Fontana dei Fiumi

Piazza Navona, Roma
060608

Il carattere scenografico del nuovo assetto che papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) aveva voluto dare alla Piazza Navona per il Giubileo del 1650 faceva perno sulla fontana centrale. Al progetto di Francesco Borromini con obelisco e quattro conchiglie agli angoli, fu preferito quello più complesso del rivale Gian Lorenzo Bernini, appoggiato da Donna Olimpia Maidalchini, cognata del pontefice ed effettiva committente dell’opera. Nel basso bacino circolare si alza la scogliera di travertino che sostiene l’obelisco di granito proveniente dal Circo di Massenzio. Con un complesso simbolismo l’artista volle enfatizzare, nelle personificazioni dei quattro fiumi (Danubio, Gange, Nilo e Rio della Plata), l’omaggio reso dai quattro angoli del mondo alla Roma di Innocenzo X Pamphilj, rappresentata dall’obelisco sormontato dalla colomba, animale araldico dei Pamphilj e velato richiamo allo Spirito Santo e alla Roma cristiana. Il capolavoro del Bernini, coadiuvato da un gruppo di scultori, diventa emblema dell’illusionismo barocco, accostando volumi e materiali diversi (marmo per i fiumi e travertino per la scogliera) per creare giochi di luci, effetti dinamici e illusioni di suoni nel vento che scuote la palma e la criniera del cavallo.

La fontana

Il carattere scenografico del nuovo assetto che papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) aveva voluto dare alla Piazza Navona per il Giubileo del 1650 faceva perno sulla fontana centrale. Al progetto di Francesco Borromini con obelisco e quattro conchiglie agli angoli, fu preferito quello più complesso del rivale Gian Lorenzo Bernini, appoggiato da Donna Olimpia Maidalchini, cognata del pontefice ed effettiva committente dell’opera. Nel basso bacino circolare si alza la scogliera di travertino che sostiene l’obelisco di granito proveniente dal Circo di Massenzio. Con un complesso simbolismo l’artista volle enfatizzare, nelle personificazioni dei quattro fiumi (Danubio, Gange, Nilo e Rio della Plata), l’omaggio reso dai quattro angoli del mondo alla Roma di Innocenzo X Pamphilj, rappresentata dall’obelisco sormontato dalla colomba, animale araldico dei Pamphilj e velato richiamo allo Spirito Santo e alla Roma cristiana. Il capolavoro del Bernini, coadiuvato da un gruppo di scultori, diventa emblema dell’illusionismo barocco, accostando volumi e materiali diversi (marmo per i fiumi e travertino per la scogliera) per creare giochi di luci, effetti dinamici e illusioni di suoni nel vento che scuote la palma e la criniera del cavallo.

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Il carattere scenografico del nuovo assetto che papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) aveva voluto dare alla Piazza Navona per il Giubileo del 1650 faceva perno sulla fontana centrale. Al progetto di Francesco Borromini con obelisco e quattro conchiglie agli angoli, fu preferito quello più complesso del rivale Gian Lorenzo Bernini, appoggiato da Donna Olimpia Maidalchini, cognata del pontefice ed effettiva committente dell’opera. Nel basso bacino circolare si alza la scogliera di travertino che sostiene l’obelisco di granito proveniente dal Circo di Massenzio. Con un complesso simbolismo l’artista volle enfatizzare, nelle personificazioni dei quattro fiumi (Danubio, Gange, Nilo e Rio della Plata), l’omaggio reso dai quattro angoli del mondo alla Roma di Innocenzo X Pamphilj, rappresentata dall’obelisco sormontato dalla colomba, animale araldico dei Pamphilj e velato richiamo allo Spirito Santo e alla Roma cristiana. Il capolavoro del Bernini, coadiuvato da un gruppo di scultori, diventa emblema dell’illusionismo barocco, accostando volumi e materiali diversi (marmo per i fiumi e travertino per la scogliera) per creare giochi di luci, effetti dinamici e illusioni di suoni nel vento che scuote la palma e la criniera del cavallo.

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