Mausoleo di Augusto

Piazza Augusto Imperatore, 7 Roma

Il sepolcro di Augusto venne realizzato in Campo Marzio subito dopo la conquista dell’Egitto (30 a.C.) quasi contemporaneamente al Pantheon (edificato in prossimità dell’area in cui, secondo la tradizione, era avvenuta la scomparsa di Romolo e la sua trasformazione in dio Quirino). I due monumenti, posti lungo uno stesso asse ad una distanza di 700 metri e collegati visivamente, costituivano con l’Orologio solare e l’Ara Pacis (13-9 a.C.) un complesso monumentale e urbanistico di forte valenza ideologica, destinato a celebrare il nuovo Romolo a partire dalla nascita (rappresentata dall’ombra che lo gnomone dell’orologio proiettava sull’Ara Pacis il 23 settembre, giorno natale dell’imperatore) simbolo dell’avvento di una nuova era di pace, fino alla morte e divinizzazione. La migliore descrizione del Mausoleo è dello scrittore greco Strabone (ca. 60 a.C.-20 d.C.): “...un grande tumulo che sorge lungo il fiume sopra un alto basamento di marmo bianco ed è ricoperto fino alla sommità di alberi sempreverdi; in cima è l’immagine di bronzo di Cesare Augusto, e all’interno del tumulo sono le urne di lui, dei suoi parenti e degli amici più intimi, mentre dietro vi è un grande recinto sacro che offre meravigliose passeggiate …”. Davanti all’ingresso erano collocate le tavole bronzee recanti il testo delle Res Gestae e due obelischi di granito rosa (spostati nel XVI secolo in piazza del Quirinale e in piazza dell’Esquilino). Il monumento, oggetto in età medievale di una sistematica attività di spoliazione di tutti gli elementi lapidei, a partire dal XVIII secolo venne trasformato in edificio per spettacoli (1780 cd. Anfiteatro Correa, 1907 auditorium “Augusteo”) fino alla realizzazione, negli anni ’30 del secolo scorso, di piazza Augusto Imperatore che comportò la demolizione del circostante quartiere rinascimentale e dell’auditorium.

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Il sepolcro di Augusto venne realizzato in Campo Marzio subito dopo la conquista dell’Egitto (30 a.C.) quasi contemporaneamente al Pantheon (edificato in prossimità dell’area in cui, secondo la tradizione, era avvenuta la scomparsa di Romolo e la sua trasformazione in dio Quirino). I due monumenti, posti lungo uno stesso asse ad una distanza di 700 metri e collegati visivamente, costituivano con l’Orologio solare e l’Ara Pacis (13-9 a.C.) un complesso monumentale e urbanistico di forte valenza ideologica, destinato a celebrare il nuovo Romolo a partire dalla nascita (rappresentata dall’ombra che lo gnomone dell’orologio proiettava sull’Ara Pacis il 23 settembre, giorno natale dell’imperatore) simbolo dell’avvento di una nuova era di pace, fino alla morte e divinizzazione. La migliore descrizione del Mausoleo è dello scrittore greco Strabone (ca. 60 a.C.-20 d.C.): “...un grande tumulo che sorge lungo il fiume sopra un alto basamento di marmo bianco ed è ricoperto fino alla sommità di alberi sempreverdi; in cima è l’immagine di bronzo di Cesare Augusto, e all’interno del tumulo sono le urne di lui, dei suoi parenti e degli amici più intimi, mentre dietro vi è un grande recinto sacro che offre meravigliose passeggiate …”. Davanti all’ingresso erano collocate le tavole bronzee recanti il testo delle Res Gestae e due obelischi di granito rosa (spostati nel XVI secolo in piazza del Quirinale e in piazza dell’Esquilino). Il monumento, oggetto in età medievale di una sistematica attività di spoliazione di tutti gli elementi lapidei, a partire dal XVIII secolo venne trasformato in edificio per spettacoli (1780 cd. Anfiteatro Correa, 1907 auditorium “Augusteo”) fino alla realizzazione, negli anni ’30 del secolo scorso, di piazza Augusto Imperatore che comportò la demolizione del circostante quartiere rinascimentale e dell’auditorium.

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Il sepolcro di Augusto venne realizzato in Campo Marzio subito dopo la conquista dell’Egitto (30 a.C.) quasi contemporaneamente al Pantheon (edificato in prossimità dell’area in cui, secondo la tradizione, era avvenuta la scomparsa di Romolo e la sua trasformazione in dio Quirino). I due monumenti, posti lungo uno stesso asse ad una distanza di 700 metri e collegati visivamente, costituivano con l’Orologio solare e l’Ara Pacis (13-9 a.C.) un complesso monumentale e urbanistico di forte valenza ideologica, destinato a celebrare il nuovo Romolo a partire dalla nascita (rappresentata dall’ombra che lo gnomone dell’orologio proiettava sull’Ara Pacis il 23 settembre, giorno natale dell’imperatore) simbolo dell’avvento di una nuova era di pace, fino alla morte e divinizzazione. La migliore descrizione del Mausoleo è dello scrittore greco Strabone (ca. 60 a.C.-20 d.C.): “...un grande tumulo che sorge lungo il fiume sopra un alto basamento di marmo bianco ed è ricoperto fino alla sommità di alberi sempreverdi; in cima è l’immagine di bronzo di Cesare Augusto, e all’interno del tumulo sono le urne di lui, dei suoi parenti e degli amici più intimi, mentre dietro vi è un grande recinto sacro che offre meravigliose passeggiate …”. Davanti all’ingresso erano collocate le tavole bronzee recanti il testo delle Res Gestae e due obelischi di granito rosa (spostati nel XVI secolo in piazza del Quirinale e in piazza dell’Esquilino). Il monumento, oggetto in età medievale di una sistematica attività di spoliazione di tutti gli elementi lapidei, a partire dal XVIII secolo venne trasformato in edificio per spettacoli (1780 cd. Anfiteatro Correa, 1907 auditorium “Augusteo”) fino alla realizzazione, negli anni ’30 del secolo scorso, di piazza Augusto Imperatore che comportò la demolizione del circostante quartiere rinascimentale e dell’auditorium.

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