Odeon di Domiziano

Via San Giuseppe Calasanzio, 2-4 Roma

I Greci chiamavano odeon (da oidé, canto) un edificio destinato a concerti, concorsi musicali, conferenze, letture pubbliche e a riunioni di tipo politico. La struttura presentava caratteristiche analoghe a quelle del teatro: da questo si differenziava per le dimensioni inferiori, per la forma che poteva essere quadrangolare oltre che semicircolare e soprattutto per la presenza di una copertura lignea utilizzata per favorire la diffusione del suono. Non è chiaro a tutt’oggi come fossero articolate queste coperture, se come veri e propri tetti a capriate o come pensiline sospese. Il primo Odeon di Roma venne realizzato in Campo Marzio, ad opera dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.), per lo svolgimento delle gare musicali che, insieme alle gare equestri e ai giochi atletici, svolti rispettivamente nel Circo Massimo e nello Stadio, costituivano il certamen Capitolinum istituito in onore di Giove. Secondo le fonti letterarie antiche l’edificio, annoverato tra le sette meraviglie di Roma, venne completato agli inizi del II secolo d.C. dall’architetto Apollodoro di Damasco e poteva accogliere oltre 10.000 spettatori. La forma semicircolare della cavea sopravvive nel prospetto esterno di Palazzo Massimo alle Colonne, su corso Vittorio Emanuele II, la fronte rettilinea era allineata lungo l’asse dell’attuale corso Rinascimento, mentre l’orchestra può essere localizzata nell’area di piazza dei Massimi. In questo luogo è stata rialzata una delle colonne che decoravano il monumento.

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I Greci chiamavano odeon (da oidé, canto) un edificio destinato a concerti, concorsi musicali, conferenze, letture pubbliche e a riunioni di tipo politico. La struttura presentava caratteristiche analoghe a quelle del teatro: da questo si differenziava per le dimensioni inferiori, per la forma che poteva essere quadrangolare oltre che semicircolare e soprattutto per la presenza di una copertura lignea utilizzata per favorire la diffusione del suono. Non è chiaro a tutt’oggi come fossero articolate queste coperture, se come veri e propri tetti a capriate o come pensiline sospese. Il primo Odeon di Roma venne realizzato in Campo Marzio, ad opera dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.), per lo svolgimento delle gare musicali che, insieme alle gare equestri e ai giochi atletici, svolti rispettivamente nel Circo Massimo e nello Stadio, costituivano il certamen Capitolinum istituito in onore di Giove. Secondo le fonti letterarie antiche l’edificio, annoverato tra le sette meraviglie di Roma, venne completato agli inizi del II secolo d.C. dall’architetto Apollodoro di Damasco e poteva accogliere oltre 10.000 spettatori. La forma semicircolare della cavea sopravvive nel prospetto esterno di Palazzo Massimo alle Colonne, su corso Vittorio Emanuele II, la fronte rettilinea era allineata lungo l’asse dell’attuale corso Rinascimento, mentre l’orchestra può essere localizzata nell’area di piazza dei Massimi. In questo luogo è stata rialzata una delle colonne che decoravano il monumento.

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I Greci chiamavano odeon (da oidé, canto) un edificio destinato a concerti, concorsi musicali, conferenze, letture pubbliche e a riunioni di tipo politico. La struttura presentava caratteristiche analoghe a quelle del teatro: da questo si differenziava per le dimensioni inferiori, per la forma che poteva essere quadrangolare oltre che semicircolare e soprattutto per la presenza di una copertura lignea utilizzata per favorire la diffusione del suono. Non è chiaro a tutt’oggi come fossero articolate queste coperture, se come veri e propri tetti a capriate o come pensiline sospese. Il primo Odeon di Roma venne realizzato in Campo Marzio, ad opera dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.), per lo svolgimento delle gare musicali che, insieme alle gare equestri e ai giochi atletici, svolti rispettivamente nel Circo Massimo e nello Stadio, costituivano il certamen Capitolinum istituito in onore di Giove. Secondo le fonti letterarie antiche l’edificio, annoverato tra le sette meraviglie di Roma, venne completato agli inizi del II secolo d.C. dall’architetto Apollodoro di Damasco e poteva accogliere oltre 10.000 spettatori. La forma semicircolare della cavea sopravvive nel prospetto esterno di Palazzo Massimo alle Colonne, su corso Vittorio Emanuele II, la fronte rettilinea era allineata lungo l’asse dell’attuale corso Rinascimento, mentre l’orchestra può essere localizzata nell’area di piazza dei Massimi. In questo luogo è stata rialzata una delle colonne che decoravano il monumento.

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