Anfiteatro Castrense

Via Nola, 4-10 Roma

L’Anfiteatro Castrense posto tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e le Mura Aureliane, faceva parte, insieme alle strutture al di sotto della basilica, al Circo Variano e alle Terme Eliane, di una residenza imperiale, detta Sessorium, iniziata da Settimio Severo (193-211) e terminata da Elagabalo (218-222). Il termine castrum in età imperiale indicava le proprietà dell’imperatore, l’anfiteatro pertanto trae la denominazione di castrense dal carattere privato, riservato all’imperatore e ai suoi ospiti. Sotto Aureliano (270-275 d.C.) il monumento fu incluso nel circuito delle Mura Aureliane: metà dell’ellisse fu inclusa nel percorso delle mura, furono chiuse le arcate del piano inferiore, fu fortificato il piano superiore con un attico merlato e il livello esterno fu abbassato di circa due metri per ragioni difensive. Nel IV secolo il Sessorium divenne la residenza di Elena, madre di Costantino. L’anfiteatro nel Medioevo venne abbandonato e nel corso del 1500, per motivi militari, furono abbattuti il terzo e il secondo ordine di cui è possibile fare una ricostruzione grazie ad una sezione del Palladio e a numerosi disegni di epoca rinascimentale. La struttura, di forma ellittica (88 x 75.8 m), è realizzata in opera laterizia ad eccezione di qualche elemento in travertino. Il primo piano presenta fornici intervallati da semicolonne corinzie con capitelli in mattoni, il secondo presentava paraste al posto delle colonne, il terzo era provvisto di finestre e mensole per il sostegno delle travi del velario. Un’arcata del secondo ordine è ancora visibile in via Nola, la cavea è andata completamente perduta. Dall’anfiteatro aveva inizio un corridoio coperto lungo 300 m e largo 14,50 che portava fino al Circo Variano.

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L’Anfiteatro Castrense posto tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e le Mura Aureliane, faceva parte, insieme alle strutture al di sotto della basilica, al Circo Variano e alle Terme Eliane, di una residenza imperiale, detta Sessorium, iniziata da Settimio Severo (193-211) e terminata da Elagabalo (218-222). Il termine castrum in età imperiale indicava le proprietà dell’imperatore, l’anfiteatro pertanto trae la denominazione di castrense dal carattere privato, riservato all’imperatore e ai suoi ospiti. Sotto Aureliano (270-275 d.C.) il monumento fu incluso nel circuito delle Mura Aureliane: metà dell’ellisse fu inclusa nel percorso delle mura, furono chiuse le arcate del piano inferiore, fu fortificato il piano superiore con un attico merlato e il livello esterno fu abbassato di circa due metri per ragioni difensive. Nel IV secolo il Sessorium divenne la residenza di Elena, madre di Costantino. L’anfiteatro nel Medioevo venne abbandonato e nel corso del 1500, per motivi militari, furono abbattuti il terzo e il secondo ordine di cui è possibile fare una ricostruzione grazie ad una sezione del Palladio e a numerosi disegni di epoca rinascimentale. La struttura, di forma ellittica (88 x 75.8 m), è realizzata in opera laterizia ad eccezione di qualche elemento in travertino. Il primo piano presenta fornici intervallati da semicolonne corinzie con capitelli in mattoni, il secondo presentava paraste al posto delle colonne, il terzo era provvisto di finestre e mensole per il sostegno delle travi del velario. Un’arcata del secondo ordine è ancora visibile in via Nola, la cavea è andata completamente perduta. Dall’anfiteatro aveva inizio un corridoio coperto lungo 300 m e largo 14,50 che portava fino al Circo Variano.

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L’Anfiteatro Castrense posto tra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e le Mura Aureliane, faceva parte, insieme alle strutture al di sotto della basilica, al Circo Variano e alle Terme Eliane, di una residenza imperiale, detta Sessorium, iniziata da Settimio Severo (193-211) e terminata da Elagabalo (218-222). Il termine castrum in età imperiale indicava le proprietà dell’imperatore, l’anfiteatro pertanto trae la denominazione di castrense dal carattere privato, riservato all’imperatore e ai suoi ospiti. Sotto Aureliano (270-275 d.C.) il monumento fu incluso nel circuito delle Mura Aureliane: metà dell’ellisse fu inclusa nel percorso delle mura, furono chiuse le arcate del piano inferiore, fu fortificato il piano superiore con un attico merlato e il livello esterno fu abbassato di circa due metri per ragioni difensive. Nel IV secolo il Sessorium divenne la residenza di Elena, madre di Costantino. L’anfiteatro nel Medioevo venne abbandonato e nel corso del 1500, per motivi militari, furono abbattuti il terzo e il secondo ordine di cui è possibile fare una ricostruzione grazie ad una sezione del Palladio e a numerosi disegni di epoca rinascimentale. La struttura, di forma ellittica (88 x 75.8 m), è realizzata in opera laterizia ad eccezione di qualche elemento in travertino. Il primo piano presenta fornici intervallati da semicolonne corinzie con capitelli in mattoni, il secondo presentava paraste al posto delle colonne, il terzo era provvisto di finestre e mensole per il sostegno delle travi del velario. Un’arcata del secondo ordine è ancora visibile in via Nola, la cavea è andata completamente perduta. Dall’anfiteatro aveva inizio un corridoio coperto lungo 300 m e largo 14,50 che portava fino al Circo Variano.

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