Dintorni Castel Sant'Angelo

Lungotevere Castello, 50 Roma
066819111/066896003

Castel Sant’Angelo fu edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, per questo è denominato anche Mausoleo di Adriano. Situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo, il castello è stato radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale. Iniziato dall’imperatore Adriano nel 125 d.C., il Mausoleo fu ultimato da Antonino Pio nel 139 d.C.. Era composto da una base cubica rivestita in marmo lunense, ornata da un fregio decorativo, nel quale vi erano iscritti i nomi degli imperatori sepolti all’interno. Su un lato era collocato l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il dromos (passaggio d'accesso), interamente rivestito di marmo giallo antico. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

L'edificio di Adriano abbandona definitivamente la funzione di tomba per assumere quella - a partire dal 476 d.C. - di fortezza. Indicato dapprima con il termine di Turris o Moles, l'edificio acquisisce più tardi la designazione di Castellum. Le cronache raccontano che nel 590 d.C. Roma fu colpita da una grave pestilenza tanto che per allontanarla fu organizzata una solenne processione penitenziale a cui partecipò papa Gregorio I. Quando la processione giunse in prossimità della Mole Adriana il papa ebbe la visione dell'arcangelo Michele, visione che fu interpretata come un segno celeste che preannunciava l’imminente fine dell’epidemia. Da quel momento i romani cominciarono a chiamare la Mole Castel S. Angelo e posero sullo spalto più alto del Castello un angelo in atto di rinfoderare la spada.

Il possesso del Castello fu oggetto di contesa di numerose famiglie nobili romane: nella prima metà del X secolo la Mole diventò la roccaforte del senatore Teofilatto e della sua famiglia che la utilizzarono anche come prigione, uso che il castello conserverà fino al 1901. Nella seconda metà del X secolo il castello passò in mano ai Crescenzi, e vi rimase per un secolo, durante il quale i Crescenzi lo rafforzarono al punto da imporre alla costruzione il loro nome: Castrum Crescentii. Con questo nome Castel Sant’Angelo verrà identificato a lungo, anche dopo il passaggio di proprietà ai Pierleoni e successivamente agli Orsini.

Con papa Niccolò III il Castello divenne sede apostolica, e per garantire una maggiore sicurezza al Palazzo Vaticano fu realizzato il celebre passetto, un passaggio protetto che collegava la Basilica di San Pietro alla fortezza. Nel 1367 le chiavi dell'edificio vennero consegnate a papa Urbano V e da questo momento Castel Sant'Angelo lega le sue sorti a quelle dei pontefici, che lo utilizzarono come rifugio nei momenti di pericolo, per ospitare l’Archivio e il Tesoro Vaticani, ma anche come tribunale e prigione. Nel 1379 il Castello rischio di essere completamente distrutto dalla popolazione inferocita contro la guarnigione francese lasciata a presidio del castello da Urbano V. A dare inizio alla ricostruzione fu nel 1395 papa Bonifacio IX che incaricò l’architetto militare Niccolò Lamberti di eseguire una serie di interventi di potenziamento della struttura difensiva del castello. Nei quattro secoli successivi si susseguono interventi e trasformazioni: Alessandro VI Borgia incaricò l’architetto Antonio da Sangallo il Vecchio di ulteriori lavori di fortificazione, in seguito ai quali l'edificio assunse il carattere di vera e propria roccaforte militare. Il papa dotò il castello di un nuovo appartamento, che fece affrescare dal Pinturicchio e aggiunse giardini e fontane. Nel corso del suo pontificato Alessandro trasformò il castello, in una sontuosa reggia dove organizzava banchetti, feste e spettacoli teatrali. Nei secoli a venire ulteriori ristrutturazioni furono compiute su iniziativa di altri pontefici, tra cui si ricorda l’intervento di abbellimento del ponte Elio voluto da Clemente IX tra il 1667 e il 1669 su progetto di Gian Lorenzo Bernini che ideò una spettacolare macchina scenografica ornando il Ponte Elio con dieci angeli in marmo realizzati da allievi e seguaci dell’artista; da allora anche il ponte viene chiamato Sant’Angelo.Nell’Ottocento il castello venne utilizzato esclusivamente come carcere politico, chiamato con il nome di Forte Sant’Angelo. Dopo l’Unità d’Italia venne inizialmente impiegato come caserma, poi destinato museo. A questo scopo fu oggetto di lavori di restauro da parte del Genio dell’Esercito Italiano, sotto la guida del maggiore Mariano Borgatti, poi diventato il primo direttore del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo inaugurato il 13 febbraio 1906.

Futouring Lazio

ORARI:

Martedì/Domenica 9:00 - 19:30
Venerdì 9:00 - 22:00
Chiuso lunedì; 25/12; 1/01.
La biglietteria chiude alle 18:30

I dintorni

Castel Sant’Angelo fu edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, per questo è denominato anche Mausoleo di Adriano. Situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo, il castello è stato radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale. Iniziato dall’imperatore Adriano nel 125 d.C., il Mausoleo fu ultimato da Antonino Pio nel 139 d.C.. Era composto da una base cubica rivestita in marmo lunense, ornata da un fregio decorativo, nel quale vi erano iscritti i nomi degli imperatori sepolti all’interno. Su un lato era collocato l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il dromos (passaggio d'accesso), interamente rivestito di marmo giallo antico. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

L'edificio di Adriano abbandona definitivamente la funzione di tomba per assumere quella - a partire dal 476 d.C. - di fortezza. Indicato dapprima con il termine di Turris o Moles, l'edificio acquisisce più tardi la designazione di Castellum. Le cronache raccontano che nel 590 d.C. Roma fu colpita da una grave pestilenza tanto che per allontanarla fu organizzata una solenne processione penitenziale a cui partecipò papa Gregorio I. Quando la processione giunse in prossimità della Mole Adriana il papa ebbe la visione dell'arcangelo Michele, visione che fu interpretata come un segno celeste che preannunciava l’imminente fine dell’epidemia. Da quel momento i romani cominciarono a chiamare la Mole Castel S. Angelo e posero sullo spalto più alto del Castello un angelo in atto di rinfoderare la spada.

Il possesso del Castello fu oggetto di contesa di numerose famiglie nobili romane: nella prima metà del X secolo la Mole diventò la roccaforte del senatore Teofilatto e della sua famiglia che la utilizzarono anche come prigione, uso che il castello conserverà fino al 1901. Nella seconda metà del X secolo il castello passò in mano ai Crescenzi, e vi rimase per un secolo, durante il quale i Crescenzi lo rafforzarono al punto da imporre alla costruzione il loro nome: Castrum Crescentii. Con questo nome Castel Sant’Angelo verrà identificato a lungo, anche dopo il passaggio di proprietà ai Pierleoni e successivamente agli Orsini.

Con papa Niccolò III il Castello divenne sede apostolica, e per garantire una maggiore sicurezza al Palazzo Vaticano fu realizzato il celebre passetto, un passaggio protetto che collegava la Basilica di San Pietro alla fortezza. Nel 1367 le chiavi dell'edificio vennero consegnate a papa Urbano V e da questo momento Castel Sant'Angelo lega le sue sorti a quelle dei pontefici, che lo utilizzarono come rifugio nei momenti di pericolo, per ospitare l’Archivio e il Tesoro Vaticani, ma anche come tribunale e prigione. Nel 1379 il Castello rischio di essere completamente distrutto dalla popolazione inferocita contro la guarnigione francese lasciata a presidio del castello da Urbano V. A dare inizio alla ricostruzione fu nel 1395 papa Bonifacio IX che incaricò l’architetto militare Niccolò Lamberti di eseguire una serie di interventi di potenziamento della struttura difensiva del castello. Nei quattro secoli successivi si susseguono interventi e trasformazioni: Alessandro VI Borgia incaricò l’architetto Antonio da Sangallo il Vecchio di ulteriori lavori di fortificazione, in seguito ai quali l'edificio assunse il carattere di vera e propria roccaforte militare. Il papa dotò il castello di un nuovo appartamento, che fece affrescare dal Pinturicchio e aggiunse giardini e fontane. Nel corso del suo pontificato Alessandro trasformò il castello, in una sontuosa reggia dove organizzava banchetti, feste e spettacoli teatrali. Nei secoli a venire ulteriori ristrutturazioni furono compiute su iniziativa di altri pontefici, tra cui si ricorda l’intervento di abbellimento del ponte Elio voluto da Clemente IX tra il 1667 e il 1669 su progetto di Gian Lorenzo Bernini che ideò una spettacolare macchina scenografica ornando il Ponte Elio con dieci angeli in marmo realizzati da allievi e seguaci dell’artista; da allora anche il ponte viene chiamato Sant’Angelo.Nell’Ottocento il castello venne utilizzato esclusivamente come carcere politico, chiamato con il nome di Forte Sant’Angelo. Dopo l’Unità d’Italia venne inizialmente impiegato come caserma, poi destinato museo. A questo scopo fu oggetto di lavori di restauro da parte del Genio dell’Esercito Italiano, sotto la guida del maggiore Mariano Borgatti, poi diventato il primo direttore del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo inaugurato il 13 febbraio 1906.

Futouring Lazio

ORARI:

Martedì/Domenica 9:00 - 19:30
Venerdì 9:00 - 22:00
Chiuso lunedì; 25/12; 1/01.
La biglietteria chiude alle 18:30

41.902584,12.467381,17

Castel Sant’Angelo fu edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, per questo è denominato anche Mausoleo di Adriano. Situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo, il castello è stato radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale. Iniziato dall’imperatore Adriano nel 125 d.C., il Mausoleo fu ultimato da Antonino Pio nel 139 d.C.. Era composto da una base cubica rivestita in marmo lunense, ornata da un fregio decorativo, nel quale vi erano iscritti i nomi degli imperatori sepolti all’interno. Su un lato era collocato l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il dromos (passaggio d'accesso), interamente rivestito di marmo giallo antico. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

L'edificio di Adriano abbandona definitivamente la funzione di tomba per assumere quella - a partire dal 476 d.C. - di fortezza. Indicato dapprima con il termine di Turris o Moles, l'edificio acquisisce più tardi la designazione di Castellum. Le cronache raccontano che nel 590 d.C. Roma fu colpita da una grave pestilenza tanto che per allontanarla fu organizzata una solenne processione penitenziale a cui partecipò papa Gregorio I. Quando la processione giunse in prossimità della Mole Adriana il papa ebbe la visione dell'arcangelo Michele, visione che fu interpretata come un segno celeste che preannunciava l’imminente fine dell’epidemia. Da quel momento i romani cominciarono a chiamare la Mole Castel S. Angelo e posero sullo spalto più alto del Castello un angelo in atto di rinfoderare la spada.

Il possesso del Castello fu oggetto di contesa di numerose famiglie nobili romane: nella prima metà del X secolo la Mole diventò la roccaforte del senatore Teofilatto e della sua famiglia che la utilizzarono anche come prigione, uso che il castello conserverà fino al 1901. Nella seconda metà del X secolo il castello passò in mano ai Crescenzi, e vi rimase per un secolo, durante il quale i Crescenzi lo rafforzarono al punto da imporre alla costruzione il loro nome: Castrum Crescentii. Con questo nome Castel Sant’Angelo verrà identificato a lungo, anche dopo il passaggio di proprietà ai Pierleoni e successivamente agli Orsini.

Con papa Niccolò III il Castello divenne sede apostolica, e per garantire una maggiore sicurezza al Palazzo Vaticano fu realizzato il celebre passetto, un passaggio protetto che collegava la Basilica di San Pietro alla fortezza. Nel 1367 le chiavi dell'edificio vennero consegnate a papa Urbano V e da questo momento Castel Sant'Angelo lega le sue sorti a quelle dei pontefici, che lo utilizzarono come rifugio nei momenti di pericolo, per ospitare l’Archivio e il Tesoro Vaticani, ma anche come tribunale e prigione. Nel 1379 il Castello rischio di essere completamente distrutto dalla popolazione inferocita contro la guarnigione francese lasciata a presidio del castello da Urbano V. A dare inizio alla ricostruzione fu nel 1395 papa Bonifacio IX che incaricò l’architetto militare Niccolò Lamberti di eseguire una serie di interventi di potenziamento della struttura difensiva del castello. Nei quattro secoli successivi si susseguono interventi e trasformazioni: Alessandro VI Borgia incaricò l’architetto Antonio da Sangallo il Vecchio di ulteriori lavori di fortificazione, in seguito ai quali l'edificio assunse il carattere di vera e propria roccaforte militare. Il papa dotò il castello di un nuovo appartamento, che fece affrescare dal Pinturicchio e aggiunse giardini e fontane. Nel corso del suo pontificato Alessandro trasformò il castello, in una sontuosa reggia dove organizzava banchetti, feste e spettacoli teatrali. Nei secoli a venire ulteriori ristrutturazioni furono compiute su iniziativa di altri pontefici, tra cui si ricorda l’intervento di abbellimento del ponte Elio voluto da Clemente IX tra il 1667 e il 1669 su progetto di Gian Lorenzo Bernini che ideò una spettacolare macchina scenografica ornando il Ponte Elio con dieci angeli in marmo realizzati da allievi e seguaci dell’artista; da allora anche il ponte viene chiamato Sant’Angelo.Nell’Ottocento il castello venne utilizzato esclusivamente come carcere politico, chiamato con il nome di Forte Sant’Angelo. Dopo l’Unità d’Italia venne inizialmente impiegato come caserma, poi destinato museo. A questo scopo fu oggetto di lavori di restauro da parte del Genio dell’Esercito Italiano, sotto la guida del maggiore Mariano Borgatti, poi diventato il primo direttore del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo inaugurato il 13 febbraio 1906.

Futouring Lazio

ORARI:

Martedì/Domenica 9:00 - 19:30
Venerdì 9:00 - 22:00
Chiuso lunedì; 25/12; 1/01.
La biglietteria chiude alle 18:30

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