Torre dei Capocci

Piazza di San Martino Ai Monti, 16 Roma

Quasi al centro dell’attuale piazza San Martino ai Monti, si erge imponente una torre, attualmente l'emergenza più elevata della zona. L'edificio, tradizionalmente detto Torre dei Capocci, venne costruito dalla famiglia degli Arcioni e solo in seguito fu acquisita dalla nobile famiglia viterbese, che incluse la torre in una serie di edifici a carattere residenziale, demoliti in occasione dei lavori avviati alla fine dell’Ottocento per la realizzazione della piazza stessa. Il monumento è orientato secondo l'antico tracciato del Vicus Suburanus, corrispondente all’attuale asse via in Selci - via di San Martino ai Monti. La torre, alta 36 metri, a base quadrangolare, è attualmente divisa in sette piani, più il piano terra e la terrazza, con una muratura in cortina di laterizi a vista: la differenziazione cromatica visibile nella cortina all'altezza del terzo piano indica il limite dei restauri della fine del XIX secolo, effettuati per ricostruire la parte inferiore della cortina, lesionata dalla demolizione degli edifici che si addossavano alla struttura. La parte superiore della muratura conserva in gran parte il paramento originario del XII-XIII secolo. La terrazza di copertura, non originaria è stata realizzata prima della metà del XIX secolo, con un parapetto coronato da una fila di cinque merli pieni per lato. La porta di ingresso e molte delle aperture, incorniciate da mostre in travertino e marmo, sono recenti, mentre appartengono alla fase originaria le finestre, oggi tamponate, caratterizzate da una peculiare forma poligonale.

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Quasi al centro dell’attuale piazza San Martino ai Monti, si erge imponente una torre, attualmente l'emergenza più elevata della zona. L'edificio, tradizionalmente detto Torre dei Capocci, venne costruito dalla famiglia degli Arcioni e solo in seguito fu acquisita dalla nobile famiglia viterbese, che incluse la torre in una serie di edifici a carattere residenziale, demoliti in occasione dei lavori avviati alla fine dell’Ottocento per la realizzazione della piazza stessa. Il monumento è orientato secondo l'antico tracciato del Vicus Suburanus, corrispondente all’attuale asse via in Selci - via di San Martino ai Monti. La torre, alta 36 metri, a base quadrangolare, è attualmente divisa in sette piani, più il piano terra e la terrazza, con una muratura in cortina di laterizi a vista: la differenziazione cromatica visibile nella cortina all'altezza del terzo piano indica il limite dei restauri della fine del XIX secolo, effettuati per ricostruire la parte inferiore della cortina, lesionata dalla demolizione degli edifici che si addossavano alla struttura. La parte superiore della muratura conserva in gran parte il paramento originario del XII-XIII secolo. La terrazza di copertura, non originaria è stata realizzata prima della metà del XIX secolo, con un parapetto coronato da una fila di cinque merli pieni per lato. La porta di ingresso e molte delle aperture, incorniciate da mostre in travertino e marmo, sono recenti, mentre appartengono alla fase originaria le finestre, oggi tamponate, caratterizzate da una peculiare forma poligonale.

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Quasi al centro dell’attuale piazza San Martino ai Monti, si erge imponente una torre, attualmente l'emergenza più elevata della zona. L'edificio, tradizionalmente detto Torre dei Capocci, venne costruito dalla famiglia degli Arcioni e solo in seguito fu acquisita dalla nobile famiglia viterbese, che incluse la torre in una serie di edifici a carattere residenziale, demoliti in occasione dei lavori avviati alla fine dell’Ottocento per la realizzazione della piazza stessa. Il monumento è orientato secondo l'antico tracciato del Vicus Suburanus, corrispondente all’attuale asse via in Selci - via di San Martino ai Monti. La torre, alta 36 metri, a base quadrangolare, è attualmente divisa in sette piani, più il piano terra e la terrazza, con una muratura in cortina di laterizi a vista: la differenziazione cromatica visibile nella cortina all'altezza del terzo piano indica il limite dei restauri della fine del XIX secolo, effettuati per ricostruire la parte inferiore della cortina, lesionata dalla demolizione degli edifici che si addossavano alla struttura. La parte superiore della muratura conserva in gran parte il paramento originario del XII-XIII secolo. La terrazza di copertura, non originaria è stata realizzata prima della metà del XIX secolo, con un parapetto coronato da una fila di cinque merli pieni per lato. La porta di ingresso e molte delle aperture, incorniciate da mostre in travertino e marmo, sono recenti, mentre appartengono alla fase originaria le finestre, oggi tamponate, caratterizzate da una peculiare forma poligonale.

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