Foro di Traiano

Via dei Fori Imperiali, Roma
060608

Il Foro di Traiano fu inaugurato nel 112 d.C. e la sua costruzione, finanziata con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia, è attribuita al famoso architetto Apollodoro di Damasco. Per la realizzazione dell’imponente piazza verso N fu necessario effettuare il taglio della sella che univa il Campidoglio al Quirinale. Il complesso era costituito da un’enorme piazza porticata, pavimentata con lastre di marmo lunense, con la statua dell’imperatore a cavallo, l’Equus Traiani posta in posizione enfatica. A N la piazza era chiusa dalla Basilica Ulpia, alle spalle della quale si ergevano gli edifici delle biblioteche con la Colonna Traiana nel centro. I lati lunghi erano delimitati da due corridoi porticati con colonne corinzie in pavonazzetto dietro i quali si apriva un ampio emiciclo. La trabeazione dei portici era composta da un alto attico sul quale erano statue colossali di Daci prigionieri alternate a clipei con personaggi famosi. Alla luce di scavi recenti, il lato meridionale della piazza è apparso articolato in un prospetto colonnato mistilineo, con un tratto rettilineo centrale e due obliqui laterali. Dietro questo fronte era una corte porticata su tre lati, abbellita da una ricchissima decorazione marmorea pavimentale e parietale. Sul lato opposto era la Basilica Ulpia, raggiungibile tramite 5 gradini dal piano del Foro. Il grande edificio era suddiviso in 5 navate da file di colonne corinzie con fusti di granito grigio ed era provvisto di tre ingressi, corrispondenti all’esterno a tre avancorpi. Sull’alto attico erano ancora statue colossali di Daci alternati a lastre con rilievi di cataste di armi. L’interno della basilica, riccamente pavimentato in marmi policromi, terminava sui lati corti con due emicicli. Dalla piazza del Foro, proprio per la presenza della basilica, alta 40 m, era impossibile vedere la Colonna Traiana posta in un cortile stretto tra le due Biblioteche. Queste ultime erano costituite da edifici identici con due ordini architettonici sovrapposti inquadranti file di nicchie, tradizionalmente interpretati come armadi per i volumina. Con l’abbandono del complesso a partire dal IX secolo iniziano le attività di rimozione degli arredi lapidei che determinarono la totale spoliazione della pavimentazione della piazza e di gran parte delle decorazione architettonica destinata ad alimentare i forni per la calce (uno dei quali rinvenuto anche nell’area del Foro). In epoca medievale nell’area si impiantò un isolato di carattere residenziale e furono costruite le chiese di San Nicolò de Columna e di Santa Maria in Campo Carlèo. Nel XIII secolo venne eretta la chiesa di Sant’ Urbano e ricostruita quella di Santa Maria in Campo Carlèo. Sempre nello stesso secolo venne realizzato l’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni, insediati nel vicino Foro di Augusto.

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Il Foro di Traiano fu inaugurato nel 112 d.C. e la sua costruzione, finanziata con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia, è attribuita al famoso architetto Apollodoro di Damasco. Per la realizzazione dell’imponente piazza verso N fu necessario effettuare il taglio della sella che univa il Campidoglio al Quirinale. Il complesso era costituito da un’enorme piazza porticata, pavimentata con lastre di marmo lunense, con la statua dell’imperatore a cavallo, l’Equus Traiani posta in posizione enfatica. A N la piazza era chiusa dalla Basilica Ulpia, alle spalle della quale si ergevano gli edifici delle biblioteche con la Colonna Traiana nel centro. I lati lunghi erano delimitati da due corridoi porticati con colonne corinzie in pavonazzetto dietro i quali si apriva un ampio emiciclo. La trabeazione dei portici era composta da un alto attico sul quale erano statue colossali di Daci prigionieri alternate a clipei con personaggi famosi. Alla luce di scavi recenti, il lato meridionale della piazza è apparso articolato in un prospetto colonnato mistilineo, con un tratto rettilineo centrale e due obliqui laterali. Dietro questo fronte era una corte porticata su tre lati, abbellita da una ricchissima decorazione marmorea pavimentale e parietale. Sul lato opposto era la Basilica Ulpia, raggiungibile tramite 5 gradini dal piano del Foro. Il grande edificio era suddiviso in 5 navate da file di colonne corinzie con fusti di granito grigio ed era provvisto di tre ingressi, corrispondenti all’esterno a tre avancorpi. Sull’alto attico erano ancora statue colossali di Daci alternati a lastre con rilievi di cataste di armi. L’interno della basilica, riccamente pavimentato in marmi policromi, terminava sui lati corti con due emicicli. Dalla piazza del Foro, proprio per la presenza della basilica, alta 40 m, era impossibile vedere la Colonna Traiana posta in un cortile stretto tra le due Biblioteche. Queste ultime erano costituite da edifici identici con due ordini architettonici sovrapposti inquadranti file di nicchie, tradizionalmente interpretati come armadi per i volumina. Con l’abbandono del complesso a partire dal IX secolo iniziano le attività di rimozione degli arredi lapidei che determinarono la totale spoliazione della pavimentazione della piazza e di gran parte delle decorazione architettonica destinata ad alimentare i forni per la calce (uno dei quali rinvenuto anche nell’area del Foro). In epoca medievale nell’area si impiantò un isolato di carattere residenziale e furono costruite le chiese di San Nicolò de Columna e di Santa Maria in Campo Carlèo. Nel XIII secolo venne eretta la chiesa di Sant’ Urbano e ricostruita quella di Santa Maria in Campo Carlèo. Sempre nello stesso secolo venne realizzato l’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni, insediati nel vicino Foro di Augusto.

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Il Foro di Traiano fu inaugurato nel 112 d.C. e la sua costruzione, finanziata con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia, è attribuita al famoso architetto Apollodoro di Damasco. Per la realizzazione dell’imponente piazza verso N fu necessario effettuare il taglio della sella che univa il Campidoglio al Quirinale. Il complesso era costituito da un’enorme piazza porticata, pavimentata con lastre di marmo lunense, con la statua dell’imperatore a cavallo, l’Equus Traiani posta in posizione enfatica. A N la piazza era chiusa dalla Basilica Ulpia, alle spalle della quale si ergevano gli edifici delle biblioteche con la Colonna Traiana nel centro. I lati lunghi erano delimitati da due corridoi porticati con colonne corinzie in pavonazzetto dietro i quali si apriva un ampio emiciclo. La trabeazione dei portici era composta da un alto attico sul quale erano statue colossali di Daci prigionieri alternate a clipei con personaggi famosi. Alla luce di scavi recenti, il lato meridionale della piazza è apparso articolato in un prospetto colonnato mistilineo, con un tratto rettilineo centrale e due obliqui laterali. Dietro questo fronte era una corte porticata su tre lati, abbellita da una ricchissima decorazione marmorea pavimentale e parietale. Sul lato opposto era la Basilica Ulpia, raggiungibile tramite 5 gradini dal piano del Foro. Il grande edificio era suddiviso in 5 navate da file di colonne corinzie con fusti di granito grigio ed era provvisto di tre ingressi, corrispondenti all’esterno a tre avancorpi. Sull’alto attico erano ancora statue colossali di Daci alternati a lastre con rilievi di cataste di armi. L’interno della basilica, riccamente pavimentato in marmi policromi, terminava sui lati corti con due emicicli. Dalla piazza del Foro, proprio per la presenza della basilica, alta 40 m, era impossibile vedere la Colonna Traiana posta in un cortile stretto tra le due Biblioteche. Queste ultime erano costituite da edifici identici con due ordini architettonici sovrapposti inquadranti file di nicchie, tradizionalmente interpretati come armadi per i volumina. Con l’abbandono del complesso a partire dal IX secolo iniziano le attività di rimozione degli arredi lapidei che determinarono la totale spoliazione della pavimentazione della piazza e di gran parte delle decorazione architettonica destinata ad alimentare i forni per la calce (uno dei quali rinvenuto anche nell’area del Foro). In epoca medievale nell’area si impiantò un isolato di carattere residenziale e furono costruite le chiese di San Nicolò de Columna e di Santa Maria in Campo Carlèo. Nel XIII secolo venne eretta la chiesa di Sant’ Urbano e ricostruita quella di Santa Maria in Campo Carlèo. Sempre nello stesso secolo venne realizzato l’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni, insediati nel vicino Foro di Augusto.

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