Basilica di Massenzio

Foro Romano, Roma

Le antichità romane costituiscono un soggetto privilegiato anche nelle riprese fotografiche dell’Ottocento. La costruzione della Basilica di Massenzio fu avviata da nel 306 e terminata da Costantino. L’edificio, già spogliato delle lastre di bronzo dorato del tetto utilizzate nel 626 da Onorio I per la basilica di San Pietro, crollò in gran parte ai tempi di Leone IV a seguito di un forte terremoto che devastò Roma intorno all’ 847. I resti superstiti delle tre volte colossali della navata settentrionale furono fonte di ispirazione di incisori e vedutisti fin dal Rinascimento. La fotografia, eseguita negli ultimi decenni dell’Ottocento, è ripresa dall’area antistante l’arco di Tito. A destra, la scalinata di accesso della chiesa di Santa Maria Nova, già Santa Francesca Romana. Quattro personaggi, dei quali tre in uniforme militare, discorrono nello spazio antistante la basilica.

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Le antichità romane costituiscono un soggetto privilegiato anche nelle riprese fotografiche dell’Ottocento. La costruzione della Basilica di Massenzio fu avviata da nel 306 e terminata da Costantino. L’edificio, già spogliato delle lastre di bronzo dorato del tetto utilizzate nel 626 da Onorio I per la basilica di San Pietro, crollò in gran parte ai tempi di Leone IV a seguito di un forte terremoto che devastò Roma intorno all’ 847. I resti superstiti delle tre volte colossali della navata settentrionale furono fonte di ispirazione di incisori e vedutisti fin dal Rinascimento. La fotografia, eseguita negli ultimi decenni dell’Ottocento, è ripresa dall’area antistante l’arco di Tito. A destra, la scalinata di accesso della chiesa di Santa Maria Nova, già Santa Francesca Romana. Quattro personaggi, dei quali tre in uniforme militare, discorrono nello spazio antistante la basilica.

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Le antichità romane costituiscono un soggetto privilegiato anche nelle riprese fotografiche dell’Ottocento. La costruzione della Basilica di Massenzio fu avviata da nel 306 e terminata da Costantino. L’edificio, già spogliato delle lastre di bronzo dorato del tetto utilizzate nel 626 da Onorio I per la basilica di San Pietro, crollò in gran parte ai tempi di Leone IV a seguito di un forte terremoto che devastò Roma intorno all’ 847. I resti superstiti delle tre volte colossali della navata settentrionale furono fonte di ispirazione di incisori e vedutisti fin dal Rinascimento. La fotografia, eseguita negli ultimi decenni dell’Ottocento, è ripresa dall’area antistante l’arco di Tito. A destra, la scalinata di accesso della chiesa di Santa Maria Nova, già Santa Francesca Romana. Quattro personaggi, dei quali tre in uniforme militare, discorrono nello spazio antistante la basilica.

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