Colonna di Marco Aurelio o Antonina

Piazza Colonna, 366 Roma

La colonna (detta anche colonna coclide per la scala a chiocciola contenuta all’interno e per il fregio spiraliforme esterno), commemorativa delle guerre combattute dall’imperatore Marco Aurelio sulla frontiera danubiana (172-176 d.C.) contro Germani e Sarmati, fu eretta tra il 180 e il 192 d.C.. Si elevava su una piattaforma collegata con la via Flaminia (oggi via del Corso) attraverso una scalinata; la collocazione attuale, al centro di Piazza Colonna, corrisponde a quella originale. Nelle vicinanze sorgeva il tempio dell’imperatore e della moglie Faustina Minore divinizzati. Il monumento, che con il basamento raggiungeva l’altezza di m 41.96, fu innalzato sull’esempio della Colonna Traiana, con scene delle campagne militari che si snodano a spirale lungo il fusto. Sono rappresentate scene di guerra cruente e drammatiche a volte macabre, episodi di natura ideologica o di valore rituale ed eventi sovrannaturali, riportati anche dalle fonti scritte antiche, come il miracolo della pioggia o il fulmine che incendia le macchine belliche dei nemici. I bassorilievi che ornavano il basamento furono distrutti nel 1589 da Sisto V (Felice Peretti,1585-90) e sostituiti su un lato da un’iscrizione che riporta erroneamente la dedica ad Antonino Pio. La statua di Marco Aurelio, posta in cima al capitello dorico che ornava la colonna, distrutta nel Medioevo, fu sostituta con una statua di San Paolo. A piazza Montecitorio sorgeva un’altra colonna, dedicata ad Antonino Pio (138-161 d.C.), visibile fino al XVIII secolo. Gravemente danneggiata a seguito di un incendio venne fatta a pezzi e riutilizzata nel restauro di vari monumenti. La base, trasportata ai Musei Vaticani, è collocata nel Cortile delle Corazze.

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La colonna (detta anche colonna coclide per la scala a chiocciola contenuta all’interno e per il fregio spiraliforme esterno), commemorativa delle guerre combattute dall’imperatore Marco Aurelio sulla frontiera danubiana (172-176 d.C.) contro Germani e Sarmati, fu eretta tra il 180 e il 192 d.C.. Si elevava su una piattaforma collegata con la via Flaminia (oggi via del Corso) attraverso una scalinata; la collocazione attuale, al centro di Piazza Colonna, corrisponde a quella originale. Nelle vicinanze sorgeva il tempio dell’imperatore e della moglie Faustina Minore divinizzati. Il monumento, che con il basamento raggiungeva l’altezza di m 41.96, fu innalzato sull’esempio della Colonna Traiana, con scene delle campagne militari che si snodano a spirale lungo il fusto. Sono rappresentate scene di guerra cruente e drammatiche a volte macabre, episodi di natura ideologica o di valore rituale ed eventi sovrannaturali, riportati anche dalle fonti scritte antiche, come il miracolo della pioggia o il fulmine che incendia le macchine belliche dei nemici. I bassorilievi che ornavano il basamento furono distrutti nel 1589 da Sisto V (Felice Peretti,1585-90) e sostituiti su un lato da un’iscrizione che riporta erroneamente la dedica ad Antonino Pio. La statua di Marco Aurelio, posta in cima al capitello dorico che ornava la colonna, distrutta nel Medioevo, fu sostituta con una statua di San Paolo. A piazza Montecitorio sorgeva un’altra colonna, dedicata ad Antonino Pio (138-161 d.C.), visibile fino al XVIII secolo. Gravemente danneggiata a seguito di un incendio venne fatta a pezzi e riutilizzata nel restauro di vari monumenti. La base, trasportata ai Musei Vaticani, è collocata nel Cortile delle Corazze.

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La colonna (detta anche colonna coclide per la scala a chiocciola contenuta all’interno e per il fregio spiraliforme esterno), commemorativa delle guerre combattute dall’imperatore Marco Aurelio sulla frontiera danubiana (172-176 d.C.) contro Germani e Sarmati, fu eretta tra il 180 e il 192 d.C.. Si elevava su una piattaforma collegata con la via Flaminia (oggi via del Corso) attraverso una scalinata; la collocazione attuale, al centro di Piazza Colonna, corrisponde a quella originale. Nelle vicinanze sorgeva il tempio dell’imperatore e della moglie Faustina Minore divinizzati. Il monumento, che con il basamento raggiungeva l’altezza di m 41.96, fu innalzato sull’esempio della Colonna Traiana, con scene delle campagne militari che si snodano a spirale lungo il fusto. Sono rappresentate scene di guerra cruente e drammatiche a volte macabre, episodi di natura ideologica o di valore rituale ed eventi sovrannaturali, riportati anche dalle fonti scritte antiche, come il miracolo della pioggia o il fulmine che incendia le macchine belliche dei nemici. I bassorilievi che ornavano il basamento furono distrutti nel 1589 da Sisto V (Felice Peretti,1585-90) e sostituiti su un lato da un’iscrizione che riporta erroneamente la dedica ad Antonino Pio. La statua di Marco Aurelio, posta in cima al capitello dorico che ornava la colonna, distrutta nel Medioevo, fu sostituta con una statua di San Paolo. A piazza Montecitorio sorgeva un’altra colonna, dedicata ad Antonino Pio (138-161 d.C.), visibile fino al XVIII secolo. Gravemente danneggiata a seguito di un incendio venne fatta a pezzi e riutilizzata nel restauro di vari monumenti. La base, trasportata ai Musei Vaticani, è collocata nel Cortile delle Corazze.

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