Palazzo Altemps

Vicolo dei Soldati, 7 Roma

Il palazzo tardo rinascimentale del cardinale Girolamo Riario, nipote di Sisto IV (Francesco Della Rovere 1471-1484) nacque nel 1480 su progetto forse di Melozzo da Forlì, costruito su una domus tardo imperiale e incorporando alcune case-torri medievali preesistenti, in parte visibili nel nuovo allestimento del palazzo, oggi sede museale.

Alla metà del XVI secolo con il Cardinale Soderini fu ampliato, dagli architetti Antonio da Sangallo il Vecchio e Baldassarre Peruzzi, che iniziarono il cortile maggiore.

Nel 1568 il palazzo divenne proprietà del cardinale Marco Sittico Hohenems, italianizzato in Altemps, nipote di Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565), che vi espose la propria collezione di sculture antiche. Risale a questo periodo l’intervento di Martino Longhi il Vecchio che realizzò il cortile monumentale interno, ad arcate sovrapposte sul lato maggiore e porticato su due lati, sul quale si apriva la loggia dipinta. Tra gli interventi voluti da Altemps, oltre alla Sala delle Prospettive Dipinte nel piano nobile, la realizzazione dell’elegante altana, eretta nel 1585, con due arcate per lato fiancheggiate da doppie lesene, che reca sulla copertura l’emblema araldico degli Altemps, lo stambecco rampante e la rosa. Il palazzo ospitava un piccolo teatro costruito agli inizi del seicento.Nel corso del XVIII secolo il palazzo fu sede diplomatica e ospitò feste sontuose nel cortile, come quella del 1729 per la nascita del Delfino di Francia. Ereditato nel XIX secolo dal tenente francese Giulio Harduin, la cui figlia sposò Gabriele d’Annunzio, accoglie dal 1997 una sezione del Museo Nazionale Romano.

Autori: Antonio da Sangallo il Vecchio (1455-1534), Peruzzi Baldassarre (1481-1536), Martino Longhi il Vecchio (1534-1591).

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Il palazzo tardo rinascimentale del cardinale Girolamo Riario, nipote di Sisto IV (Francesco Della Rovere 1471-1484) nacque nel 1480 su progetto forse di Melozzo da Forlì, costruito su una domus tardo imperiale e incorporando alcune case-torri medievali preesistenti, in parte visibili nel nuovo allestimento del palazzo, oggi sede museale.

Alla metà del XVI secolo con il Cardinale Soderini fu ampliato, dagli architetti Antonio da Sangallo il Vecchio e Baldassarre Peruzzi, che iniziarono il cortile maggiore.

Nel 1568 il palazzo divenne proprietà del cardinale Marco Sittico Hohenems, italianizzato in Altemps, nipote di Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565), che vi espose la propria collezione di sculture antiche. Risale a questo periodo l’intervento di Martino Longhi il Vecchio che realizzò il cortile monumentale interno, ad arcate sovrapposte sul lato maggiore e porticato su due lati, sul quale si apriva la loggia dipinta. Tra gli interventi voluti da Altemps, oltre alla Sala delle Prospettive Dipinte nel piano nobile, la realizzazione dell’elegante altana, eretta nel 1585, con due arcate per lato fiancheggiate da doppie lesene, che reca sulla copertura l’emblema araldico degli Altemps, lo stambecco rampante e la rosa. Il palazzo ospitava un piccolo teatro costruito agli inizi del seicento.Nel corso del XVIII secolo il palazzo fu sede diplomatica e ospitò feste sontuose nel cortile, come quella del 1729 per la nascita del Delfino di Francia. Ereditato nel XIX secolo dal tenente francese Giulio Harduin, la cui figlia sposò Gabriele d’Annunzio, accoglie dal 1997 una sezione del Museo Nazionale Romano.

Autori: Antonio da Sangallo il Vecchio (1455-1534), Peruzzi Baldassarre (1481-1536), Martino Longhi il Vecchio (1534-1591).

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Il palazzo tardo rinascimentale del cardinale Girolamo Riario, nipote di Sisto IV (Francesco Della Rovere 1471-1484) nacque nel 1480 su progetto forse di Melozzo da Forlì, costruito su una domus tardo imperiale e incorporando alcune case-torri medievali preesistenti, in parte visibili nel nuovo allestimento del palazzo, oggi sede museale.

Alla metà del XVI secolo con il Cardinale Soderini fu ampliato, dagli architetti Antonio da Sangallo il Vecchio e Baldassarre Peruzzi, che iniziarono il cortile maggiore.

Nel 1568 il palazzo divenne proprietà del cardinale Marco Sittico Hohenems, italianizzato in Altemps, nipote di Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565), che vi espose la propria collezione di sculture antiche. Risale a questo periodo l’intervento di Martino Longhi il Vecchio che realizzò il cortile monumentale interno, ad arcate sovrapposte sul lato maggiore e porticato su due lati, sul quale si apriva la loggia dipinta. Tra gli interventi voluti da Altemps, oltre alla Sala delle Prospettive Dipinte nel piano nobile, la realizzazione dell’elegante altana, eretta nel 1585, con due arcate per lato fiancheggiate da doppie lesene, che reca sulla copertura l’emblema araldico degli Altemps, lo stambecco rampante e la rosa. Il palazzo ospitava un piccolo teatro costruito agli inizi del seicento.Nel corso del XVIII secolo il palazzo fu sede diplomatica e ospitò feste sontuose nel cortile, come quella del 1729 per la nascita del Delfino di Francia. Ereditato nel XIX secolo dal tenente francese Giulio Harduin, la cui figlia sposò Gabriele d’Annunzio, accoglie dal 1997 una sezione del Museo Nazionale Romano.

Autori: Antonio da Sangallo il Vecchio (1455-1534), Peruzzi Baldassarre (1481-1536), Martino Longhi il Vecchio (1534-1591).

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