Basilica San Paolo fuori le Mura

Via Ostiense, Roma

La Basilica di San Paolo Fuori le Mura è la chiesa patriarcale più grande di Roma dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano, sorge lungo la via Ostiense sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell'apostolo Paolo (a circa tre km dal luogo - detto "Tre Fontane" - in cui subì il martirio e fu decapitato).

Originariamente quest’area era occupata da un vasto cimitero subdiale (dal latino “sub divos” cioè “sotto gli déi”, vale a dire “a cielo aperto”) che comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi. La Basilica fatta edificare da Costantino all’inizio del IV secolo, sotto il pontificato di Silvestro I, risultò ben presto inadeguata ad accogliere la folla di pellegrini che vi si recavano. Venne quindi ricostruita completamente sotto il regno congiunto degli imperatori Teodosio I, Graziano e Valentiniano II, e tale struttura rimarrà sostanzialmente intatta fino al disastroso incendio del 1823. La costruzione venne affidata a Ciriade che costruì un edificio a cinque navate, con 80 colonne e un quadriportico. La basilica fu consacrata da papa Siricio nel 390 e venne completata sotto l'imperatore Onorio nel 395. Successive aggiunte, come l'arco trionfale retto da colonne monumentali e lo splendido mosaico che lo decorava, sono attribuibili rispettivamente ai restauri compiuti da Galla Placidia e agli interventi di papa Leone I.

Quest'ultimo fece realizzare i tondi con i ritratti papali che correvano sopra le arcate della navata centrale. Sotto il pontificato di papa Gregorio I (Gregorio Magno) la basilica venne modificata drasticamente. Il livello pavimentale venne rialzato, soprattutto nel settore del transetto, per realizzare l'altare direttamente sopra la tomba di San Paolo. Nel IX secolo per preservare la basilica papa Giovanni VIII la fa circondare da una cinta di mura fortificata con torri, creando un vero e proprio borgo soprannominato "Giovannipoli". Nell'XI secolo venne eretto il campanile accanto alla navata nord dalla parte della facciata. La basilica si impreziosì poi di un ciborio, realizzato nel 1285 da Arnolfo di Cambio, della struttura del chiostro e di un candelabro per il cero pasquale. Nel 1600 fu costruito l'altare maggiore e nel 1724 Benedetto XIII fece costruire la Cappella del Crocifisso, oggi intitolata al Santissimo Sacramento.

La notte del 15 luglio 1823 nella basilica si sviluppò un maestoso incendio che la distrusse in gran parte. Fortunatamente venne risparmiato dalla furia del fuoco l'Arco trionfale, eretto durante l'epoca del dominio di San Leone Magno, nel corso del V secolo. Guardando l'Arco, non si può fare a meno di notare la splendida raffigurazione di Cristo tra due angeli. Tra gli altri elementi originali che si sono conservati, sono da menzionare il Ciborio, frutto della collaborazione tra Arnolfo di Cambio e Pietro Cavallini e il Candelabro del cero pasquale, opera di Vasaletto e risalente al XII secolo. In seguito al drammatico evento una commissione nominata da papa Leone XII dispose un'ulteriore ricostruzione della Basilica, mantenendo le forme e le dimensioni di quella precedente. La direzione dei lavori fu affidata all'architetto Pasquale Belli e nel 1854 la nuova Basilica, copia fedele dell’antica chiesa, fu consacrata da papa Pio IX. Nel 1928 fu aggiunto per opera di Guglielmo Calderini il vasto quadriportico esterno, formato da quasi 150 colonne, al centro si trova la colossale statua di San Paolo realizzata in marmo di Carrara da Giuseppe Obici. La facciata sopra il colonnato è decorata con dei mosaici eseguiti fra il 1854 e il 1874 su cartoni di Filippo Agricola e Giulio Consoni. Nel timpano è raffigurato il Cristo benedicente tra i Santi Pietro e Paolo, nel livello intermedio è riprodotto l'Agnello divino sul monte del paradiso da cui sgorgano i quattro fiumi simboleggianti i Vangeli, nei quali si dissetano dodici agnelli, che simboleggiano gli apostoli. Nel quadro inferiore, alternati alle finestre, sono raffigurati i quattro profeti dell'Antico Testamento: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele.

La porta di destra, risalente all'XI secolo, è divisa in 54 pannelli nei quali sono incise scene di vita di Gesù e dei suoi apostoli, è chiamata porta Bizantina e fungeva da ingresso principale fino al 1967, quando è stata collocata la nuova Porta Santa in bronzo dorato, dello scultore Enrico Manfrini, che illustra il tema della Trinità.

La Basilica presenta una pianta a croce latina ed è suddivisa al suo interno in cinque navate: la navata centrale è divisa da ottanta maestose colonne di granito, è caratterizzata da un soffitto a lacunari ed è decorata a mosaico, che interessa anche le navate laterali. I mosaici riproducono i ritratti dei pontefici che si sono succeduti nel corso della storia, da San Pietro fino ai giorni nostri. Il pavimento è in marmo. L'abside è attorniata da cinque cappelle, tra cui si distingue la cappella del Santissimo, con pregevoli decorazioni realizzate da Carlo Maderno. Annesso alla basilica il Chiostro, che presenta invece una struttura simile a quella di san Giovanni in Laterano. Da sempre è per i cristiani di tutto il mondo uno dei luoghi sacri in cui più si identificano le origini della Chiesa.

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ORARI:

Tutti i giorni  7:00 - 18:30

La Basilica di San Paolo Fuori le Mura è la chiesa patriarcale più grande di Roma dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano, sorge lungo la via Ostiense sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell'apostolo Paolo (a circa tre km dal luogo - detto "Tre Fontane" - in cui subì il martirio e fu decapitato).

Originariamente quest’area era occupata da un vasto cimitero subdiale (dal latino “sub divos” cioè “sotto gli déi”, vale a dire “a cielo aperto”) che comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi. La Basilica fatta edificare da Costantino all’inizio del IV secolo, sotto il pontificato di Silvestro I, risultò ben presto inadeguata ad accogliere la folla di pellegrini che vi si recavano. Venne quindi ricostruita completamente sotto il regno congiunto degli imperatori Teodosio I, Graziano e Valentiniano II, e tale struttura rimarrà sostanzialmente intatta fino al disastroso incendio del 1823. La costruzione venne affidata a Ciriade che costruì un edificio a cinque navate, con 80 colonne e un quadriportico. La basilica fu consacrata da papa Siricio nel 390 e venne completata sotto l'imperatore Onorio nel 395. Successive aggiunte, come l'arco trionfale retto da colonne monumentali e lo splendido mosaico che lo decorava, sono attribuibili rispettivamente ai restauri compiuti da Galla Placidia e agli interventi di papa Leone I.

Quest'ultimo fece realizzare i tondi con i ritratti papali che correvano sopra le arcate della navata centrale. Sotto il pontificato di papa Gregorio I (Gregorio Magno) la basilica venne modificata drasticamente. Il livello pavimentale venne rialzato, soprattutto nel settore del transetto, per realizzare l'altare direttamente sopra la tomba di San Paolo. Nel IX secolo per preservare la basilica papa Giovanni VIII la fa circondare da una cinta di mura fortificata con torri, creando un vero e proprio borgo soprannominato "Giovannipoli". Nell'XI secolo venne eretto il campanile accanto alla navata nord dalla parte della facciata. La basilica si impreziosì poi di un ciborio, realizzato nel 1285 da Arnolfo di Cambio, della struttura del chiostro e di un candelabro per il cero pasquale. Nel 1600 fu costruito l'altare maggiore e nel 1724 Benedetto XIII fece costruire la Cappella del Crocifisso, oggi intitolata al Santissimo Sacramento.

La notte del 15 luglio 1823 nella basilica si sviluppò un maestoso incendio che la distrusse in gran parte. Fortunatamente venne risparmiato dalla furia del fuoco l'Arco trionfale, eretto durante l'epoca del dominio di San Leone Magno, nel corso del V secolo. Guardando l'Arco, non si può fare a meno di notare la splendida raffigurazione di Cristo tra due angeli. Tra gli altri elementi originali che si sono conservati, sono da menzionare il Ciborio, frutto della collaborazione tra Arnolfo di Cambio e Pietro Cavallini e il Candelabro del cero pasquale, opera di Vasaletto e risalente al XII secolo. In seguito al drammatico evento una commissione nominata da papa Leone XII dispose un'ulteriore ricostruzione della Basilica, mantenendo le forme e le dimensioni di quella precedente. La direzione dei lavori fu affidata all'architetto Pasquale Belli e nel 1854 la nuova Basilica, copia fedele dell’antica chiesa, fu consacrata da papa Pio IX. Nel 1928 fu aggiunto per opera di Guglielmo Calderini il vasto quadriportico esterno, formato da quasi 150 colonne, al centro si trova la colossale statua di San Paolo realizzata in marmo di Carrara da Giuseppe Obici. La facciata sopra il colonnato è decorata con dei mosaici eseguiti fra il 1854 e il 1874 su cartoni di Filippo Agricola e Giulio Consoni. Nel timpano è raffigurato il Cristo benedicente tra i Santi Pietro e Paolo, nel livello intermedio è riprodotto l'Agnello divino sul monte del paradiso da cui sgorgano i quattro fiumi simboleggianti i Vangeli, nei quali si dissetano dodici agnelli, che simboleggiano gli apostoli. Nel quadro inferiore, alternati alle finestre, sono raffigurati i quattro profeti dell'Antico Testamento: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele.

La porta di destra, risalente all'XI secolo, è divisa in 54 pannelli nei quali sono incise scene di vita di Gesù e dei suoi apostoli, è chiamata porta Bizantina e fungeva da ingresso principale fino al 1967, quando è stata collocata la nuova Porta Santa in bronzo dorato, dello scultore Enrico Manfrini, che illustra il tema della Trinità.

La Basilica presenta una pianta a croce latina ed è suddivisa al suo interno in cinque navate: la navata centrale è divisa da ottanta maestose colonne di granito, è caratterizzata da un soffitto a lacunari ed è decorata a mosaico, che interessa anche le navate laterali. I mosaici riproducono i ritratti dei pontefici che si sono succeduti nel corso della storia, da San Pietro fino ai giorni nostri. Il pavimento è in marmo. L'abside è attorniata da cinque cappelle, tra cui si distingue la cappella del Santissimo, con pregevoli decorazioni realizzate da Carlo Maderno. Annesso alla basilica il Chiostro, che presenta invece una struttura simile a quella di san Giovanni in Laterano. Da sempre è per i cristiani di tutto il mondo uno dei luoghi sacri in cui più si identificano le origini della Chiesa.

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La Basilica di San Paolo Fuori le Mura è la chiesa patriarcale più grande di Roma dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano, sorge lungo la via Ostiense sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell'apostolo Paolo (a circa tre km dal luogo - detto "Tre Fontane" - in cui subì il martirio e fu decapitato).

Originariamente quest’area era occupata da un vasto cimitero subdiale (dal latino “sub divos” cioè “sotto gli déi”, vale a dire “a cielo aperto”) che comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi. La Basilica fatta edificare da Costantino all’inizio del IV secolo, sotto il pontificato di Silvestro I, risultò ben presto inadeguata ad accogliere la folla di pellegrini che vi si recavano. Venne quindi ricostruita completamente sotto il regno congiunto degli imperatori Teodosio I, Graziano e Valentiniano II, e tale struttura rimarrà sostanzialmente intatta fino al disastroso incendio del 1823. La costruzione venne affidata a Ciriade che costruì un edificio a cinque navate, con 80 colonne e un quadriportico. La basilica fu consacrata da papa Siricio nel 390 e venne completata sotto l'imperatore Onorio nel 395. Successive aggiunte, come l'arco trionfale retto da colonne monumentali e lo splendido mosaico che lo decorava, sono attribuibili rispettivamente ai restauri compiuti da Galla Placidia e agli interventi di papa Leone I.

Quest'ultimo fece realizzare i tondi con i ritratti papali che correvano sopra le arcate della navata centrale. Sotto il pontificato di papa Gregorio I (Gregorio Magno) la basilica venne modificata drasticamente. Il livello pavimentale venne rialzato, soprattutto nel settore del transetto, per realizzare l'altare direttamente sopra la tomba di San Paolo. Nel IX secolo per preservare la basilica papa Giovanni VIII la fa circondare da una cinta di mura fortificata con torri, creando un vero e proprio borgo soprannominato "Giovannipoli". Nell'XI secolo venne eretto il campanile accanto alla navata nord dalla parte della facciata. La basilica si impreziosì poi di un ciborio, realizzato nel 1285 da Arnolfo di Cambio, della struttura del chiostro e di un candelabro per il cero pasquale. Nel 1600 fu costruito l'altare maggiore e nel 1724 Benedetto XIII fece costruire la Cappella del Crocifisso, oggi intitolata al Santissimo Sacramento.

La notte del 15 luglio 1823 nella basilica si sviluppò un maestoso incendio che la distrusse in gran parte. Fortunatamente venne risparmiato dalla furia del fuoco l'Arco trionfale, eretto durante l'epoca del dominio di San Leone Magno, nel corso del V secolo. Guardando l'Arco, non si può fare a meno di notare la splendida raffigurazione di Cristo tra due angeli. Tra gli altri elementi originali che si sono conservati, sono da menzionare il Ciborio, frutto della collaborazione tra Arnolfo di Cambio e Pietro Cavallini e il Candelabro del cero pasquale, opera di Vasaletto e risalente al XII secolo. In seguito al drammatico evento una commissione nominata da papa Leone XII dispose un'ulteriore ricostruzione della Basilica, mantenendo le forme e le dimensioni di quella precedente. La direzione dei lavori fu affidata all'architetto Pasquale Belli e nel 1854 la nuova Basilica, copia fedele dell’antica chiesa, fu consacrata da papa Pio IX. Nel 1928 fu aggiunto per opera di Guglielmo Calderini il vasto quadriportico esterno, formato da quasi 150 colonne, al centro si trova la colossale statua di San Paolo realizzata in marmo di Carrara da Giuseppe Obici. La facciata sopra il colonnato è decorata con dei mosaici eseguiti fra il 1854 e il 1874 su cartoni di Filippo Agricola e Giulio Consoni. Nel timpano è raffigurato il Cristo benedicente tra i Santi Pietro e Paolo, nel livello intermedio è riprodotto l'Agnello divino sul monte del paradiso da cui sgorgano i quattro fiumi simboleggianti i Vangeli, nei quali si dissetano dodici agnelli, che simboleggiano gli apostoli. Nel quadro inferiore, alternati alle finestre, sono raffigurati i quattro profeti dell'Antico Testamento: Isaia, Daniele, Geremia ed Ezechiele.

La porta di destra, risalente all'XI secolo, è divisa in 54 pannelli nei quali sono incise scene di vita di Gesù e dei suoi apostoli, è chiamata porta Bizantina e fungeva da ingresso principale fino al 1967, quando è stata collocata la nuova Porta Santa in bronzo dorato, dello scultore Enrico Manfrini, che illustra il tema della Trinità.

La Basilica presenta una pianta a croce latina ed è suddivisa al suo interno in cinque navate: la navata centrale è divisa da ottanta maestose colonne di granito, è caratterizzata da un soffitto a lacunari ed è decorata a mosaico, che interessa anche le navate laterali. I mosaici riproducono i ritratti dei pontefici che si sono succeduti nel corso della storia, da San Pietro fino ai giorni nostri. Il pavimento è in marmo. L'abside è attorniata da cinque cappelle, tra cui si distingue la cappella del Santissimo, con pregevoli decorazioni realizzate da Carlo Maderno. Annesso alla basilica il Chiostro, che presenta invece una struttura simile a quella di san Giovanni in Laterano. Da sempre è per i cristiani di tutto il mondo uno dei luoghi sacri in cui più si identificano le origini della Chiesa.

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