Palazzetto Turci

Via del Governo Vecchio, 38 Roma

L’elegante palazzetto, erroneamente attribuito a Donate Bramante, fu costruito nel 1500 e risulta proprietà di Pietro Turci da Novara, scrittore apostolico di Leone X (Giovanni de Medici) come riporta l’iscrizione tra il primo e il secondo piano. L’edificio vuole richiamare il linguaggio architettonico del palazzo della Cancelleria e del cardinale Adriano Castellesi di Corneto a piazza Scossacavalli, poi Giraud Torlonia. Il piccolo edificio, con basamento a bugnato, si dispone lungo la via papale, che conduceva da San Pietro al Laterano, con tre facciate in mattoni scandite orizzontalmente da due cornici marcapiano aggettanti e verticalmente da paraste e lesene che inquadrano le finestre. Al primo piano si aprivano grandi porte ad arco, oggi murate. Sulla facciata principale lo stemma araldico dei Turci entro cornice.

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L’elegante palazzetto, erroneamente attribuito a Donate Bramante, fu costruito nel 1500 e risulta proprietà di Pietro Turci da Novara, scrittore apostolico di Leone X (Giovanni de Medici) come riporta l’iscrizione tra il primo e il secondo piano. L’edificio vuole richiamare il linguaggio architettonico del palazzo della Cancelleria e del cardinale Adriano Castellesi di Corneto a piazza Scossacavalli, poi Giraud Torlonia. Il piccolo edificio, con basamento a bugnato, si dispone lungo la via papale, che conduceva da San Pietro al Laterano, con tre facciate in mattoni scandite orizzontalmente da due cornici marcapiano aggettanti e verticalmente da paraste e lesene che inquadrano le finestre. Al primo piano si aprivano grandi porte ad arco, oggi murate. Sulla facciata principale lo stemma araldico dei Turci entro cornice.

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L’elegante palazzetto, erroneamente attribuito a Donate Bramante, fu costruito nel 1500 e risulta proprietà di Pietro Turci da Novara, scrittore apostolico di Leone X (Giovanni de Medici) come riporta l’iscrizione tra il primo e il secondo piano. L’edificio vuole richiamare il linguaggio architettonico del palazzo della Cancelleria e del cardinale Adriano Castellesi di Corneto a piazza Scossacavalli, poi Giraud Torlonia. Il piccolo edificio, con basamento a bugnato, si dispone lungo la via papale, che conduceva da San Pietro al Laterano, con tre facciate in mattoni scandite orizzontalmente da due cornici marcapiano aggettanti e verticalmente da paraste e lesene che inquadrano le finestre. Al primo piano si aprivano grandi porte ad arco, oggi murate. Sulla facciata principale lo stemma araldico dei Turci entro cornice.

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