Abbazia di Farfa a Fara Sabina

La visita del complesso abbaziale di Farfa ha inizio attraversando un grande arco affiancato da un massiccio torrione merlato. Il torrione è conosciuto come “il Palazzaccio” ed era anticamente utilizzato come residenza degli abati. L’arco, invece, è decorato con un affresco datato al XV secolo raffigurante La Madonna con il Bambino affiancata dai due Santi fondatori, San Lorenzo Siro e San Tommaso da Morienne, e da una figura inginocchiata, con veste monacale, che ritrae il committente, l’abate commendatario Giovan Battista Orsini. Nel 1496, ad opera dell’Orsini, si ebbe, infatti, la consacrazione dell’attuale chiesa, che presenta una ricchezza decorativa insolita per una chiesa monastica. Se la facciata appare semplice, caratterizzata solo da pochi elementi quali i tre frammenti di sarcofagi romani murati e l’affresco posto nella lunetta del portale, realizzato nel 1508 dall’artista sabino Cola dell’Amatrice, l’interno è un tripudio di decorazione. Sul soffitto cassettonato campeggia lo stemma dell’abate, ad eternare la memoria del ruolo fondamentale che egli ha avuto nella ripresa del monastero tra il XV e XVI secolo, finanziando la ricostruzione dell‘edificio.

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La visita del complesso abbaziale di Farfa ha inizio attraversando un grande arco affiancato da un massiccio torrione merlato. Il torrione è conosciuto come “il Palazzaccio” ed era anticamente utilizzato come residenza degli abati. L’arco, invece, è decorato con un affresco datato al XV secolo raffigurante La Madonna con il Bambino affiancata dai due Santi fondatori, San Lorenzo Siro e San Tommaso da Morienne, e da una figura inginocchiata, con veste monacale, che ritrae il committente, l’abate commendatario Giovan Battista Orsini. Nel 1496, ad opera dell’Orsini, si ebbe, infatti, la consacrazione dell’attuale chiesa, che presenta una ricchezza decorativa insolita per una chiesa monastica. Se la facciata appare semplice, caratterizzata solo da pochi elementi quali i tre frammenti di sarcofagi romani murati e l’affresco posto nella lunetta del portale, realizzato nel 1508 dall’artista sabino Cola dell’Amatrice, l’interno è un tripudio di decorazione. Sul soffitto cassettonato campeggia lo stemma dell’abate, ad eternare la memoria del ruolo fondamentale che egli ha avuto nella ripresa del monastero tra il XV e XVI secolo, finanziando la ricostruzione dell‘edificio.

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La visita del complesso abbaziale di Farfa ha inizio attraversando un grande arco affiancato da un massiccio torrione merlato. Il torrione è conosciuto come “il Palazzaccio” ed era anticamente utilizzato come residenza degli abati. L’arco, invece, è decorato con un affresco datato al XV secolo raffigurante La Madonna con il Bambino affiancata dai due Santi fondatori, San Lorenzo Siro e San Tommaso da Morienne, e da una figura inginocchiata, con veste monacale, che ritrae il committente, l’abate commendatario Giovan Battista Orsini. Nel 1496, ad opera dell’Orsini, si ebbe, infatti, la consacrazione dell’attuale chiesa, che presenta una ricchezza decorativa insolita per una chiesa monastica. Se la facciata appare semplice, caratterizzata solo da pochi elementi quali i tre frammenti di sarcofagi romani murati e l’affresco posto nella lunetta del portale, realizzato nel 1508 dall’artista sabino Cola dell’Amatrice, l’interno è un tripudio di decorazione. Sul soffitto cassettonato campeggia lo stemma dell’abate, ad eternare la memoria del ruolo fondamentale che egli ha avuto nella ripresa del monastero tra il XV e XVI secolo, finanziando la ricostruzione dell‘edificio.

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