Descrizione

Le Fontane di Roma

I romani fin dai tempi più remoti hanno sempre avuto un forte legame con l’acqua. L’acqua era parte integrante della vita sociale, privata e religiosa, la sua importanza era tale che divenne un elemento di celebrazione del potere. Ed è per questo motivo che i romani si specializzarono e divennero grandi esperti delle opere idrauliche. Questa cultura dell’acqua continuò ad accrescere la sua importanza con il passare del tempo e delle epoche e Roma divenne la “Città dell’Acqua”.

Le Fontane rionali che oggi contiamo a Roma sono circa 2000, ma la città è cosparsa anche di fontanelle pubbliche da cui sgorga acqua potabile, di fontane in cortili privati e quelle che si trovano nelle Ville e nei Parchi. Attraverso questo itinerario vedrete alcune delle più famose Fontane rionali di Roma, vere e proprie invenzioni architettoniche che diventano opere d’arte, grande orgoglio dei romani. Imparerete anche che in questa città non è necessario comprare bottiglie d’acqua ai costosi locali turistici. L’acqua a Roma scorre potabile da tantissime fontane e fontanelle, quindi, armati di bottigliette vuote preparatevi ad imparare dove i veri Romani bevono durante le loro passeggiate in giro per il centro.

Iniziate la passeggiata dalla famosissima Piazza del Popolo, è un vasto spazio aperto pensato per richiamare l’arte egizia e romana antica. Notate infatti, ai lati della Porta le fontanelle gemelle realizzate con antichi sarcofaghi, qui potrete dissetarvi subito con l’acqua sempre freschissima di Roma che scorre a tutte le ore del giorno e della notte. Lo sguardo viene poi rapito dall’obelisco al centro della piazza: agli angoli del basamento a gradini, sono state posizionate dall’architetto Valadier quattro vasche rotonde sovrastate da tronchi piramidali, su questi “riposano” quattro leoni di marmo bianco in stile egizio e, dalle loro bocche, sgorgano ventagli d’acqua. Distogliendo lo sguardo dalla Fontana dei Leoni, vedrete ai lati curvi della piazza altre due fontane gemelle: entrambe hanno una vasca a conchiglia, però ad occidente vedete il Dio Nettuno affiancato da due tritoni, mentre ad oriente la Dea Roma con le personificazioni del Tevere e l’Aniene, i fiumi principali che attraversano Roma.

Arrivate alla prossima importante piazza, Piazza Navona, ammirate altre tre importanti fontane famose di Roma: alle due estremità vedete la Fontana del Nettuno e quella del Moro entrambe opera di Giacomo della Porta, mentre al centro si trova la più famosa opera del Bernini, la Fontana dei quattro Fiumi. A rendere famosa la piazza e le sue fontane fu una tradizione iniziata nel 1652 con Papa Innocenzo X: ogni sabato e domenica di agosto, visto il caldo afoso caratteristico di Roma, gli scarichi delle tre fontane venivano chiusi. In questo modo la piazza, che aveva una forma concava adatta a raccogliere l’acqua, si allagava in poco tempo, creando una sorta di piscina. Questo evento riusciva a coinvolgere chiunque, Nobili e plebe, che qui accorrevano per passare il tempo sguazzando nell’acqua fresca a cavallo i primi, a piedi i secondi. Questa tradizione durò per due secoli fino al 1866, nel 1870 fu costruito il marciapiede centrale, che adesso voi calpestate, che conferisce alla piazza una forma convessa, inadatta al raccoglimento delle acque.

La tappa successiva è la Fontana delle Tartarughe situata nel cuore del Ghetto, importante e famoso quartiere di Roma. Si narra che la fontana sia stata costruita per volere di un duca della famiglia Mattei che viveva 400 anni fa nel palazzo che affaccia sulla piazzetta in cui vi trovate. Il duca era un accanito giocatore d’azzardo e, in una notte di follia, perse tutto il suo patrimonio. Il suo futuro suocero, venuto a sapere dell’accaduto, gli negò la mano di sua figlia accusandolo di essere una persona inaffidabile. Il duca per rimediare a tutto questo e per dimostrare di essere comunque un uomo di potere, nonostante le perdite, fece costruire nel corso di una sola notte la Fontana delle Tartarughe, proprio davanti ad una delle finestre del suo palazzo. Il giorno seguente invitò padre e figlia per mostrargli l’opera da lui compiuta e riottenne sia la fiducia che la promessa sposa. Però per ricordare l’accaduto fece subito murare la finestra del palazzo che affacciava sulla fontana. Ed è proprio davanti ai vostri occhi…

Dirigetevi ora verso la maestosa Fontana di Trevi: bellissima e unica nel suo genere, essa era anticamente la fontana terminale dell’acquedotto Vergine, uno degli acquedotti più antichi di Roma. Le Leggende che avvolgono questa fontana sono moltissime, la più famosa sicuramente è quella che narra che colui che lancia una moneta nella fontana, dando le spalle all’opera, farà sicuramente ritorno a Roma. Un’altra leggenda ci racconta che l’architetto che progettò la fontana, Nicolò Salvi, pose una scultura alla destra della fontana, sul parapetto lungo via della Stamperia. Si tratta di un grande vaso di travertino lì sistemato per impedire la vista sulla fontana ad un barbiere, che in quel punto aveva la sua bottega, e che era solito criticare fortemente l’architetto Salvi durante la progettazione della fontana. Divertitevi a cercare il vaso che i romani hanno ribattezzato “Asso di Coppe” a causa della sua somiglianza con il seme della carta.

Piazza di Spagna è un’altra importantissima piazza posta nel cuore pulsante della Roma lussuosa ed accoglie un’opera straordinaria che dobbiamo alla maestria di Pietro Bernini, padre del più noto Gian Lorenzo Bernini. La tradizione vuole che la Fontana della Barcaccia sia stata costruita a forma di barcone per ricordare l’esondazione del Tevere nel Natale del 1598: la violenza delle acque fu tale che fu ritrovata una piccola imbarcazione in questa piazza. In questa tappa potrete rifocillarvi tranquillamente con l’acqua che zampilla da questa fontana, perché è freschissima e potabile, quindi ricaricate le vostre riserve d’acqua!

Opera di Gian Lorenzo Bernini sono invece le fontane che trovate a Piazza Barberini, quella del Tritone e quella delle Api. La prima è monumentale, commissionata all’artista da Papa Urbano VIII Barberini, in occasione del rifacimento del suo palazzo che affaccia sulla piazza. L’innovazione apportata da Bernini nell’opera, che fu allora fortemente criticata, è il vuoto che si crea al di sotto del gruppo scultoreo. Infatti le code dei delfini creano uno spazio vuoto ed in questo modo viene a mancare il pilastro centrale, che era sempre stato realizzato fino a quel momento, e che dovrebbe sorreggere la scultura principale. La fontana delle Api fu edificata qualche mese dopo la prima, ma fu pensata come abbeveratoio per i cavalli e non come fontana monumentale. Provate ad individuarne la collocazione originaria!

L’incrocio di via delle Quattro Fontane è decorato con la Fontana delle Quattro Fontane da cui prende il nome. Le fontane sono state ricavate dagli spigoli dei palazzi e rappresentano le personificazioni del Tevere e l’Arno per quanto riguarda le figure maschili, mentre le figure femminili sono le rappresentazioni di Diana e Giunone, ognuno è inserito in una scenografia diversa. La caratteristica di questo incrocio è il fatto che volgendo lo sguardo verso quattro punti cardinali si possono scorgere in lontananza alcune opere significative: a nord potete vedere la facciata interna di Porta Pia opera di Michelangelo, ad est l’obelisco di Santa Maria Maggiore, a sud quello del Quirinale ed a ovest l’obelisco posto a Trinità dei Monti.

Ultima tappa del tour è Piazza della Repubblica in mezzo alla quale si trova la Fontana della Naiadi. Inizialmente la fontana era molto semplice, c’erano solo una serie di vasche poste a diverse altezze, perciò i romani chiesero che la fontana venisse personalizzata con delle statue autentiche. Fu così che l’artista Mario Rutelli fu incaricato di pensare ad una soluzione originale per decorare la fontana. Il gruppo scultoreo ideato rappresentava quattro ninfe: la Naiade degli Oceani, la Naiade dei Fiumi, la Naiade dei Laghi e la Naiade delle Acque Sotterranee. Quando però nel 1901 le sculture furono posizionate sulla fontana la disapprovazione fu molta, tutti si scandalizzarono alla vista di quei corpi femminili nudi, rappresentati in posizioni molto provocanti, bagnati completamente e continuativamente dal getto che fuoriusciva dalla parte interna della vasca. Nonostante lo scandalo iniziale le statue rimasero al loro posto e ancora oggi potete ammirarne la bellezza e la grazia.

Come disse il poeta inglese Percy Bysshe Shelley: “Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma”. Divertitevi perciò ancora a cercare le fontane e fontanelle in giro per Roma, ad ammirarne l’armonia dell’acqua che zampilla, esse si nascondono nei posti più improbabili e hanno le forme più strane e diverse. Ricordate anche che da tantissime di queste fuoriesce acqua potabile, quindi sbirciate se in giro ci sono romani e non esitate ad imitarli o a chiedergli informazioni!

Punti di interesse

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Piazza del Popolo

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Fontana del Nettuno

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Fontana del Tritone

Al centro di piazza Barberini la monumentale figura del Tritone che soffia, con il capo piegato a... ...

Fontana delle Api

L’insolita fontanella a forma di conchiglia fungeva anche da “beveratore delli cavalli”, spesso l... ...

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