Fontana di Ponte Sisto

Piazza Trilussa, Roma

Per celebrare la diramazione dell’Acquedotto Paolo, voluto da papa Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621), che portava l’acqua dal Gianicolo alla città sulla riva sinistra del Tevere, fu commissionata a Giovanni Fontana e allo scultore fiammingo Jan Van Santen (Giovanni Vasanzio) la realizzazione di una mostra per l’acqua a ricordo dell’evento. La fontana, costruita nel 1613 immediatamente a ridosso di Ponte Sisto, ripete come la precedente mostra dell’Acqua Felice il tema dell’arco di trionfo,in questo caso ad arcata unica, con un nicchione inquadrato da due colonne di marmo contro una parete bugnata a blocchi di travertino. Sull’iscrizione celebrativa campeggia lo stemma del papa Borghese.

All’interno della nicchia, in alto, una grande bocca versava acqua prima nel piccolo catino circolare e poi a cascata dall’alto, nella vasca lobata sottostante dove si aggiungevano gli zampilli incrociati dalle fauci di due draghi alati.

Due teste di leone versano acqua alle estremità della vasca.Una piccola inferriata con colonnine di granito rosso proteggeva il bacino.Nella sistemazione degli argini del Tevere del 1880, la fontana fu smontata per essere rimontata al di là del ponte a Piazza Trilussa, in posizione isolata, in cima ad una scalinata e privata del suo gioco d’acqua.

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Per celebrare la diramazione dell’Acquedotto Paolo, voluto da papa Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621), che portava l’acqua dal Gianicolo alla città sulla riva sinistra del Tevere, fu commissionata a Giovanni Fontana e allo scultore fiammingo Jan Van Santen (Giovanni Vasanzio) la realizzazione di una mostra per l’acqua a ricordo dell’evento. La fontana, costruita nel 1613 immediatamente a ridosso di Ponte Sisto, ripete come la precedente mostra dell’Acqua Felice il tema dell’arco di trionfo,in questo caso ad arcata unica, con un nicchione inquadrato da due colonne di marmo contro una parete bugnata a blocchi di travertino. Sull’iscrizione celebrativa campeggia lo stemma del papa Borghese.

All’interno della nicchia, in alto, una grande bocca versava acqua prima nel piccolo catino circolare e poi a cascata dall’alto, nella vasca lobata sottostante dove si aggiungevano gli zampilli incrociati dalle fauci di due draghi alati.

Due teste di leone versano acqua alle estremità della vasca.Una piccola inferriata con colonnine di granito rosso proteggeva il bacino.Nella sistemazione degli argini del Tevere del 1880, la fontana fu smontata per essere rimontata al di là del ponte a Piazza Trilussa, in posizione isolata, in cima ad una scalinata e privata del suo gioco d’acqua.

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Per celebrare la diramazione dell’Acquedotto Paolo, voluto da papa Paolo V (Camillo Borghese 1605-1621), che portava l’acqua dal Gianicolo alla città sulla riva sinistra del Tevere, fu commissionata a Giovanni Fontana e allo scultore fiammingo Jan Van Santen (Giovanni Vasanzio) la realizzazione di una mostra per l’acqua a ricordo dell’evento. La fontana, costruita nel 1613 immediatamente a ridosso di Ponte Sisto, ripete come la precedente mostra dell’Acqua Felice il tema dell’arco di trionfo,in questo caso ad arcata unica, con un nicchione inquadrato da due colonne di marmo contro una parete bugnata a blocchi di travertino. Sull’iscrizione celebrativa campeggia lo stemma del papa Borghese.

All’interno della nicchia, in alto, una grande bocca versava acqua prima nel piccolo catino circolare e poi a cascata dall’alto, nella vasca lobata sottostante dove si aggiungevano gli zampilli incrociati dalle fauci di due draghi alati.

Due teste di leone versano acqua alle estremità della vasca.Una piccola inferriata con colonnine di granito rosso proteggeva il bacino.Nella sistemazione degli argini del Tevere del 1880, la fontana fu smontata per essere rimontata al di là del ponte a Piazza Trilussa, in posizione isolata, in cima ad una scalinata e privata del suo gioco d’acqua.

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