Chiesa di San Flaviano - Montefiascone

Singolare costruzione romanica eretta nel sec. XII, su un edificio più antico, per opera di maestri lombardi, e rimaneggiata in seguito; è formata da due ambienti sovrapposti. La facciata, del 1262, incompiuta, è aperta inferiormente da tre alte arcate gotiche coronate da un lungo balcone a loggetta del '500; nell'arcata mediana si apre un grande portale, anch'esso gotico; entro quelle laterali sono due piccole monofore. A sin. s'alza il campaniletto a vela. Il caratteristico interno, di alto interesse per la storia dell'architettura, è a due piani con una chiesa superiore e una inferiore, dall'orientamento contrapposto. Il portale immette nella chiesa inferiore, eretta, secondo alcuni, sul posto di un sacello più antico, nel 1032, e restaurata nei primi anni del sec. XIV; ha pianta basilicale a tre navate divise da pilastri e colonne con curiosi *capitelli dalle fresche, sciolte forme. Al centro della navata mediana la copertura a volte si apre in un ampio rettangolo comunicante con la chiesa superiore, che forma quasi un grande matroneo. La parte più interessante della costruzione è quella di fondo con le tre absidi disposte non frontalmente ma ad arco, forse il più antico cenno al deambulatorio (divenuto poi caratteristica delle chiese gotiche) e alle cappelle raggianti. La curiosità più nota e che richiama numerosi turisti è la famosa pietra tombale di Giovanni Fugger o Defuk con la nota iscrizione "Est Est Est" legata alla leggenda che ha dato il nome al vino bianco locale.Le pareti sono rivestite di affreschi, in gran parte dei sec. XIV, con episodi evangelici e santi; nel capitello della penultima colonna a destra, è scolpita una figuretta umoristica, bizzarra fantasia dell'autore, che regge le volute del capitello e si tira la barba esclamando (scritta in latino): «O voi che guardate la nostra chiesa, osservate anche la mia barba»; sempre nello stesso capitello, sul lato destro, la stessa figuretta ride tenendosi la pancia e reggendo la voluta con l'altra mano aggiunge: «Io sono qui, custode scolpito, per prendere in giro gli stolti». Nell'ultimo pilastro destro è inserito un piccolo ciborio gotico della fine del '200; nelle absidi, altri affreschi cinquecenteschi. In una cappella della navata sinistra è collocata la vasca battesimale del '200 che serviva per il battesimo ad immersione; lungo la navata sinistra, affreschi quattrocenteschi, tra cui, nella parete d’ingresso, Crocifissione e Vita di S. Caterina, di scuola senese del '400. Una scala di 39 gradini sale alla chiesa superiore, anch'essa a pianta basilicale a tre navate divise da basse colonne con archi; al centro della navata mediana si apre il grande rettangolo che lascia vedere la chiesa inferiore. Nella parete d'ingresso, al centro, trono di Urbano IV (1262) e altare papale.

Singolare costruzione romanica eretta nel sec. XII, su un edificio più antico, per opera di maestri lombardi, e rimaneggiata in seguito; è formata da due ambienti sovrapposti. La facciata, del 1262, incompiuta, è aperta inferiormente da tre alte arcate gotiche coronate da un lungo balcone a loggetta del '500; nell'arcata mediana si apre un grande portale, anch'esso gotico; entro quelle laterali sono due piccole monofore. A sin. s'alza il campaniletto a vela. Il caratteristico interno, di alto interesse per la storia dell'architettura, è a due piani con una chiesa superiore e una inferiore, dall'orientamento contrapposto. Il portale immette nella chiesa inferiore, eretta, secondo alcuni, sul posto di un sacello più antico, nel 1032, e restaurata nei primi anni del sec. XIV; ha pianta basilicale a tre navate divise da pilastri e colonne con curiosi *capitelli dalle fresche, sciolte forme. Al centro della navata mediana la copertura a volte si apre in un ampio rettangolo comunicante con la chiesa superiore, che forma quasi un grande matroneo. La parte più interessante della costruzione è quella di fondo con le tre absidi disposte non frontalmente ma ad arco, forse il più antico cenno al deambulatorio (divenuto poi caratteristica delle chiese gotiche) e alle cappelle raggianti. La curiosità più nota e che richiama numerosi turisti è la famosa pietra tombale di Giovanni Fugger o Defuk con la nota iscrizione "Est Est Est" legata alla leggenda che ha dato il nome al vino bianco locale.Le pareti sono rivestite di affreschi, in gran parte dei sec. XIV, con episodi evangelici e santi; nel capitello della penultima colonna a destra, è scolpita una figuretta umoristica, bizzarra fantasia dell'autore, che regge le volute del capitello e si tira la barba esclamando (scritta in latino): «O voi che guardate la nostra chiesa, osservate anche la mia barba»; sempre nello stesso capitello, sul lato destro, la stessa figuretta ride tenendosi la pancia e reggendo la voluta con l'altra mano aggiunge: «Io sono qui, custode scolpito, per prendere in giro gli stolti». Nell'ultimo pilastro destro è inserito un piccolo ciborio gotico della fine del '200; nelle absidi, altri affreschi cinquecenteschi. In una cappella della navata sinistra è collocata la vasca battesimale del '200 che serviva per il battesimo ad immersione; lungo la navata sinistra, affreschi quattrocenteschi, tra cui, nella parete d’ingresso, Crocifissione e Vita di S. Caterina, di scuola senese del '400. Una scala di 39 gradini sale alla chiesa superiore, anch'essa a pianta basilicale a tre navate divise da basse colonne con archi; al centro della navata mediana si apre il grande rettangolo che lascia vedere la chiesa inferiore. Nella parete d'ingresso, al centro, trono di Urbano IV (1262) e altare papale.

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Singolare costruzione romanica eretta nel sec. XII, su un edificio più antico, per opera di maestri lombardi, e rimaneggiata in seguito; è formata da due ambienti sovrapposti. La facciata, del 1262, incompiuta, è aperta inferiormente da tre alte arcate gotiche coronate da un lungo balcone a loggetta del '500; nell'arcata mediana si apre un grande portale, anch'esso gotico; entro quelle laterali sono due piccole monofore. A sin. s'alza il campaniletto a vela. Il caratteristico interno, di alto interesse per la storia dell'architettura, è a due piani con una chiesa superiore e una inferiore, dall'orientamento contrapposto. Il portale immette nella chiesa inferiore, eretta, secondo alcuni, sul posto di un sacello più antico, nel 1032, e restaurata nei primi anni del sec. XIV; ha pianta basilicale a tre navate divise da pilastri e colonne con curiosi *capitelli dalle fresche, sciolte forme. Al centro della navata mediana la copertura a volte si apre in un ampio rettangolo comunicante con la chiesa superiore, che forma quasi un grande matroneo. La parte più interessante della costruzione è quella di fondo con le tre absidi disposte non frontalmente ma ad arco, forse il più antico cenno al deambulatorio (divenuto poi caratteristica delle chiese gotiche) e alle cappelle raggianti. La curiosità più nota e che richiama numerosi turisti è la famosa pietra tombale di Giovanni Fugger o Defuk con la nota iscrizione "Est Est Est" legata alla leggenda che ha dato il nome al vino bianco locale.Le pareti sono rivestite di affreschi, in gran parte dei sec. XIV, con episodi evangelici e santi; nel capitello della penultima colonna a destra, è scolpita una figuretta umoristica, bizzarra fantasia dell'autore, che regge le volute del capitello e si tira la barba esclamando (scritta in latino): «O voi che guardate la nostra chiesa, osservate anche la mia barba»; sempre nello stesso capitello, sul lato destro, la stessa figuretta ride tenendosi la pancia e reggendo la voluta con l'altra mano aggiunge: «Io sono qui, custode scolpito, per prendere in giro gli stolti». Nell'ultimo pilastro destro è inserito un piccolo ciborio gotico della fine del '200; nelle absidi, altri affreschi cinquecenteschi. In una cappella della navata sinistra è collocata la vasca battesimale del '200 che serviva per il battesimo ad immersione; lungo la navata sinistra, affreschi quattrocenteschi, tra cui, nella parete d’ingresso, Crocifissione e Vita di S. Caterina, di scuola senese del '400. Una scala di 39 gradini sale alla chiesa superiore, anch'essa a pianta basilicale a tre navate divise da basse colonne con archi; al centro della navata mediana si apre il grande rettangolo che lascia vedere la chiesa inferiore. Nella parete d'ingresso, al centro, trono di Urbano IV (1262) e altare papale.

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