Descrizione

Il Vaticano

Questo itinerario vi porterà alla scoperta della zona del Vaticano, sulla riva destra del Tevere, che in antichità si trovava ben al di fuori del centro urbano. Importante nell'antica Roma per i suoi orti e giardini, ville, monumenti funerari come il Mausoleo di Adriano (oggi Castel Sant'angelo) e una piramide, La Meta Romuli, distrutta alla fine del '400 e per i luoghi dello spettacolo come la Naumachia Vaticana e il Circo di Caligola. Oggi questa zona è famosa in tutto il mondo perché migliaia di fedeli e turisti ogni anno si recano nella Città del Vaticano, il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti) che per estensione (0,44 km²), per visitare alcuni tra i monumenti ed opere artistiche più famose al mondo.

La prima tappa di questa giornata è Castel Sant'Angelo, edificato come sepolcro per l'Imperatore Adriano e la sua famiglia intorno al 123 d.C, perché nell'antica Roma le sepolture ed i militari non potevano oltrepassare il pomerium, una linea sacra venerata e rispettata da tutta la popolazione. Questo edificio fu poi radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale, venne utilizzato come fortezza, come rifugio nei momenti di pericolo da parte dei pontefici, come Archivio e il Tesoro Vaticani, ma anche come tribunale e prigione.
Dopo l’Unità d’Italia venne inizialmente impiegato come caserma, poi destinato museo. Vi consigliamo una visita delle collezioni custodite al suo interno, ma soprattutto di arrivare alla sala rotonda  e godervi la meravigliosa vista a 360° di Roma e soprattutto di San Pietro dal “Terrazzo dell'angelo”.

Da qui dirigetevi verso San Pietro attraverso Via della Conciliazione. Questa strada fu costruita dopo la firma dei Patti Lateranensi del 1929 e il suo nome infatti ricorda proprio la “conciliazione” avvenuta tra lo Stato Pontificio e lo Stato Italiano. Fu un avvenimento traumatizzante per i cittadini romani, perché vennero distrutti ben 729 alloggi e 1236 famiglie vennero sfrattate.
A livello architettonico anche questa opera fu a lungo dibattuta, perché con questa strada monumentale si perse l'effetto sorprendente dell'apparire dell'enorme piazza e Basilica, sbucando dagli stretti vicoli del Rione Borgo.

Una curiosità: i lampioni che trovate lungo questa strada nel giubileo del 2000 furono collegati con i reparti di maternità degli ospedali di Roma, ed ogni volta che un bambino nasceva la luce pulsava lentamente.

Addentratevi nelle stradine adiacenti e fermatevi sotto i fornici del lungo muro che incontrerete. Queste mura alte circa 10 metri sono "il Passetto", chiamata popolarmente in romanesco “er corridore” (corridio). Potrebbero sembrare delle semplici mura difensive della Città, ma in realtà nascondono un segreto. Al suo interno si nasconde una galleria percorribile a piedi che conduce a Castel Sant'angelo, una vera e propria via di fuga segreta per il Papa. Fu utilizzato molte volte in caso di assedi, uno dei più famosi è quando Clemente VII nel 1527 lo usò per fuggire dall'assedio dei Lanzichenecchi.

Potete ora addentrarvi nell'unico rione della zona il cui nome deriva da una parola straniera, Rione Borgo. Il nome ha un'origine sassone, Burg, cioè un piccolo villaggio racchiuso entro una cinta muraria. Il motivo? Un elevato numero di studenti sassoni abitavano in questa zona. Lo stemma è un leone, simbolo di Papa Sisto V (1585-1590), sotto il cui regno questo quartiere divenne il XIV rione di Roma. Perdetevi tra le sue stradine e divertitevi a cercare tra i nomi delle vie le antiche maestranze che lavoravano in questa zona, come “via degli Ombrellari”, dove si trovavano coloro che fabbricavano ed aggiustavano gli ombrelli. Il più famoso “ombrellaro” di Roma, fu mastro Titta, passato alla storia per il suo secondo lavoro: quello di Boia. Anche lui viveva a Borgo, al civico numero 4 di Via del Campanile e sul suo taccuino tra il 1796 ed ilo 1864 annotò la decapitazione di ben 514 persone.

In teoria per raggiungere la prossima tappa vi servirebbe il passaporto, perché a pochi passi da Borgo lascerete il suolo italiano per entrare in un altro Stato: lo Stato Pontificio, ma non preoccupatevi perché fortunatamente nessuno ve lo chiederà… oltrepassato di nuovo il passetto vi si aprirà davanti agli occhi la maestosa Piazza San Pietro,  piazza che segna il confine tra lo Stato italiano e la Città del Vaticano.

Sisto V nel 1586 volle dare una nuova sistemazione alla piazza, facendovi collocare al centro l’obelisco del circo di Caligola, trasportato qui dalla sua posizione originaria accanto alla basilica. Solo nel 1657 con Alessandro VII fu accettato il progetto di Gian Lorenzo Bernini per un nuovo assetto dell’area con colonnato dorico a tre navate di 284 colonne, sormontato da una balaustra ornata dagli stemmi papali e da 140 statue di santi. Se volete scoprire il segreto di questa piazza cercate la lastra pavimentale circolare con la scritta “centro del colonnato”, da questo punto di vista, grazie ad un effetto ottico dato dalla prospettiva, vi stupirete di come le quattro file di colonne si convertano in una sola.

Da qui potrete visitare i meravigliosi giardini vaticani, luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando Papa Niccolò III riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. All'interno delle mura vaticane, il Papa fece impiantare un frutteto, un prato e un vero e proprio giardino. Vi sono più di 300 specie vegetali e nella grande maggioranza si tratta di piante cresciute in loco, ma ci sono anche esemplari giunti da altri Paesi, donati al Papa o alla Città del Vaticano in occasione di ricorrenze particolari e vi lavorano ben di 36 giardinieri. Vi consigliamo di prenotare una visita con largo anticipo, perché il numero di accessi giornalieri è molto limitato. Da ogni punto sarà possibile vedere la Basilica di san Pietro, che deve il suo nome all'apostolo che vi è sepolto.

L'attuale Basilica, ultimata da Carlo Maderno tra il 1607 e il 1614, è preceduta da una scalinata a tre ripiani progettata da Gian Lorenzo Bernini ed è sormontata dall'immensa cupola ideata da Michelangelo completata da Giacomo della Porta e Domenico Fontana .

Altra tappa d'obbligo per chi visita per la prima volta Roma sono i Musei Vaticani che racchiudono alcune delle opere più importanti dell'umanità e la Cappella Sistina, un lavoro lungo e difficile iniziato nel 1508 da Michelangelo che per la prima volta si cimentò con la tecnica dell'affresco, producendo il capolavoro sotto il quale si svolge il Conclave per l'elezione del Papa.

La volta della Cappella è lunga più di 40 metri e larga 13 metri e l'artista affrescò più di cinquemila metri e ci vollero più di quattro anni per portare a termine i lavori, sia perché dovette imparare  tecniche per lui sconosciute fino a quel momento e perché dovette compiere un lungo studio sulla prospettiva, resa ancor più difficile trattandosi di una superficie curva. Un mito da sfatare è che l'artista dipinse sdraiato sulla schiena... è stata solo una trovata scenica nel film del 1965 “Il tormento e l’estasi”. Il vero Michelangelo nel dipingere la Cappella Sistina non ne aveva bisogno, perché aveva ideato un sistema di ponteggio che gli facilitò il lavoro.

Dopo questa lunga giornata passata in un altro stato, potete tornare in Italia alla ricerca delle altre centinaia di migliaia di bellezze disseminate intorno alla città.

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Vaticano

Il Vaticano, sulla riva destra del Tevere, nell’area tra ponte Milvio e l’attuale ponte Sisto, er... ...

Castel Sant’Angelo

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Via della Conciliazione

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Civitas Leonina

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Rione XIV – Borgo

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Piazza San Pietro

Fino al Rinascimento la Platea Sancti Petri conservava una forma rettangolare irregolare priva di... ...

Basilica di San Pietro

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Cappella Sistina

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