Fontana del Facchino

Via Lata, 6 Roma

La cosiddetta statua del facchino è una delle sei statue parlanti di Roma, appartenenti alla Congrega degli Arguti. La figura rappresenterebbe un portatore d’acqua, con il caratteristico abbigliamento dell’epoca, che regge un barilotto dal quale esce un fiotto d’acqua. Secondo la tradizione, dalla quale deriva il soprannome, si tratterebbe invece di un facchino, del quale sarebbe noto il nome, Abbondio Rizio, riportato dall’iscrizione ora dispersa e collocata presso la fontana nella sua posizione originaria su via del Corso. Il modello ha ispirato la più recente fontana detta della Botticella presso il porto di Ripetta.

Realizzata nel 1580 per conto della Congregazione degli Acquaroli, fu eseguita quando l’importanza degli acquaioli andava diminuendo con il ripristino degli acquedotti urbani promosso dai pontefici dal XVI secolo.

Secondo uno studio di Luigi Vanvitelli - non condiviso - del 1751 la statua, attribuita invece a Jacopo del Ponte, sarebbe opera di Michelangelo.

Attribuito a: Del Conte Jacopo (1515-1598).

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La cosiddetta statua del facchino è una delle sei statue parlanti di Roma, appartenenti alla Congrega degli Arguti. La figura rappresenterebbe un portatore d’acqua, con il caratteristico abbigliamento dell’epoca, che regge un barilotto dal quale esce un fiotto d’acqua. Secondo la tradizione, dalla quale deriva il soprannome, si tratterebbe invece di un facchino, del quale sarebbe noto il nome, Abbondio Rizio, riportato dall’iscrizione ora dispersa e collocata presso la fontana nella sua posizione originaria su via del Corso. Il modello ha ispirato la più recente fontana detta della Botticella presso il porto di Ripetta.

Realizzata nel 1580 per conto della Congregazione degli Acquaroli, fu eseguita quando l’importanza degli acquaioli andava diminuendo con il ripristino degli acquedotti urbani promosso dai pontefici dal XVI secolo.

Secondo uno studio di Luigi Vanvitelli - non condiviso - del 1751 la statua, attribuita invece a Jacopo del Ponte, sarebbe opera di Michelangelo.

Attribuito a: Del Conte Jacopo (1515-1598).

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La cosiddetta statua del facchino è una delle sei statue parlanti di Roma, appartenenti alla Congrega degli Arguti. La figura rappresenterebbe un portatore d’acqua, con il caratteristico abbigliamento dell’epoca, che regge un barilotto dal quale esce un fiotto d’acqua. Secondo la tradizione, dalla quale deriva il soprannome, si tratterebbe invece di un facchino, del quale sarebbe noto il nome, Abbondio Rizio, riportato dall’iscrizione ora dispersa e collocata presso la fontana nella sua posizione originaria su via del Corso. Il modello ha ispirato la più recente fontana detta della Botticella presso il porto di Ripetta.

Realizzata nel 1580 per conto della Congregazione degli Acquaroli, fu eseguita quando l’importanza degli acquaioli andava diminuendo con il ripristino degli acquedotti urbani promosso dai pontefici dal XVI secolo.

Secondo uno studio di Luigi Vanvitelli - non condiviso - del 1751 la statua, attribuita invece a Jacopo del Ponte, sarebbe opera di Michelangelo.

Attribuito a: Del Conte Jacopo (1515-1598).

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