Insula dell’Ara Coeli

Via del Teatro di Marcello, 2 Roma

I resti di un’insula (edificio abitativo a più piani, al cui interno si distinguevano più unità immobiliari) visibili ai piedi della scalinata dell'Ara Coeli tra questa ed il Vittoriano, furono scoperti alle pendici orientali del Campidoglio durante i lavori di isolamento del colle (1930-1942). Dell’edificio restano cinque piani, tutti ben conservati tranne l'ultimo, oltre ad un mezzanino. Il piano terra era occupato da botteghe aperte su un cortile con portico a pilastri. Le taberne comunicavano con un mezzanino dotato in origine di una pavimentazione lignea, spesso destinato all’alloggio del personale o utilizzato come vano magazzino. I piani superiori erano invece destinati agli appartamenti in affitto con ambienti illuminati da finestre che prendono luce dalla strada. Al secondo piano sono presenti anche le tracce di una balconata lignea poggiante su mensole di travertino. L’insula è datata sulla base delle murature laterizie al II d.C. Essa costituisce un tipico esempio di edilizia intensiva a destinazione abitativa presente a Roma e in altre città, come Ostia, nella piena età imperiale. In epoca medievale sul un lato dell’insula si appoggiò la costruzione della chiesetta di San Biagio del Mercato, alla quale appartengono il campanile romanico e i resti di un arcosolio decorato con un affresco trecentesco risparmiati dalle demolizione degli anni Trenta. Venne invece distrutta, per essere ricostruita vicino al Teatro di Marcello, la settecentesca chiesa di San Rita, che a sua volta aveva inglobato la chiesetta romanica.

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I resti di un’insula (edificio abitativo a più piani, al cui interno si distinguevano più unità immobiliari) visibili ai piedi della scalinata dell'Ara Coeli tra questa ed il Vittoriano, furono scoperti alle pendici orientali del Campidoglio durante i lavori di isolamento del colle (1930-1942). Dell’edificio restano cinque piani, tutti ben conservati tranne l'ultimo, oltre ad un mezzanino. Il piano terra era occupato da botteghe aperte su un cortile con portico a pilastri. Le taberne comunicavano con un mezzanino dotato in origine di una pavimentazione lignea, spesso destinato all’alloggio del personale o utilizzato come vano magazzino. I piani superiori erano invece destinati agli appartamenti in affitto con ambienti illuminati da finestre che prendono luce dalla strada. Al secondo piano sono presenti anche le tracce di una balconata lignea poggiante su mensole di travertino. L’insula è datata sulla base delle murature laterizie al II d.C. Essa costituisce un tipico esempio di edilizia intensiva a destinazione abitativa presente a Roma e in altre città, come Ostia, nella piena età imperiale. In epoca medievale sul un lato dell’insula si appoggiò la costruzione della chiesetta di San Biagio del Mercato, alla quale appartengono il campanile romanico e i resti di un arcosolio decorato con un affresco trecentesco risparmiati dalle demolizione degli anni Trenta. Venne invece distrutta, per essere ricostruita vicino al Teatro di Marcello, la settecentesca chiesa di San Rita, che a sua volta aveva inglobato la chiesetta romanica.

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I resti di un’insula (edificio abitativo a più piani, al cui interno si distinguevano più unità immobiliari) visibili ai piedi della scalinata dell'Ara Coeli tra questa ed il Vittoriano, furono scoperti alle pendici orientali del Campidoglio durante i lavori di isolamento del colle (1930-1942). Dell’edificio restano cinque piani, tutti ben conservati tranne l'ultimo, oltre ad un mezzanino. Il piano terra era occupato da botteghe aperte su un cortile con portico a pilastri. Le taberne comunicavano con un mezzanino dotato in origine di una pavimentazione lignea, spesso destinato all’alloggio del personale o utilizzato come vano magazzino. I piani superiori erano invece destinati agli appartamenti in affitto con ambienti illuminati da finestre che prendono luce dalla strada. Al secondo piano sono presenti anche le tracce di una balconata lignea poggiante su mensole di travertino. L’insula è datata sulla base delle murature laterizie al II d.C. Essa costituisce un tipico esempio di edilizia intensiva a destinazione abitativa presente a Roma e in altre città, come Ostia, nella piena età imperiale. In epoca medievale sul un lato dell’insula si appoggiò la costruzione della chiesetta di San Biagio del Mercato, alla quale appartengono il campanile romanico e i resti di un arcosolio decorato con un affresco trecentesco risparmiati dalle demolizione degli anni Trenta. Venne invece distrutta, per essere ricostruita vicino al Teatro di Marcello, la settecentesca chiesa di San Rita, che a sua volta aveva inglobato la chiesetta romanica.

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