Via Caelimontana

Via di S. Paolo della Croce, Roma

La via Caelimontana era una direttrice viaria che percorreva tutta la dorsale del Colle Celio in senso nord-ovest sud-est, lasciando la città presso la porta omonima delle mura più antiche (mura cosiddette serviane), dove oggi sorge ancora il cosiddetto Arco di Dolabella e Silano. Da qui si dirigeva verso la porta Maggiore, nel circuito delle mura Aureliane, con un percorso oggi ricalcato dalla direttrice costituita dalle odierne Via di Santo Stefano Rotondo e via Statilia.

Lungo la strada si allineavano monumenti funerari come il nucleo di sepolcri in muratura messi in luce agli inizi del XX secolo in via Statilia del I sed.a.C. all'incrocio con Via Santa Croce in Gerusalemme. Lungo il tratto finale della strada, prima di Porta Maggiore, si conservano le arcate pertinenti all’Acquedotto Neroniano, una diramazione dell’Aqua Claudia fatta realizzare dall’imperatore Nerone dopo il 64 d.C. per servire lo stagno nella valle del Colosseo e il ninfeo della Domus Aurea sul Celio.

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La via Caelimontana era una direttrice viaria che percorreva tutta la dorsale del Colle Celio in senso nord-ovest sud-est, lasciando la città presso la porta omonima delle mura più antiche (mura cosiddette serviane), dove oggi sorge ancora il cosiddetto Arco di Dolabella e Silano. Da qui si dirigeva verso la porta Maggiore, nel circuito delle mura Aureliane, con un percorso oggi ricalcato dalla direttrice costituita dalle odierne Via di Santo Stefano Rotondo e via Statilia.

Lungo la strada si allineavano monumenti funerari come il nucleo di sepolcri in muratura messi in luce agli inizi del XX secolo in via Statilia del I sed.a.C. all'incrocio con Via Santa Croce in Gerusalemme. Lungo il tratto finale della strada, prima di Porta Maggiore, si conservano le arcate pertinenti all’Acquedotto Neroniano, una diramazione dell’Aqua Claudia fatta realizzare dall’imperatore Nerone dopo il 64 d.C. per servire lo stagno nella valle del Colosseo e il ninfeo della Domus Aurea sul Celio.

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La via Caelimontana era una direttrice viaria che percorreva tutta la dorsale del Colle Celio in senso nord-ovest sud-est, lasciando la città presso la porta omonima delle mura più antiche (mura cosiddette serviane), dove oggi sorge ancora il cosiddetto Arco di Dolabella e Silano. Da qui si dirigeva verso la porta Maggiore, nel circuito delle mura Aureliane, con un percorso oggi ricalcato dalla direttrice costituita dalle odierne Via di Santo Stefano Rotondo e via Statilia.

Lungo la strada si allineavano monumenti funerari come il nucleo di sepolcri in muratura messi in luce agli inizi del XX secolo in via Statilia del I sed.a.C. all'incrocio con Via Santa Croce in Gerusalemme. Lungo il tratto finale della strada, prima di Porta Maggiore, si conservano le arcate pertinenti all’Acquedotto Neroniano, una diramazione dell’Aqua Claudia fatta realizzare dall’imperatore Nerone dopo il 64 d.C. per servire lo stagno nella valle del Colosseo e il ninfeo della Domus Aurea sul Celio.

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