futouring Lazio

La chiesa, chiamata in età medievale Santo Stefano in monte Celio, venne costruita verso la metà del V secolo sul sito dei castra Peregrina, la sede dei servizi segreti dello Stato in cui operavano i soldati provenienti dagli eserciti provinciali. Al complesso era associato un santuario dedicato al dio Mitra il cui culto, collegato alla lotta tra il bene e il male, era particolarmente diffuso tra i militari. La chiesa cristiana era caratterizzata dalla forma perfettamente circolare e simmetrica delle parti. Il vano centrale (altezza e diametro di m 22.50), delimitato da 22 colonne sulle quali si eleva il tamburo che sorreggeva la cupola, era circondato da tre ambulacri concentrici. I due più esterni ospitavano quattro vani formanti i bracci di una croce greca. L’interno era illuminato da ventidue finestre nel tamburo e dalle finestre che si aprivano nei vani. Nel VII secolo uno dei vani fu adattato a cappella per ospitare le spoglie dei santi Primo e Feliciano decorando la volta dell'abside con un mosaico di influsso bizantino. Nel XII secolo la chiesa, caduta in rovina, subì importanti modifiche: le volte vennero sostituite da tetti lignei e per sostenere quello centrale venne realizzato un muro ad archi; Il colonnatomediano fu chiuso e divenne il muro esterno; dei quattro vani rimase intatto solo quello adattato a cappella. Ulteriori restauri si ebbero nei secoli XVI, XVIII e XIX.

Futouring Lazio

41.884445,12.496667,17

La chiesa, chiamata in età medievale Santo Stefano in monte Celio, venne costruita verso la metà del V secolo sul sito dei castra Peregrina, la sede dei servizi segreti dello Stato in cui operavano i soldati provenienti dagli eserciti provinciali. Al complesso era associato un santuario dedicato al dio Mitra il cui culto, collegato alla lotta tra il bene e il male, era particolarmente diffuso tra i militari. La chiesa cristiana era caratterizzata dalla forma perfettamente circolare e simmetrica delle parti. Il vano centrale (altezza e diametro di m 22.50), delimitato da 22 colonne sulle quali si eleva il tamburo che sorreggeva la cupola, era circondato da tre ambulacri concentrici. I due più esterni ospitavano quattro vani formanti i bracci di una croce greca. L’interno era illuminato da ventidue finestre nel tamburo e dalle finestre che si aprivano nei vani. Nel VII secolo uno dei vani fu adattato a cappella per ospitare le spoglie dei santi Primo e Feliciano decorando la volta dell'abside con un mosaico di influsso bizantino. Nel XII secolo la chiesa, caduta in rovina, subì importanti modifiche: le volte vennero sostituite da tetti lignei e per sostenere quello centrale venne realizzato un muro ad archi; Il colonnatomediano fu chiuso e divenne il muro esterno; dei quattro vani rimase intatto solo quello adattato a cappella. Ulteriori restauri si ebbero nei secoli XVI, XVIII e XIX.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • bed & breakfast

    Colosseum b&b

    Via Capo D'Africa, 59, 00184 Roma

  • Ristorante, Lunch Cafè

    Bar Colosseo

    Via di San Giovanni in Laterano, 44