Ospedale Fatebenefratelli

Piazza Fatebenefratelli, 2 Roma
0658334676

Con la costruzione nel III secolo a.C. del tempio dedicato a Esculapio l'isola Tiberina assunse un carattere di sacralità e di recupero della salute che si sarebbe tramandato nel tempo. Nel IX nell’area era presente un monastero con annessa chiesa dedicata a San Giovanni Calibita, vissuto nel V secolo, la cui storia si collega alla costruzione a Costantinopoli di un ospedale per pellegrini (xenodochio). Nel 1585 il monastero passò in proprietà dei frati dell’ordine dei Fatebenefratelli fondato in Spagna nel 1539 da Joâo Cidade, San Giovanni di Dio, con lo scopo di assistere i malati e i poveri. L’ospedale si ingrandì gradatamente e la stessa chiesa di San Giovanni Calibita fu ridotta da tre navate originarie all'attuale unica navata: in quella che era la navata sinistra venne ricavato il corridoio di accesso al complesso, nell’altra una delle corsie. Nel 1700 l’ospedale fu ristrutturato e venne realizzata la prima moderna corsia ospedaliera con 50 posti letto (tra cui 25 letti mobili detti "cariole", da cui il termine utilizzato nel popolare insulto romanesco). La ricostruzione, proseguita anche nel XIX secolo, venne completata nel 1930-34 su progetto dell’architetto Cesare Bazzani. Presso l’Ospedale è stato realizzato un Museo di Storia della Medicina.

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Con la costruzione nel III secolo a.C. del tempio dedicato a Esculapio l'isola Tiberina assunse un carattere di sacralità e di recupero della salute che si sarebbe tramandato nel tempo. Nel IX nell’area era presente un monastero con annessa chiesa dedicata a San Giovanni Calibita, vissuto nel V secolo, la cui storia si collega alla costruzione a Costantinopoli di un ospedale per pellegrini (xenodochio). Nel 1585 il monastero passò in proprietà dei frati dell’ordine dei Fatebenefratelli fondato in Spagna nel 1539 da Joâo Cidade, San Giovanni di Dio, con lo scopo di assistere i malati e i poveri. L’ospedale si ingrandì gradatamente e la stessa chiesa di San Giovanni Calibita fu ridotta da tre navate originarie all'attuale unica navata: in quella che era la navata sinistra venne ricavato il corridoio di accesso al complesso, nell’altra una delle corsie. Nel 1700 l’ospedale fu ristrutturato e venne realizzata la prima moderna corsia ospedaliera con 50 posti letto (tra cui 25 letti mobili detti "cariole", da cui il termine utilizzato nel popolare insulto romanesco). La ricostruzione, proseguita anche nel XIX secolo, venne completata nel 1930-34 su progetto dell’architetto Cesare Bazzani. Presso l’Ospedale è stato realizzato un Museo di Storia della Medicina.

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Con la costruzione nel III secolo a.C. del tempio dedicato a Esculapio l'isola Tiberina assunse un carattere di sacralità e di recupero della salute che si sarebbe tramandato nel tempo. Nel IX nell’area era presente un monastero con annessa chiesa dedicata a San Giovanni Calibita, vissuto nel V secolo, la cui storia si collega alla costruzione a Costantinopoli di un ospedale per pellegrini (xenodochio). Nel 1585 il monastero passò in proprietà dei frati dell’ordine dei Fatebenefratelli fondato in Spagna nel 1539 da Joâo Cidade, San Giovanni di Dio, con lo scopo di assistere i malati e i poveri. L’ospedale si ingrandì gradatamente e la stessa chiesa di San Giovanni Calibita fu ridotta da tre navate originarie all'attuale unica navata: in quella che era la navata sinistra venne ricavato il corridoio di accesso al complesso, nell’altra una delle corsie. Nel 1700 l’ospedale fu ristrutturato e venne realizzata la prima moderna corsia ospedaliera con 50 posti letto (tra cui 25 letti mobili detti "cariole", da cui il termine utilizzato nel popolare insulto romanesco). La ricostruzione, proseguita anche nel XIX secolo, venne completata nel 1930-34 su progetto dell’architetto Cesare Bazzani. Presso l’Ospedale è stato realizzato un Museo di Storia della Medicina.

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