Palazzo Altieri

Via del Plebiscito, 49 Roma

Gli Altieri, antica famiglia romana, possedevano una serie di edifici nel rione Pigna, tra i quali le abitazioni demolite per la costruzione della vicina chiesa del Gesù. Nel 1650 il cardinale Giambattista Altieri volle costruire una grande residenza di famiglia, incaricando del progetto Giovanni Antonio De Rossi, esponente del maturo barocco romano, che realizzò il nuovo edificio che prospettava sulla piazza antistante la chiesa del Gesù. Il primo corpo di fabbrica, limitato allo spazio che corrispondeva alla piazza, fu ampliato tra il 1670 e il 1676 ad inserire gli edifici circostanti, creando un grandioso complesso architettonico adeguato ad una famiglia papale, dopo l’elezione al soglio pontificio di Emilio Altieri, eletto papa con il nome di Clemente X (1670-1676). Il palazzo, esempio emblematico del tardo barocco romano, ha una facciata ripartita in tre ordini, con il corpo centrale avanzato a creare un effetto dinamico. Il fulcro del prospetto, dipinto nei toni pastello di un giallo ocra chiarissimo e un celeste chiaro, è rappresentato dal finestrone balconato al centro, che sovrasta il portale con colonne ai lati. Le finestre, ad arco al piano nobile e a timpano triangolare al secondo piano, impiegano, nelle cornici di travertino, materiali di cava e non riutilizzati dai monumenti antichi, come era invece usanza frequente.

Una piccola finestra anomala ricorda l’abitazione, detta casa di Berta, di una anziana signora che non volle cedere la sua proprietà agli Altieri.

Nel cortile, la decorazione seicentesca a finte finestre dipinte.Il palazzo offre una rara testimonianze degli arredi di una dimora patrizia tra barocco e neoclassicismo e mantiene la ricca decorazione degli interni, che mostra la tendenza classicista della committenza, con il tema iconografico dominante dell’esaltazione della Roma antica e della Roma cristiana. Tra gli affreschi, il trionfo della Clemenza nella sala dei Palafrenieri, opera di Carlo Maratta (1625-1713), che vuole celebrare Clemente X e le decorazioni di Felice Giani (1758-1823), esponente del neoclassicismo.

L’edificio è oggi in parte sede dell’ABI.

Autori: De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695), Maratta Carlo (1625-1713), Giani Felice (1758-1823)

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Gli Altieri, antica famiglia romana, possedevano una serie di edifici nel rione Pigna, tra i quali le abitazioni demolite per la costruzione della vicina chiesa del Gesù. Nel 1650 il cardinale Giambattista Altieri volle costruire una grande residenza di famiglia, incaricando del progetto Giovanni Antonio De Rossi, esponente del maturo barocco romano, che realizzò il nuovo edificio che prospettava sulla piazza antistante la chiesa del Gesù. Il primo corpo di fabbrica, limitato allo spazio che corrispondeva alla piazza, fu ampliato tra il 1670 e il 1676 ad inserire gli edifici circostanti, creando un grandioso complesso architettonico adeguato ad una famiglia papale, dopo l’elezione al soglio pontificio di Emilio Altieri, eletto papa con il nome di Clemente X (1670-1676). Il palazzo, esempio emblematico del tardo barocco romano, ha una facciata ripartita in tre ordini, con il corpo centrale avanzato a creare un effetto dinamico. Il fulcro del prospetto, dipinto nei toni pastello di un giallo ocra chiarissimo e un celeste chiaro, è rappresentato dal finestrone balconato al centro, che sovrasta il portale con colonne ai lati. Le finestre, ad arco al piano nobile e a timpano triangolare al secondo piano, impiegano, nelle cornici di travertino, materiali di cava e non riutilizzati dai monumenti antichi, come era invece usanza frequente.

Una piccola finestra anomala ricorda l’abitazione, detta casa di Berta, di una anziana signora che non volle cedere la sua proprietà agli Altieri.

Nel cortile, la decorazione seicentesca a finte finestre dipinte.Il palazzo offre una rara testimonianze degli arredi di una dimora patrizia tra barocco e neoclassicismo e mantiene la ricca decorazione degli interni, che mostra la tendenza classicista della committenza, con il tema iconografico dominante dell’esaltazione della Roma antica e della Roma cristiana. Tra gli affreschi, il trionfo della Clemenza nella sala dei Palafrenieri, opera di Carlo Maratta (1625-1713), che vuole celebrare Clemente X e le decorazioni di Felice Giani (1758-1823), esponente del neoclassicismo.

L’edificio è oggi in parte sede dell’ABI.

Autori: De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695), Maratta Carlo (1625-1713), Giani Felice (1758-1823)

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Gli Altieri, antica famiglia romana, possedevano una serie di edifici nel rione Pigna, tra i quali le abitazioni demolite per la costruzione della vicina chiesa del Gesù. Nel 1650 il cardinale Giambattista Altieri volle costruire una grande residenza di famiglia, incaricando del progetto Giovanni Antonio De Rossi, esponente del maturo barocco romano, che realizzò il nuovo edificio che prospettava sulla piazza antistante la chiesa del Gesù. Il primo corpo di fabbrica, limitato allo spazio che corrispondeva alla piazza, fu ampliato tra il 1670 e il 1676 ad inserire gli edifici circostanti, creando un grandioso complesso architettonico adeguato ad una famiglia papale, dopo l’elezione al soglio pontificio di Emilio Altieri, eletto papa con il nome di Clemente X (1670-1676). Il palazzo, esempio emblematico del tardo barocco romano, ha una facciata ripartita in tre ordini, con il corpo centrale avanzato a creare un effetto dinamico. Il fulcro del prospetto, dipinto nei toni pastello di un giallo ocra chiarissimo e un celeste chiaro, è rappresentato dal finestrone balconato al centro, che sovrasta il portale con colonne ai lati. Le finestre, ad arco al piano nobile e a timpano triangolare al secondo piano, impiegano, nelle cornici di travertino, materiali di cava e non riutilizzati dai monumenti antichi, come era invece usanza frequente.

Una piccola finestra anomala ricorda l’abitazione, detta casa di Berta, di una anziana signora che non volle cedere la sua proprietà agli Altieri.

Nel cortile, la decorazione seicentesca a finte finestre dipinte.Il palazzo offre una rara testimonianze degli arredi di una dimora patrizia tra barocco e neoclassicismo e mantiene la ricca decorazione degli interni, che mostra la tendenza classicista della committenza, con il tema iconografico dominante dell’esaltazione della Roma antica e della Roma cristiana. Tra gli affreschi, il trionfo della Clemenza nella sala dei Palafrenieri, opera di Carlo Maratta (1625-1713), che vuole celebrare Clemente X e le decorazioni di Felice Giani (1758-1823), esponente del neoclassicismo.

L’edificio è oggi in parte sede dell’ABI.

Autori: De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695), Maratta Carlo (1625-1713), Giani Felice (1758-1823)

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