Basilica di Sant'Agostino

Piazza Sant’Agostino in Campo Marzio, Roma
06 68801962

Le origini dell'edificio sacro risalgono al XIV secolo, quando gli agostiniani, che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a Sant’Agostino. La chiesa venne edificata tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo e ultimata intorno al 1420. Tuttavia la nuova costruzione risultò troppo piccola per le esigenze della comunità conventuale e inoltre, essendo posta troppo in basso rispetto al corso del fiume Tevere, era soggetta anche alle sue piene. Così, grazie alla munificenza del cardinale Guillaume d'Estouteville, tra il 1479 e il 1483 fu edificata l’attuale basilica, perpendicolarmente all’antica. La facciata, ispirata alla chiesa di Santa Maria Novella di Firenze, è stata progettata da Leon Battista Alberti e costruita nel 1483 da Jacopo da Pietrasanta utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. Le due volute laterali sono state aggiunte dal Vanvitelli che, tra il 1746 e il 1750, eresse anche il nuovo convento e il chiostro.L’interno della basilica è a tre navate, suddivise da pilastri, con dieci cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle.

La cappella Cavalletti ospita la “Madonna di Loreto”, detta anche “Madonna del Pellegrini”, opera di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Il dipinto gli era stato commissionato nel 1603 dalla famiglia bolognese dei Cavalletti, e realizzato dal pittore nel 1606. Contrariamente all’iconografia tradizionale che vede la Madonna simbolicamente raffigurata sulla casa sospesa nel cielo per miracolo, Caravaggio, operando una scelta radicale, la dipinge ferma sulla soglia di un’umile dimora, vestita in abiti da popolana. Tiene in braccio un energico Gesù, ed entrambi si volgono verso i due pellegrini, riconoscibili dalle mani giunte in atteggiamento di preghiera e dai bastoni, nonché dalle vesti sdrucite e dai piedi nudi e gonfi messi in primissimo piano.Oltre al quadro caravaggesco, la chiesa ospita un lavoro del Guercino con i santi Agostino, Giovanni Evangelista e Girolamo, il famoso affresco del Profeta Isaia di Raffaello, la statua della Madonna col Bambino di Andrea Sansovino e, sull'altar maggiore (opera di Santi Ghetti), quella della Madonna del parto di Jacopo Sansovino che, secondo la tradizione popolare, sarebbe miracolosa. Tale statua, secondo una leggenda, sarebbe stata realizzata adattando un'antica effigie di Agrippina che teneva fra le braccia il piccolo Nerone. Il tabernacolo marmoreo dell'altare maggiore in stile tipicamente barocco, fu invece disegnato da Orazio Torriani. La chiesa ospita la tomba di santa Monica, madre di sant'Agostino, e vi sono sepolti anche il poeta umanista Maffeo Vegio da Lodi, la Contessina de' Medici, penultima figlia di Lorenzo il Magnifico, il cardinale Girolamo Verallo ed il cardinale ed umanista agostiniano Egidio da Viterbo.In passato la basilica era nota per ammettere al proprio interno, unica chiesa di Roma, anche le cortigiane e infatti vi si trovano le tombe di alcune di esse, come Fiammetta Michaelis, l'amante di Cesare Borgia la cui casa è ancora esistente nelle vicinanze, in piazza Fiammetta, o come Giulia Campana con le sue figlie, Penelope e la famosa Tullia d'Aragona.

Futouring Lazio

ORARI:

Tutti i giorni dalle 7:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:30

Le origini dell'edificio sacro risalgono al XIV secolo, quando gli agostiniani, che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a Sant’Agostino. La chiesa venne edificata tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo e ultimata intorno al 1420. Tuttavia la nuova costruzione risultò troppo piccola per le esigenze della comunità conventuale e inoltre, essendo posta troppo in basso rispetto al corso del fiume Tevere, era soggetta anche alle sue piene. Così, grazie alla munificenza del cardinale Guillaume d'Estouteville, tra il 1479 e il 1483 fu edificata l’attuale basilica, perpendicolarmente all’antica. La facciata, ispirata alla chiesa di Santa Maria Novella di Firenze, è stata progettata da Leon Battista Alberti e costruita nel 1483 da Jacopo da Pietrasanta utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. Le due volute laterali sono state aggiunte dal Vanvitelli che, tra il 1746 e il 1750, eresse anche il nuovo convento e il chiostro.L’interno della basilica è a tre navate, suddivise da pilastri, con dieci cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle.

La cappella Cavalletti ospita la “Madonna di Loreto”, detta anche “Madonna del Pellegrini”, opera di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Il dipinto gli era stato commissionato nel 1603 dalla famiglia bolognese dei Cavalletti, e realizzato dal pittore nel 1606. Contrariamente all’iconografia tradizionale che vede la Madonna simbolicamente raffigurata sulla casa sospesa nel cielo per miracolo, Caravaggio, operando una scelta radicale, la dipinge ferma sulla soglia di un’umile dimora, vestita in abiti da popolana. Tiene in braccio un energico Gesù, ed entrambi si volgono verso i due pellegrini, riconoscibili dalle mani giunte in atteggiamento di preghiera e dai bastoni, nonché dalle vesti sdrucite e dai piedi nudi e gonfi messi in primissimo piano.Oltre al quadro caravaggesco, la chiesa ospita un lavoro del Guercino con i santi Agostino, Giovanni Evangelista e Girolamo, il famoso affresco del Profeta Isaia di Raffaello, la statua della Madonna col Bambino di Andrea Sansovino e, sull'altar maggiore (opera di Santi Ghetti), quella della Madonna del parto di Jacopo Sansovino che, secondo la tradizione popolare, sarebbe miracolosa. Tale statua, secondo una leggenda, sarebbe stata realizzata adattando un'antica effigie di Agrippina che teneva fra le braccia il piccolo Nerone. Il tabernacolo marmoreo dell'altare maggiore in stile tipicamente barocco, fu invece disegnato da Orazio Torriani. La chiesa ospita la tomba di santa Monica, madre di sant'Agostino, e vi sono sepolti anche il poeta umanista Maffeo Vegio da Lodi, la Contessina de' Medici, penultima figlia di Lorenzo il Magnifico, il cardinale Girolamo Verallo ed il cardinale ed umanista agostiniano Egidio da Viterbo.In passato la basilica era nota per ammettere al proprio interno, unica chiesa di Roma, anche le cortigiane e infatti vi si trovano le tombe di alcune di esse, come Fiammetta Michaelis, l'amante di Cesare Borgia la cui casa è ancora esistente nelle vicinanze, in piazza Fiammetta, o come Giulia Campana con le sue figlie, Penelope e la famosa Tullia d'Aragona.

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Tutti i giorni dalle 7:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:30

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Le origini dell'edificio sacro risalgono al XIV secolo, quando gli agostiniani, che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a Sant’Agostino. La chiesa venne edificata tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo e ultimata intorno al 1420. Tuttavia la nuova costruzione risultò troppo piccola per le esigenze della comunità conventuale e inoltre, essendo posta troppo in basso rispetto al corso del fiume Tevere, era soggetta anche alle sue piene. Così, grazie alla munificenza del cardinale Guillaume d'Estouteville, tra il 1479 e il 1483 fu edificata l’attuale basilica, perpendicolarmente all’antica. La facciata, ispirata alla chiesa di Santa Maria Novella di Firenze, è stata progettata da Leon Battista Alberti e costruita nel 1483 da Jacopo da Pietrasanta utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. Le due volute laterali sono state aggiunte dal Vanvitelli che, tra il 1746 e il 1750, eresse anche il nuovo convento e il chiostro.L’interno della basilica è a tre navate, suddivise da pilastri, con dieci cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle.

La cappella Cavalletti ospita la “Madonna di Loreto”, detta anche “Madonna del Pellegrini”, opera di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Il dipinto gli era stato commissionato nel 1603 dalla famiglia bolognese dei Cavalletti, e realizzato dal pittore nel 1606. Contrariamente all’iconografia tradizionale che vede la Madonna simbolicamente raffigurata sulla casa sospesa nel cielo per miracolo, Caravaggio, operando una scelta radicale, la dipinge ferma sulla soglia di un’umile dimora, vestita in abiti da popolana. Tiene in braccio un energico Gesù, ed entrambi si volgono verso i due pellegrini, riconoscibili dalle mani giunte in atteggiamento di preghiera e dai bastoni, nonché dalle vesti sdrucite e dai piedi nudi e gonfi messi in primissimo piano.Oltre al quadro caravaggesco, la chiesa ospita un lavoro del Guercino con i santi Agostino, Giovanni Evangelista e Girolamo, il famoso affresco del Profeta Isaia di Raffaello, la statua della Madonna col Bambino di Andrea Sansovino e, sull'altar maggiore (opera di Santi Ghetti), quella della Madonna del parto di Jacopo Sansovino che, secondo la tradizione popolare, sarebbe miracolosa. Tale statua, secondo una leggenda, sarebbe stata realizzata adattando un'antica effigie di Agrippina che teneva fra le braccia il piccolo Nerone. Il tabernacolo marmoreo dell'altare maggiore in stile tipicamente barocco, fu invece disegnato da Orazio Torriani. La chiesa ospita la tomba di santa Monica, madre di sant'Agostino, e vi sono sepolti anche il poeta umanista Maffeo Vegio da Lodi, la Contessina de' Medici, penultima figlia di Lorenzo il Magnifico, il cardinale Girolamo Verallo ed il cardinale ed umanista agostiniano Egidio da Viterbo.In passato la basilica era nota per ammettere al proprio interno, unica chiesa di Roma, anche le cortigiane e infatti vi si trovano le tombe di alcune di esse, come Fiammetta Michaelis, l'amante di Cesare Borgia la cui casa è ancora esistente nelle vicinanze, in piazza Fiammetta, o come Giulia Campana con le sue figlie, Penelope e la famosa Tullia d'Aragona.

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