Fontana del Babuino

Via dei Greci, 2/A Roma

L’antica statua del Sileno disteso, detta del Babuino, decora fin dal Rinascimento la vasca rettangolare della fontana di marmo africano, attualmente collocata nella via del Babuino, presso la chiesa di Sant’Atanasio dei Greci. La fontana fu voluta, ad uso pubblico, da Alessandro Grandi presso il palazzo di famiglia in occasione della concessione del 1571 da parte del papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri 1566-1572) dell’utilizzo dell’acqua del nuovo acquedotto Vergine, da poco ripristinato. I lavori di sistemazione della fontana, in una nicchia con lesene e delfini, furono completati nel 1576 come dimostrerebbe la presenza dei due animali, simbolo araldico dei Boncompagni, che nel frattempo che avevano acquistato il palazzo. Nel 1877 per motivi di viabilità la fontana fu smontata, poi rimontata nella sua collocazione attuale nel 1957. Il soprannome della statua dovuto alla fisionomia e alle deformazioni del volto a causa dello stato di conservazione, noto fin dall’epoca barocca, ebbe successo tale da modificare il nome della strada (detta Paolina dal 1540) in via del Babuino.Il Babuino fa parte dall’età barocca, seppure in tono minore, del cosiddetto Congresso degli Arguti insieme alle altre statue parlanti di Roma.

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L’antica statua del Sileno disteso, detta del Babuino, decora fin dal Rinascimento la vasca rettangolare della fontana di marmo africano, attualmente collocata nella via del Babuino, presso la chiesa di Sant’Atanasio dei Greci. La fontana fu voluta, ad uso pubblico, da Alessandro Grandi presso il palazzo di famiglia in occasione della concessione del 1571 da parte del papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri 1566-1572) dell’utilizzo dell’acqua del nuovo acquedotto Vergine, da poco ripristinato. I lavori di sistemazione della fontana, in una nicchia con lesene e delfini, furono completati nel 1576 come dimostrerebbe la presenza dei due animali, simbolo araldico dei Boncompagni, che nel frattempo che avevano acquistato il palazzo. Nel 1877 per motivi di viabilità la fontana fu smontata, poi rimontata nella sua collocazione attuale nel 1957. Il soprannome della statua dovuto alla fisionomia e alle deformazioni del volto a causa dello stato di conservazione, noto fin dall’epoca barocca, ebbe successo tale da modificare il nome della strada (detta Paolina dal 1540) in via del Babuino.Il Babuino fa parte dall’età barocca, seppure in tono minore, del cosiddetto Congresso degli Arguti insieme alle altre statue parlanti di Roma.

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L’antica statua del Sileno disteso, detta del Babuino, decora fin dal Rinascimento la vasca rettangolare della fontana di marmo africano, attualmente collocata nella via del Babuino, presso la chiesa di Sant’Atanasio dei Greci. La fontana fu voluta, ad uso pubblico, da Alessandro Grandi presso il palazzo di famiglia in occasione della concessione del 1571 da parte del papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri 1566-1572) dell’utilizzo dell’acqua del nuovo acquedotto Vergine, da poco ripristinato. I lavori di sistemazione della fontana, in una nicchia con lesene e delfini, furono completati nel 1576 come dimostrerebbe la presenza dei due animali, simbolo araldico dei Boncompagni, che nel frattempo che avevano acquistato il palazzo. Nel 1877 per motivi di viabilità la fontana fu smontata, poi rimontata nella sua collocazione attuale nel 1957. Il soprannome della statua dovuto alla fisionomia e alle deformazioni del volto a causa dello stato di conservazione, noto fin dall’epoca barocca, ebbe successo tale da modificare il nome della strada (detta Paolina dal 1540) in via del Babuino.Il Babuino fa parte dall’età barocca, seppure in tono minore, del cosiddetto Congresso degli Arguti insieme alle altre statue parlanti di Roma.

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