Tempio del Divo Claudio

Via Claudia, 23, 00184 Roma, Italy

Il tempio venne dedicato all’imperatore Claudio (41-54 d.C.), divinizzato dopo la morte, dalla moglie Agrippina. L’area del tempio venne poi inglobata nella Domus Aurea di Nerone (54-68 d.C.) e trasformata in ninfeo monumentale. Successivamente l’edificio templare venne ricostruito da Vespasiano (69-79 d.C.). Il monumento sorgeva su una grandiosa piattaforma artificiale (m 180x200) che occupava le pendici del colle Celio prospicienti la Valle del Colosseo e il colle Palatino. Del tempio vero e proprio non rimane nulla se non la rappresentazione sulla pianta marmorea di età severiana (Forma Urbis) da cui si ricava la pianta di un edificio prostilo esastilo, ossia con pronao a sei colonne antistante la cella. I resti più consistenti si riferiscono alla piattaforma di sostruzione visibile alla base del campanile della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, lungo via di San Gregorio e in particolare lungo via Claudia. In questa zona rimane un lungo prospetto murario in laterizi, avente anche funzione di ninfeo monumentale, articolato in una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari disposte simmetricamente ai lati di un ambiente più grande.Futouring Lazio

Il tempio venne dedicato all’imperatore Claudio (41-54 d.C.), divinizzato dopo la morte, dalla moglie Agrippina. L’area del tempio venne poi inglobata nella Domus Aurea di Nerone (54-68 d.C.) e trasformata in ninfeo monumentale. Successivamente l’edificio templare venne ricostruito da Vespasiano (69-79 d.C.). Il monumento sorgeva su una grandiosa piattaforma artificiale (m 180x200) che occupava le pendici del colle Celio prospicienti la Valle del Colosseo e il colle Palatino. Del tempio vero e proprio non rimane nulla se non la rappresentazione sulla pianta marmorea di età severiana (Forma Urbis) da cui si ricava la pianta di un edificio prostilo esastilo, ossia con pronao a sei colonne antistante la cella. I resti più consistenti si riferiscono alla piattaforma di sostruzione visibile alla base del campanile della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, lungo via di San Gregorio e in particolare lungo via Claudia. In questa zona rimane un lungo prospetto murario in laterizi, avente anche funzione di ninfeo monumentale, articolato in una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari disposte simmetricamente ai lati di un ambiente più grande.Futouring Lazio

41.887592,12.493367,17

Il tempio venne dedicato all’imperatore Claudio (41-54 d.C.), divinizzato dopo la morte, dalla moglie Agrippina. L’area del tempio venne poi inglobata nella Domus Aurea di Nerone (54-68 d.C.) e trasformata in ninfeo monumentale. Successivamente l’edificio templare venne ricostruito da Vespasiano (69-79 d.C.). Il monumento sorgeva su una grandiosa piattaforma artificiale (m 180x200) che occupava le pendici del colle Celio prospicienti la Valle del Colosseo e il colle Palatino. Del tempio vero e proprio non rimane nulla se non la rappresentazione sulla pianta marmorea di età severiana (Forma Urbis) da cui si ricava la pianta di un edificio prostilo esastilo, ossia con pronao a sei colonne antistante la cella. I resti più consistenti si riferiscono alla piattaforma di sostruzione visibile alla base del campanile della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, lungo via di San Gregorio e in particolare lungo via Claudia. In questa zona rimane un lungo prospetto murario in laterizi, avente anche funzione di ninfeo monumentale, articolato in una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari disposte simmetricamente ai lati di un ambiente più grande.Futouring Lazio

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