Basilica Emilia

Via della Salara Vecchia, 5/6 Roma
06 480201

La Basilica venne fondata dai censori M. Emilio Lepido e M. Fulvio Nobiliore nel 179 a.C. con il nome di Emilia e Fulvia. Nel I secolo a.C., a seguito di vari restauri dovuti alla gens Emilia prese il nome attuale. Gli ultimi restauri sono datati dopo l’incendio causato dal sacco di Roma del re visigoto Alarico nel 410 d.C. L’edificio, destinato ad attività economiche e mercantili oltreché politiche e amministrative, nella sua prima fase presentava tre navate. L’aspetto attuale mostra un edificio a quattro navate, di cui una centrale più ampia e tre minori, due sul lato nord ed una sul lato sud. La navata maggiore aveva un secondo piano con grandi finestre che illuminavano l’interno. Davanti alla basilica, dove si osservano ancora i resti di alcune botteghe con murature in blocchi di tufo, si ergeva un portico dedicato ai nipoti adottivi dell’imperatore Augusto, Gaio e Lucio. Di particolare interesse artistico è il fregio che decorava la navata centrale raffigurante soggetti relativi alle origini di Roma, quali ad esempio il ratto delle Sabine e la storia della traditrice Tarpeia sepolta sotto gli scudi dei Sabini.

Futouring Lazio

La Basilica venne fondata dai censori M. Emilio Lepido e M. Fulvio Nobiliore nel 179 a.C. con il nome di Emilia e Fulvia. Nel I secolo a.C., a seguito di vari restauri dovuti alla gens Emilia prese il nome attuale. Gli ultimi restauri sono datati dopo l’incendio causato dal sacco di Roma del re visigoto Alarico nel 410 d.C. L’edificio, destinato ad attività economiche e mercantili oltreché politiche e amministrative, nella sua prima fase presentava tre navate. L’aspetto attuale mostra un edificio a quattro navate, di cui una centrale più ampia e tre minori, due sul lato nord ed una sul lato sud. La navata maggiore aveva un secondo piano con grandi finestre che illuminavano l’interno. Davanti alla basilica, dove si osservano ancora i resti di alcune botteghe con murature in blocchi di tufo, si ergeva un portico dedicato ai nipoti adottivi dell’imperatore Augusto, Gaio e Lucio. Di particolare interesse artistico è il fregio che decorava la navata centrale raffigurante soggetti relativi alle origini di Roma, quali ad esempio il ratto delle Sabine e la storia della traditrice Tarpeia sepolta sotto gli scudi dei Sabini.

Futouring Lazio

41.89265150000001,12.48707760000002,16

La Basilica venne fondata dai censori M. Emilio Lepido e M. Fulvio Nobiliore nel 179 a.C. con il nome di Emilia e Fulvia. Nel I secolo a.C., a seguito di vari restauri dovuti alla gens Emilia prese il nome attuale. Gli ultimi restauri sono datati dopo l’incendio causato dal sacco di Roma del re visigoto Alarico nel 410 d.C. L’edificio, destinato ad attività economiche e mercantili oltreché politiche e amministrative, nella sua prima fase presentava tre navate. L’aspetto attuale mostra un edificio a quattro navate, di cui una centrale più ampia e tre minori, due sul lato nord ed una sul lato sud. La navata maggiore aveva un secondo piano con grandi finestre che illuminavano l’interno. Davanti alla basilica, dove si osservano ancora i resti di alcune botteghe con murature in blocchi di tufo, si ergeva un portico dedicato ai nipoti adottivi dell’imperatore Augusto, Gaio e Lucio. Di particolare interesse artistico è il fregio che decorava la navata centrale raffigurante soggetti relativi alle origini di Roma, quali ad esempio il ratto delle Sabine e la storia della traditrice Tarpeia sepolta sotto gli scudi dei Sabini.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse