Isola Tiberina

Via Ponte Quattro Capi, Roma

Guado naturale sul Tevere, la sua origine fu collegata alle leggende nate intorno ai drammatici momenti della cacciata dei Tarquini, quando sarebbe sorta dai covoni, gettati nel fiume dai romani in rivolta, raccolti dai campi dell’Ager dei Tarquini in Campo Marzio. La forma di nave che l’isola assunse in età romana, monumentalizzandone la naturale forma allungata (visibile in parte nella punta orientale), ricordava quella della nave inviata al Santuario di Asclepio (Esculapio) di Epidauro per una pestilenza che affliggeva la città, dalla quale uscì uno dei serpenti che si rifugiò sull’isola sul luogo dove fu costruito perciò il tempio di Esculapio. L’isola mantenne da allora la vocazione terapeutica ininterrotta, basata in età antica sulla pratica della incubatio nella quale il malato, sottoposto ad un periodo di digiuno e purificazione, riferiva i sogni ispirati dal dio ai medici-sacerdoti. La valenza taumaturgica fu conservata fin dal medioevo dall’Ospedale che sorse sul tempio antico.Importante crocevia dei collegamenti tra la città storica e l’altra riva del fiume attraverso il ponte Cestio e ponte Fabricio, l’isola fu dotata di torri e fortificazioni che ne caratterizzarono la fisionomia partire dall’alto medioevo, garantendo il controllo strategico dei transiti cittadini, come la fortezza dei Pierleoni e poi dei Caetani. Rilevanza economica fin dalla tarda antichità ebbero i mulini ancorati all’Isola Tiberina, che sfruttavano la corrente del fiume sui due bracci, caratterizzando il paesaggio fluviale fino alla fine dell’Ottocento.

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Guado naturale sul Tevere, la sua origine fu collegata alle leggende nate intorno ai drammatici momenti della cacciata dei Tarquini, quando sarebbe sorta dai covoni, gettati nel fiume dai romani in rivolta, raccolti dai campi dell’Ager dei Tarquini in Campo Marzio. La forma di nave che l’isola assunse in età romana, monumentalizzandone la naturale forma allungata (visibile in parte nella punta orientale), ricordava quella della nave inviata al Santuario di Asclepio (Esculapio) di Epidauro per una pestilenza che affliggeva la città, dalla quale uscì uno dei serpenti che si rifugiò sull’isola sul luogo dove fu costruito perciò il tempio di Esculapio. L’isola mantenne da allora la vocazione terapeutica ininterrotta, basata in età antica sulla pratica della incubatio nella quale il malato, sottoposto ad un periodo di digiuno e purificazione, riferiva i sogni ispirati dal dio ai medici-sacerdoti. La valenza taumaturgica fu conservata fin dal medioevo dall’Ospedale che sorse sul tempio antico.Importante crocevia dei collegamenti tra la città storica e l’altra riva del fiume attraverso il ponte Cestio e ponte Fabricio, l’isola fu dotata di torri e fortificazioni che ne caratterizzarono la fisionomia partire dall’alto medioevo, garantendo il controllo strategico dei transiti cittadini, come la fortezza dei Pierleoni e poi dei Caetani. Rilevanza economica fin dalla tarda antichità ebbero i mulini ancorati all’Isola Tiberina, che sfruttavano la corrente del fiume sui due bracci, caratterizzando il paesaggio fluviale fino alla fine dell’Ottocento.

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Guado naturale sul Tevere, la sua origine fu collegata alle leggende nate intorno ai drammatici momenti della cacciata dei Tarquini, quando sarebbe sorta dai covoni, gettati nel fiume dai romani in rivolta, raccolti dai campi dell’Ager dei Tarquini in Campo Marzio. La forma di nave che l’isola assunse in età romana, monumentalizzandone la naturale forma allungata (visibile in parte nella punta orientale), ricordava quella della nave inviata al Santuario di Asclepio (Esculapio) di Epidauro per una pestilenza che affliggeva la città, dalla quale uscì uno dei serpenti che si rifugiò sull’isola sul luogo dove fu costruito perciò il tempio di Esculapio. L’isola mantenne da allora la vocazione terapeutica ininterrotta, basata in età antica sulla pratica della incubatio nella quale il malato, sottoposto ad un periodo di digiuno e purificazione, riferiva i sogni ispirati dal dio ai medici-sacerdoti. La valenza taumaturgica fu conservata fin dal medioevo dall’Ospedale che sorse sul tempio antico.Importante crocevia dei collegamenti tra la città storica e l’altra riva del fiume attraverso il ponte Cestio e ponte Fabricio, l’isola fu dotata di torri e fortificazioni che ne caratterizzarono la fisionomia partire dall’alto medioevo, garantendo il controllo strategico dei transiti cittadini, come la fortezza dei Pierleoni e poi dei Caetani. Rilevanza economica fin dalla tarda antichità ebbero i mulini ancorati all’Isola Tiberina, che sfruttavano la corrente del fiume sui due bracci, caratterizzando il paesaggio fluviale fino alla fine dell’Ottocento.

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