Borgo medievale di Rieti

Dall’alto, l’orditura della città di Rieti è ancora capace di mostrarsi come un insieme armonico di forme e colori, nonostante l’evoluzione secolare. Al di là dell’impianto urbanistico fondato sull’uso ortogonale di cardi e decumani, di testimonianze di epoca romana ne sono rimaste ben poche: la particolare posizione politica e strategica di questa città all’interno del panorama centro-appenninico, favorì sotto il papato tra i secoli XII e XIV, un interessante sviluppo urbanistico, ridisegnando il centro abitato all’interno di un singolare perimetro triangolare che ancor oggi conserva il naturale confine protettivo del Velino.

Il vero e proprio borgo, situato a sud rispetto al Velino, era originariamente abitato sostanzialmente dai ceti più popolari e solo in epoche successive seppe finalmente imporsi come parte integrante della città. Il vicino corso d’acqua non solo stabiliva i confini entro i quali la vita dei cittadini si sarebbe svolta ma ne dettava anche i ritmi e le caratteristiche, esaudendo così l’antica utopia del perfetto equilibrio tra città e natura.

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Dall’alto, l’orditura della città di Rieti è ancora capace di mostrarsi come un insieme armonico di forme e colori, nonostante l’evoluzione secolare. Al di là dell’impianto urbanistico fondato sull’uso ortogonale di cardi e decumani, di testimonianze di epoca romana ne sono rimaste ben poche: la particolare posizione politica e strategica di questa città all’interno del panorama centro-appenninico, favorì sotto il papato tra i secoli XII e XIV, un interessante sviluppo urbanistico, ridisegnando il centro abitato all’interno di un singolare perimetro triangolare che ancor oggi conserva il naturale confine protettivo del Velino.

Il vero e proprio borgo, situato a sud rispetto al Velino, era originariamente abitato sostanzialmente dai ceti più popolari e solo in epoche successive seppe finalmente imporsi come parte integrante della città. Il vicino corso d’acqua non solo stabiliva i confini entro i quali la vita dei cittadini si sarebbe svolta ma ne dettava anche i ritmi e le caratteristiche, esaudendo così l’antica utopia del perfetto equilibrio tra città e natura.

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Dall’alto, l’orditura della città di Rieti è ancora capace di mostrarsi come un insieme armonico di forme e colori, nonostante l’evoluzione secolare. Al di là dell’impianto urbanistico fondato sull’uso ortogonale di cardi e decumani, di testimonianze di epoca romana ne sono rimaste ben poche: la particolare posizione politica e strategica di questa città all’interno del panorama centro-appenninico, favorì sotto il papato tra i secoli XII e XIV, un interessante sviluppo urbanistico, ridisegnando il centro abitato all’interno di un singolare perimetro triangolare che ancor oggi conserva il naturale confine protettivo del Velino.

Il vero e proprio borgo, situato a sud rispetto al Velino, era originariamente abitato sostanzialmente dai ceti più popolari e solo in epoche successive seppe finalmente imporsi come parte integrante della città. Il vicino corso d’acqua non solo stabiliva i confini entro i quali la vita dei cittadini si sarebbe svolta ma ne dettava anche i ritmi e le caratteristiche, esaudendo così l’antica utopia del perfetto equilibrio tra città e natura.

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