Arco degli Argentari

Via del Velabro, 18 Roma

L’arco (o porta monumentale), localizzato al limite tra il Velabro e il Foro Boario, allo sbocco di una strada proveniente dal vicus Iugarius, fu eretto nel 204 dagli argentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i mercanti di buoi di questo luogo") in onore dell’imperatore Settimio Severo e della sua famiglia (193-211 d.C.). Il monumento (m 6.15 x 5.86, fornice m 3.30) è caratterizzato da una ricchissima decorazione che riempie ogni superficie disponibile: l'iscrizione dedicatoria è inquadrata da due bassorilievi raffiguranti Ercole e un genio; i pannelli interni presentano rilievi con scene di sacrificio, sul lato destro sono raffigurati Settimio Severo e Giulia Domna, sul lato opposto Caracalla mentre le figure abrase dovevano rappresentare Geta, Plautilla e Plauziano, cancellati in seguito alla damnatio memoriae; il pannello esterno del pilastro occidentale raffigura soldati e prigionieri barbari; pannelli più piccoli con Vittorie o aquile sorreggenti ghirlande, scene dell'immolazione delle vittime sacrificali, stendardi militari, completano l'insieme. Sul lato settentrionale non è visibile alcuna decorazione. Nel VII secolo l’arco venne parzialmente inglobato nella costruzione della chiesa di San Giorgio in Velabro. Futouring Lazio

L’arco (o porta monumentale), localizzato al limite tra il Velabro e il Foro Boario, allo sbocco di una strada proveniente dal vicus Iugarius, fu eretto nel 204 dagli argentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i mercanti di buoi di questo luogo") in onore dell’imperatore Settimio Severo e della sua famiglia (193-211 d.C.). Il monumento (m 6.15 x 5.86, fornice m 3.30) è caratterizzato da una ricchissima decorazione che riempie ogni superficie disponibile: l'iscrizione dedicatoria è inquadrata da due bassorilievi raffiguranti Ercole e un genio; i pannelli interni presentano rilievi con scene di sacrificio, sul lato destro sono raffigurati Settimio Severo e Giulia Domna, sul lato opposto Caracalla mentre le figure abrase dovevano rappresentare Geta, Plautilla e Plauziano, cancellati in seguito alla damnatio memoriae; il pannello esterno del pilastro occidentale raffigura soldati e prigionieri barbari; pannelli più piccoli con Vittorie o aquile sorreggenti ghirlande, scene dell'immolazione delle vittime sacrificali, stendardi militari, completano l'insieme. Sul lato settentrionale non è visibile alcuna decorazione. Nel VII secolo l’arco venne parzialmente inglobato nella costruzione della chiesa di San Giorgio in Velabro. Futouring Lazio

41.88951,12.482975,17

L’arco (o porta monumentale), localizzato al limite tra il Velabro e il Foro Boario, allo sbocco di una strada proveniente dal vicus Iugarius, fu eretto nel 204 dagli argentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i mercanti di buoi di questo luogo") in onore dell’imperatore Settimio Severo e della sua famiglia (193-211 d.C.). Il monumento (m 6.15 x 5.86, fornice m 3.30) è caratterizzato da una ricchissima decorazione che riempie ogni superficie disponibile: l'iscrizione dedicatoria è inquadrata da due bassorilievi raffiguranti Ercole e un genio; i pannelli interni presentano rilievi con scene di sacrificio, sul lato destro sono raffigurati Settimio Severo e Giulia Domna, sul lato opposto Caracalla mentre le figure abrase dovevano rappresentare Geta, Plautilla e Plauziano, cancellati in seguito alla damnatio memoriae; il pannello esterno del pilastro occidentale raffigura soldati e prigionieri barbari; pannelli più piccoli con Vittorie o aquile sorreggenti ghirlande, scene dell'immolazione delle vittime sacrificali, stendardi militari, completano l'insieme. Sul lato settentrionale non è visibile alcuna decorazione. Nel VII secolo l’arco venne parzialmente inglobato nella costruzione della chiesa di San Giorgio in Velabro. Futouring Lazio

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