Complesso di San Michele a Ripa

Via del Sudario, 36-38 Roma

Tra il XVI e il XVII secolo si moltiplicarono a Roma le attività legate all’assistenza. Con Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689), impegnate in una serie di pratiche pie di assistenza ai bisognosi e ai poveri, si costituì nel 1686 il primo nucleo del complesso del futuro Ospizio Apostolico del San Michele, sviluppatosi sulla precedente struttura per l’infanzia abbandonata nata nella proprietà Odescalchi, alle spalle del porto di Ripa Grande, presso la cappella dedicata a San Michele. Carlo Fontana e Mattia de Rossi furono incaricati del progetto, realizzato tra il 1686 e il 1698 con un edificio a quattro piani con due ali, limitato al ricovero dei giovani e dei bisognosi, indirizzati all’avviamento professionale.

Innocenzo XII (Antonio Pignatelli 1691-1700) nel 1693 volle creare un piano organico di interventi, incentrato sull’assistenza attraverso la funzione sociale della rieducazione professionale dei giovani, istituendo formalmente l’Ospizio Apostolico. Parallelamente diede avvio alla realizzazione della grande Fabbrica che doveva comprendere e razionalizzare gli edifici già esistenti. Il primo nucleo del complesso fu ampliato a partire dal 1693 da Carlo Fontana che vi aggiunse un corpo di fabbrica destinato alle strutture artigianali, tra le quali il lanificio, istituito nel 1703 e poi l’Arazzeria. I laboratori furono attivi fino al 1870.

A partire da Clemente XI (Gianfrancesco Albani 1700-1721) fu aggiunto il carcere per minorenni, che si deve a Carlo Fontana, poi sostituito nella direzione generale dei lavori da Nicola Michetti che realizzò il prospetto sul Lungotevere. Furono poi costruiti gli ospizi per anziani (separati tra uomini e donne) e il carcere delle donne completato nel 1735 da Ferdinando Fuga per volere di Clemente XII (Lorenzo Corsini 1730-1740). Dal 1790 una nuova ala completò la fabbrica, con il Conservatorio delle Zitelle voluto da Pio VI (Giovannangelo Braschi 1755-1799) e ultimato da Nicolò Forti. Nel XIX fu anche destinato a carcere per detenuti politici.

Dopo il 1870 per il complesso del San Michele iniziò il declino.

Oggi ospita alcuni uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Autori: Carlo Fontana (1638-1714), de Rossi Mattia (1637-1695), Michetti Nicola (1677-1759), Forti Nicolò, Fuga Ferdinando (1699-1781)

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Tra il XVI e il XVII secolo si moltiplicarono a Roma le attività legate all’assistenza. Con Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689), impegnate in una serie di pratiche pie di assistenza ai bisognosi e ai poveri, si costituì nel 1686 il primo nucleo del complesso del futuro Ospizio Apostolico del San Michele, sviluppatosi sulla precedente struttura per l’infanzia abbandonata nata nella proprietà Odescalchi, alle spalle del porto di Ripa Grande, presso la cappella dedicata a San Michele. Carlo Fontana e Mattia de Rossi furono incaricati del progetto, realizzato tra il 1686 e il 1698 con un edificio a quattro piani con due ali, limitato al ricovero dei giovani e dei bisognosi, indirizzati all’avviamento professionale.

Innocenzo XII (Antonio Pignatelli 1691-1700) nel 1693 volle creare un piano organico di interventi, incentrato sull’assistenza attraverso la funzione sociale della rieducazione professionale dei giovani, istituendo formalmente l’Ospizio Apostolico. Parallelamente diede avvio alla realizzazione della grande Fabbrica che doveva comprendere e razionalizzare gli edifici già esistenti. Il primo nucleo del complesso fu ampliato a partire dal 1693 da Carlo Fontana che vi aggiunse un corpo di fabbrica destinato alle strutture artigianali, tra le quali il lanificio, istituito nel 1703 e poi l’Arazzeria. I laboratori furono attivi fino al 1870.

A partire da Clemente XI (Gianfrancesco Albani 1700-1721) fu aggiunto il carcere per minorenni, che si deve a Carlo Fontana, poi sostituito nella direzione generale dei lavori da Nicola Michetti che realizzò il prospetto sul Lungotevere. Furono poi costruiti gli ospizi per anziani (separati tra uomini e donne) e il carcere delle donne completato nel 1735 da Ferdinando Fuga per volere di Clemente XII (Lorenzo Corsini 1730-1740). Dal 1790 una nuova ala completò la fabbrica, con il Conservatorio delle Zitelle voluto da Pio VI (Giovannangelo Braschi 1755-1799) e ultimato da Nicolò Forti. Nel XIX fu anche destinato a carcere per detenuti politici.

Dopo il 1870 per il complesso del San Michele iniziò il declino.

Oggi ospita alcuni uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Autori: Carlo Fontana (1638-1714), de Rossi Mattia (1637-1695), Michetti Nicola (1677-1759), Forti Nicolò, Fuga Ferdinando (1699-1781)

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Tra il XVI e il XVII secolo si moltiplicarono a Roma le attività legate all’assistenza. Con Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676-1689), impegnate in una serie di pratiche pie di assistenza ai bisognosi e ai poveri, si costituì nel 1686 il primo nucleo del complesso del futuro Ospizio Apostolico del San Michele, sviluppatosi sulla precedente struttura per l’infanzia abbandonata nata nella proprietà Odescalchi, alle spalle del porto di Ripa Grande, presso la cappella dedicata a San Michele. Carlo Fontana e Mattia de Rossi furono incaricati del progetto, realizzato tra il 1686 e il 1698 con un edificio a quattro piani con due ali, limitato al ricovero dei giovani e dei bisognosi, indirizzati all’avviamento professionale.

Innocenzo XII (Antonio Pignatelli 1691-1700) nel 1693 volle creare un piano organico di interventi, incentrato sull’assistenza attraverso la funzione sociale della rieducazione professionale dei giovani, istituendo formalmente l’Ospizio Apostolico. Parallelamente diede avvio alla realizzazione della grande Fabbrica che doveva comprendere e razionalizzare gli edifici già esistenti. Il primo nucleo del complesso fu ampliato a partire dal 1693 da Carlo Fontana che vi aggiunse un corpo di fabbrica destinato alle strutture artigianali, tra le quali il lanificio, istituito nel 1703 e poi l’Arazzeria. I laboratori furono attivi fino al 1870.

A partire da Clemente XI (Gianfrancesco Albani 1700-1721) fu aggiunto il carcere per minorenni, che si deve a Carlo Fontana, poi sostituito nella direzione generale dei lavori da Nicola Michetti che realizzò il prospetto sul Lungotevere. Furono poi costruiti gli ospizi per anziani (separati tra uomini e donne) e il carcere delle donne completato nel 1735 da Ferdinando Fuga per volere di Clemente XII (Lorenzo Corsini 1730-1740). Dal 1790 una nuova ala completò la fabbrica, con il Conservatorio delle Zitelle voluto da Pio VI (Giovannangelo Braschi 1755-1799) e ultimato da Nicolò Forti. Nel XIX fu anche destinato a carcere per detenuti politici.

Dopo il 1870 per il complesso del San Michele iniziò il declino.

Oggi ospita alcuni uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Autori: Carlo Fontana (1638-1714), de Rossi Mattia (1637-1695), Michetti Nicola (1677-1759), Forti Nicolò, Fuga Ferdinando (1699-1781)

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