Civitas Leonina

Via dei Corridori, 1 Roma

Dopo l’incursione saracena ed il saccheggio della Basilica vaticana dell’846, Leone IV (847-855) volle difendere l’area sacra e il complesso annesso, creando il borgo fortificato noto come Civitas Leonina. Fu costruita così una cinta muraria, terminata intorno al 852, con oltre 40 torri fortificate dotate di depositi di armi e riserve di acqua autonomi. Il circuito, a partire da Castel Sant’Angelo, includeva l’area della Basilica con il percorso poi ricalcato a nord dal quattrocentesco Corridore di Borgo o Passetto, per poi ridiscendere verso il Tevere nell’area del complesso di Santo Spirito in Saxia. Tre porte principali si aprivano lungo le vie di accesso: la porta Sancti Peregrini (detta anche Sancti Petri) in corrispondenza dell’accesso della via Romea, la posterula Saxonum (poi porta Santo Spirito) e la porta presso il ponte Sant’Angelo, forse l’antica porta Cornelia delle mura Aureliane, anch’essa denominata Sancti Petri o Aurea.

La costruzione delle mura è descritta puntualmente nel Liber Pontificalis, che riporta il rituale di consacrazione della civitas della processione propiziatoria, con benedizioni alle tre porte, che riprendeva i riti antichi di fondazione.

La Civitas comprendeva monasteri e chiese devozionali che nel tempo si erano moltiplicati, oltre alle strutture di assistenza ai pellegrini e ai poveri (Xenodochia e Hospitales) e di servizio (balnea), nati nel V secolo per volontà di Papa Simmaco (498-514).

La linea di fortificazioni delle mura leonine fu ampliata prima da Niccolo III (Gaetano Orsini 1277-1280), poi da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) nell’ambito di un più complessivo progetto di riassetto dell’area di Borgo e di riorganizzazione delle fortificazioni di Roma.

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Dopo l’incursione saracena ed il saccheggio della Basilica vaticana dell’846, Leone IV (847-855) volle difendere l’area sacra e il complesso annesso, creando il borgo fortificato noto come Civitas Leonina. Fu costruita così una cinta muraria, terminata intorno al 852, con oltre 40 torri fortificate dotate di depositi di armi e riserve di acqua autonomi. Il circuito, a partire da Castel Sant’Angelo, includeva l’area della Basilica con il percorso poi ricalcato a nord dal quattrocentesco Corridore di Borgo o Passetto, per poi ridiscendere verso il Tevere nell’area del complesso di Santo Spirito in Saxia. Tre porte principali si aprivano lungo le vie di accesso: la porta Sancti Peregrini (detta anche Sancti Petri) in corrispondenza dell’accesso della via Romea, la posterula Saxonum (poi porta Santo Spirito) e la porta presso il ponte Sant’Angelo, forse l’antica porta Cornelia delle mura Aureliane, anch’essa denominata Sancti Petri o Aurea.

La costruzione delle mura è descritta puntualmente nel Liber Pontificalis, che riporta il rituale di consacrazione della civitas della processione propiziatoria, con benedizioni alle tre porte, che riprendeva i riti antichi di fondazione.

La Civitas comprendeva monasteri e chiese devozionali che nel tempo si erano moltiplicati, oltre alle strutture di assistenza ai pellegrini e ai poveri (Xenodochia e Hospitales) e di servizio (balnea), nati nel V secolo per volontà di Papa Simmaco (498-514).

La linea di fortificazioni delle mura leonine fu ampliata prima da Niccolo III (Gaetano Orsini 1277-1280), poi da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) nell’ambito di un più complessivo progetto di riassetto dell’area di Borgo e di riorganizzazione delle fortificazioni di Roma.

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Dopo l’incursione saracena ed il saccheggio della Basilica vaticana dell’846, Leone IV (847-855) volle difendere l’area sacra e il complesso annesso, creando il borgo fortificato noto come Civitas Leonina. Fu costruita così una cinta muraria, terminata intorno al 852, con oltre 40 torri fortificate dotate di depositi di armi e riserve di acqua autonomi. Il circuito, a partire da Castel Sant’Angelo, includeva l’area della Basilica con il percorso poi ricalcato a nord dal quattrocentesco Corridore di Borgo o Passetto, per poi ridiscendere verso il Tevere nell’area del complesso di Santo Spirito in Saxia. Tre porte principali si aprivano lungo le vie di accesso: la porta Sancti Peregrini (detta anche Sancti Petri) in corrispondenza dell’accesso della via Romea, la posterula Saxonum (poi porta Santo Spirito) e la porta presso il ponte Sant’Angelo, forse l’antica porta Cornelia delle mura Aureliane, anch’essa denominata Sancti Petri o Aurea.

La costruzione delle mura è descritta puntualmente nel Liber Pontificalis, che riporta il rituale di consacrazione della civitas della processione propiziatoria, con benedizioni alle tre porte, che riprendeva i riti antichi di fondazione.

La Civitas comprendeva monasteri e chiese devozionali che nel tempo si erano moltiplicati, oltre alle strutture di assistenza ai pellegrini e ai poveri (Xenodochia e Hospitales) e di servizio (balnea), nati nel V secolo per volontà di Papa Simmaco (498-514).

La linea di fortificazioni delle mura leonine fu ampliata prima da Niccolo III (Gaetano Orsini 1277-1280), poi da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) nell’ambito di un più complessivo progetto di riassetto dell’area di Borgo e di riorganizzazione delle fortificazioni di Roma.

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