Galleria Colonna

Piazza Colonna, Roma

La complessa vicenda della costruzione della Galleria Colonna si collega a quella di piazza Colonna. Dopo il 1870 la piazza aveva assunto infatti un ruolo primario nella vita politica e sociale della città per la presenza del Palazzo di Montecitorio, scelto come sede della Camera dei Deputati e del nuovo palazzo delle Poste (palazzo Wedekind). Era dunque necessario completare il lato della piazza rimasto vuoto con la demolizione, nel 1888, del Palazzo Piombino, proprietà dei Boncompagni Ludovisi. I progetti e le proposte per la sistemazione dell’area furono svariate ed accompagnate da accese discussioni, solo nel 1911 venne approvato il piano dell’architetto Dario Carbone. L’edificio, in stile eclettico che voleva richiamare l’architettura del Quattrocento e del Settecento, venne inaugurato nel 1922. Realizzato in cemento armato mascherato da un rivestimento in travertino, presenta sulla facciata di via del Corso un ampio portico. La galleria interna, con pianta ad “Y”, è coperta da vetrate istoriate, in stile art nouveau, e caratterizzata dall’uso di marmi colorati negli alzati e nei pavimenti. Dal 2003, dopo un lungo restauro, la galleria è stata riaperta ed intitolata al grande attore romano Alberto Sordi.

Autore: Carbone Dario (1857-1934).

Futouring Lazio

La complessa vicenda della costruzione della Galleria Colonna si collega a quella di piazza Colonna. Dopo il 1870 la piazza aveva assunto infatti un ruolo primario nella vita politica e sociale della città per la presenza del Palazzo di Montecitorio, scelto come sede della Camera dei Deputati e del nuovo palazzo delle Poste (palazzo Wedekind). Era dunque necessario completare il lato della piazza rimasto vuoto con la demolizione, nel 1888, del Palazzo Piombino, proprietà dei Boncompagni Ludovisi. I progetti e le proposte per la sistemazione dell’area furono svariate ed accompagnate da accese discussioni, solo nel 1911 venne approvato il piano dell’architetto Dario Carbone. L’edificio, in stile eclettico che voleva richiamare l’architettura del Quattrocento e del Settecento, venne inaugurato nel 1922. Realizzato in cemento armato mascherato da un rivestimento in travertino, presenta sulla facciata di via del Corso un ampio portico. La galleria interna, con pianta ad “Y”, è coperta da vetrate istoriate, in stile art nouveau, e caratterizzata dall’uso di marmi colorati negli alzati e nei pavimenti. Dal 2003, dopo un lungo restauro, la galleria è stata riaperta ed intitolata al grande attore romano Alberto Sordi.

Autore: Carbone Dario (1857-1934).

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La complessa vicenda della costruzione della Galleria Colonna si collega a quella di piazza Colonna. Dopo il 1870 la piazza aveva assunto infatti un ruolo primario nella vita politica e sociale della città per la presenza del Palazzo di Montecitorio, scelto come sede della Camera dei Deputati e del nuovo palazzo delle Poste (palazzo Wedekind). Era dunque necessario completare il lato della piazza rimasto vuoto con la demolizione, nel 1888, del Palazzo Piombino, proprietà dei Boncompagni Ludovisi. I progetti e le proposte per la sistemazione dell’area furono svariate ed accompagnate da accese discussioni, solo nel 1911 venne approvato il piano dell’architetto Dario Carbone. L’edificio, in stile eclettico che voleva richiamare l’architettura del Quattrocento e del Settecento, venne inaugurato nel 1922. Realizzato in cemento armato mascherato da un rivestimento in travertino, presenta sulla facciata di via del Corso un ampio portico. La galleria interna, con pianta ad “Y”, è coperta da vetrate istoriate, in stile art nouveau, e caratterizzata dall’uso di marmi colorati negli alzati e nei pavimenti. Dal 2003, dopo un lungo restauro, la galleria è stata riaperta ed intitolata al grande attore romano Alberto Sordi.

Autore: Carbone Dario (1857-1934).

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