Alberata del Foro Romano

Foro Romano, Roma

Dopo la caduta dell’impero la valle del Foro Romano, al centro di un tessuto urbano dapprima molto diradato e più fittamente costruito solo a partire dal tardo medioevo, fu per lungo tempo un’area insalubre soggetta alle frequenti inondazioni del Tevere. Queste favorirono il progressivo interramento della valle ed il suo utilizzo prevalentemente come pascolo (Campo Vaccino), nonostante vi sorgessero importanti chiese e numerose botteghe artigiane ricavate per lo più all’interno degli antichi monumenti. Tale situazione perdurò fino agli inizi del XVII secolo, quando, nell’ambito di importanti interventi di riqualificazione urbana, i pontefici misero in atto anche i primi tentativi di recupero del patrimonio monumentale. Nel caso del Foro Romano, questo significò la sistemazione della spianata della valle e l’isolamento dagli interri di alcuni edifici di età romana. Alla fine del XIX secolo, prima dei lavori di scavo che porteranno alla riscoperta del centro monumentale antico, l’area del Foro Romano si presentava ancora come una vasta zona non edificata, nella quale si apriva un ampio viale che ricalcava il tracciato della Via Sacra tra l’Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo e che era costeggiato da due file di pioppi sullo sfondo di antiche vestigia. Il viale alberato, la cui prima sistemazione si ebbe per volere di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) in occasione dell’ingresso trionfale a Roma dell’imperatore Carlo V nel 1536, veniva percorso dal pontefice durante la Cavalcata del possesso , la solenne processione che si svolgeva da San Pietro a San Giovanni in Laterano, con la quale il papa appena eletto prendeva simbolicamente possesso delle città.

Futouring Lazio

Dopo la caduta dell’impero la valle del Foro Romano, al centro di un tessuto urbano dapprima molto diradato e più fittamente costruito solo a partire dal tardo medioevo, fu per lungo tempo un’area insalubre soggetta alle frequenti inondazioni del Tevere. Queste favorirono il progressivo interramento della valle ed il suo utilizzo prevalentemente come pascolo (Campo Vaccino), nonostante vi sorgessero importanti chiese e numerose botteghe artigiane ricavate per lo più all’interno degli antichi monumenti. Tale situazione perdurò fino agli inizi del XVII secolo, quando, nell’ambito di importanti interventi di riqualificazione urbana, i pontefici misero in atto anche i primi tentativi di recupero del patrimonio monumentale. Nel caso del Foro Romano, questo significò la sistemazione della spianata della valle e l’isolamento dagli interri di alcuni edifici di età romana. Alla fine del XIX secolo, prima dei lavori di scavo che porteranno alla riscoperta del centro monumentale antico, l’area del Foro Romano si presentava ancora come una vasta zona non edificata, nella quale si apriva un ampio viale che ricalcava il tracciato della Via Sacra tra l’Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo e che era costeggiato da due file di pioppi sullo sfondo di antiche vestigia. Il viale alberato, la cui prima sistemazione si ebbe per volere di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) in occasione dell’ingresso trionfale a Roma dell’imperatore Carlo V nel 1536, veniva percorso dal pontefice durante la Cavalcata del possesso , la solenne processione che si svolgeva da San Pietro a San Giovanni in Laterano, con la quale il papa appena eletto prendeva simbolicamente possesso delle città.

Futouring Lazio

41.8924623,12.485324999999989,16

Dopo la caduta dell’impero la valle del Foro Romano, al centro di un tessuto urbano dapprima molto diradato e più fittamente costruito solo a partire dal tardo medioevo, fu per lungo tempo un’area insalubre soggetta alle frequenti inondazioni del Tevere. Queste favorirono il progressivo interramento della valle ed il suo utilizzo prevalentemente come pascolo (Campo Vaccino), nonostante vi sorgessero importanti chiese e numerose botteghe artigiane ricavate per lo più all’interno degli antichi monumenti. Tale situazione perdurò fino agli inizi del XVII secolo, quando, nell’ambito di importanti interventi di riqualificazione urbana, i pontefici misero in atto anche i primi tentativi di recupero del patrimonio monumentale. Nel caso del Foro Romano, questo significò la sistemazione della spianata della valle e l’isolamento dagli interri di alcuni edifici di età romana. Alla fine del XIX secolo, prima dei lavori di scavo che porteranno alla riscoperta del centro monumentale antico, l’area del Foro Romano si presentava ancora come una vasta zona non edificata, nella quale si apriva un ampio viale che ricalcava il tracciato della Via Sacra tra l’Arco di Tito e l’Arco di Settimio Severo e che era costeggiato da due file di pioppi sullo sfondo di antiche vestigia. Il viale alberato, la cui prima sistemazione si ebbe per volere di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) in occasione dell’ingresso trionfale a Roma dell’imperatore Carlo V nel 1536, veniva percorso dal pontefice durante la Cavalcata del possesso , la solenne processione che si svolgeva da San Pietro a San Giovanni in Laterano, con la quale il papa appena eletto prendeva simbolicamente possesso delle città.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse