Circo di Nerone o Circo di Caligola

Piazza del Sant'uffizio, 1-5 Roma

Il circo conosciuto nelle fonti antiche come circus Gai et Neronis, fu costruito da Caligola in una parte dei giardini della villa materna, gli horti Agrippinae, localizzati nell’odierna Città del Vaticano. Il circo (lungo circa m 590 e largo m 100), aveva un andamento E-O e occupava la zona corrispondente al lato sinistro della basilica Vaticana. Al centro era la spina dove a una profondità di ca. m 10 dall’attuale piano stradale, sono stati rinvenuti i resti della fondazione del basamento dell’obelisco. Questo, alto m 25, venne fatto trasportare da Caligola dall’Egitto ed è rimasto in situ fino al 1586 quando Papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) lo fece spostare nella posizione attuale. Gli avanzi della struttura furono definitivamente distrutti all’inizio del XVII secolo per la costruzione della navata sinistra della basilica di San Pietro. Resti delle muratura dei carceres, da dove partivano le bighe, sono stati localizzati in via del Sant’Uffizio, mentre il lato curvo opposto si doveva trovare presso l’abside della Basilica. Il circo destinato alle corse dei carri e delle bighe, sembra sia stato usato privatamente da Nerone che solo a volte lo apriva al popolo romano. Nel circo e nei luoghi limitrofi nel 64 d.C. avvenne il martirio dei Cristiani durante il quale morì San Pietro. Dalla seconda metà del II d.C. il circo cadde in disuso e vi si sovrapposero diversi edifici sepolcrali della vicina necropoli. Sembra sia stato usato ancora all’inizio del III d.C. quando l’imperatore Elagabalo per lo svolgimento di una corsa di quadrighe di elefanti fece demolire alcune sepolture che avevano invaso la pista.

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Il circo conosciuto nelle fonti antiche come circus Gai et Neronis, fu costruito da Caligola in una parte dei giardini della villa materna, gli horti Agrippinae, localizzati nell’odierna Città del Vaticano. Il circo (lungo circa m 590 e largo m 100), aveva un andamento E-O e occupava la zona corrispondente al lato sinistro della basilica Vaticana. Al centro era la spina dove a una profondità di ca. m 10 dall’attuale piano stradale, sono stati rinvenuti i resti della fondazione del basamento dell’obelisco. Questo, alto m 25, venne fatto trasportare da Caligola dall’Egitto ed è rimasto in situ fino al 1586 quando Papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) lo fece spostare nella posizione attuale. Gli avanzi della struttura furono definitivamente distrutti all’inizio del XVII secolo per la costruzione della navata sinistra della basilica di San Pietro. Resti delle muratura dei carceres, da dove partivano le bighe, sono stati localizzati in via del Sant’Uffizio, mentre il lato curvo opposto si doveva trovare presso l’abside della Basilica. Il circo destinato alle corse dei carri e delle bighe, sembra sia stato usato privatamente da Nerone che solo a volte lo apriva al popolo romano. Nel circo e nei luoghi limitrofi nel 64 d.C. avvenne il martirio dei Cristiani durante il quale morì San Pietro. Dalla seconda metà del II d.C. il circo cadde in disuso e vi si sovrapposero diversi edifici sepolcrali della vicina necropoli. Sembra sia stato usato ancora all’inizio del III d.C. quando l’imperatore Elagabalo per lo svolgimento di una corsa di quadrighe di elefanti fece demolire alcune sepolture che avevano invaso la pista.

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Il circo conosciuto nelle fonti antiche come circus Gai et Neronis, fu costruito da Caligola in una parte dei giardini della villa materna, gli horti Agrippinae, localizzati nell’odierna Città del Vaticano. Il circo (lungo circa m 590 e largo m 100), aveva un andamento E-O e occupava la zona corrispondente al lato sinistro della basilica Vaticana. Al centro era la spina dove a una profondità di ca. m 10 dall’attuale piano stradale, sono stati rinvenuti i resti della fondazione del basamento dell’obelisco. Questo, alto m 25, venne fatto trasportare da Caligola dall’Egitto ed è rimasto in situ fino al 1586 quando Papa Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) lo fece spostare nella posizione attuale. Gli avanzi della struttura furono definitivamente distrutti all’inizio del XVII secolo per la costruzione della navata sinistra della basilica di San Pietro. Resti delle muratura dei carceres, da dove partivano le bighe, sono stati localizzati in via del Sant’Uffizio, mentre il lato curvo opposto si doveva trovare presso l’abside della Basilica. Il circo destinato alle corse dei carri e delle bighe, sembra sia stato usato privatamente da Nerone che solo a volte lo apriva al popolo romano. Nel circo e nei luoghi limitrofi nel 64 d.C. avvenne il martirio dei Cristiani durante il quale morì San Pietro. Dalla seconda metà del II d.C. il circo cadde in disuso e vi si sovrapposero diversi edifici sepolcrali della vicina necropoli. Sembra sia stato usato ancora all’inizio del III d.C. quando l’imperatore Elagabalo per lo svolgimento di una corsa di quadrighe di elefanti fece demolire alcune sepolture che avevano invaso la pista.

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