Fontana del Moro

La fontana del Moro, alimentata da una derivazione dell’Acqua Vergine, costituisce uno dei monumenti più significativi della Roma barocca. La struttura originaria, costituita dalla sola vasca di marmo rosa Portasanta, opera di Giacomo della Porta (1575-1576), fu commissionata dal papa Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585). La vasca, inizialmente posta su due gradini e circondata da una cancellata, fu rinnovata radicalmente intorno al 1653-54 con l’aggiunta del cosiddetto Moro (in realtà un Tritone), realizzato da Giovanni Antonio Mari su progetto di Gian Lorenzo Bernini, incaricato da papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) e dalla potente cognata Olimpia Maidalchini. Il gruppo centrale originario dei delfini, sostituito da “tritone, pescie e lumacone”, come riportato dallo stesso Bernini, fu trasferito prima al Bel Respiro e poi a Palazzo Doria-Pamphilj. Si deve al disegno del Borromini la piscina esterna polilobata realizzata dal Bernini.

Le maschere e i tritoni, provenienti dalla cinquecentesca fontana di Piazza del Popolo rimossa dal Valadier nel 1823, sono state sostituite da copie ottocentesche. Le sculture originali adornavano fino al 1988 il giardino del Lago di Villa Borghese.

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La fontana del Moro, alimentata da una derivazione dell’Acqua Vergine, costituisce uno dei monumenti più significativi della Roma barocca. La struttura originaria, costituita dalla sola vasca di marmo rosa Portasanta, opera di Giacomo della Porta (1575-1576), fu commissionata dal papa Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585). La vasca, inizialmente posta su due gradini e circondata da una cancellata, fu rinnovata radicalmente intorno al 1653-54 con l’aggiunta del cosiddetto Moro (in realtà un Tritone), realizzato da Giovanni Antonio Mari su progetto di Gian Lorenzo Bernini, incaricato da papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) e dalla potente cognata Olimpia Maidalchini. Il gruppo centrale originario dei delfini, sostituito da “tritone, pescie e lumacone”, come riportato dallo stesso Bernini, fu trasferito prima al Bel Respiro e poi a Palazzo Doria-Pamphilj. Si deve al disegno del Borromini la piscina esterna polilobata realizzata dal Bernini.

Le maschere e i tritoni, provenienti dalla cinquecentesca fontana di Piazza del Popolo rimossa dal Valadier nel 1823, sono state sostituite da copie ottocentesche. Le sculture originali adornavano fino al 1988 il giardino del Lago di Villa Borghese.

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La fontana del Moro, alimentata da una derivazione dell’Acqua Vergine, costituisce uno dei monumenti più significativi della Roma barocca. La struttura originaria, costituita dalla sola vasca di marmo rosa Portasanta, opera di Giacomo della Porta (1575-1576), fu commissionata dal papa Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585). La vasca, inizialmente posta su due gradini e circondata da una cancellata, fu rinnovata radicalmente intorno al 1653-54 con l’aggiunta del cosiddetto Moro (in realtà un Tritone), realizzato da Giovanni Antonio Mari su progetto di Gian Lorenzo Bernini, incaricato da papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj 1644-1655) e dalla potente cognata Olimpia Maidalchini. Il gruppo centrale originario dei delfini, sostituito da “tritone, pescie e lumacone”, come riportato dallo stesso Bernini, fu trasferito prima al Bel Respiro e poi a Palazzo Doria-Pamphilj. Si deve al disegno del Borromini la piscina esterna polilobata realizzata dal Bernini.

Le maschere e i tritoni, provenienti dalla cinquecentesca fontana di Piazza del Popolo rimossa dal Valadier nel 1823, sono state sostituite da copie ottocentesche. Le sculture originali adornavano fino al 1988 il giardino del Lago di Villa Borghese.

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