Palazzo Altoviti

Via della Conciliazione, 61 Roma

Di fronte a Castel Sant’Angelo, tra piazza di Ponte e il Tevere, sorgeva il palazzo rinascimentale di Bindo Altoviti, banchiere di origine fiorentina al servizio di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) nonché mecenate e amico di Michelangelo, Raffaello, Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari. Bindo Altoviti aveva trasformato ampliandolo, il palazzo del padre Antonio cui erano state annesse alcune abitazioni adiacenti. Il palazzo aveva due ingressi: uno su piazza di Ponte, con un austero prospetto cittadino di tre piani con bugnato al piano terra; uno verso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, che immetteva in un cortile interno con una grande scala diretta alla saletta di scrittura , dove il Vasari aveva affrescato il ciclo noto come trionfo di Cerere (oggi al Museo Nazionale di Palazzo Venezia), che alludeva alla carica di Bindo, responsabile dell’Ufficio Abbondanza. La facciata sul Tevere, priva di unitarietà, conservava le tracce della sovrapposizione dei vecchi edifici. Si apriva sul fiume con una doppia loggia, attribuita a Raffaello Sanzio e sostenuta da un basamento ad arconi e lesene alternate, luogo privilegiato per assistere allo spettacolo della Girandola di Castel Sant’Angelo. Il lato sul fiume era cinto con botteghe di legno, affittate ad artigiani fino al Seicento.Nel 1888, con la costruzione degli argini in muratura del Tevere, il palazzo fu demolito dopo che nel 1887 erano stati staccati gli affreschi realizzati nel 1553 da Giorgio Vasari.

Raffaello Sanzio (1483-1520).

Futouring Lazio

Di fronte a Castel Sant’Angelo, tra piazza di Ponte e il Tevere, sorgeva il palazzo rinascimentale di Bindo Altoviti, banchiere di origine fiorentina al servizio di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) nonché mecenate e amico di Michelangelo, Raffaello, Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari. Bindo Altoviti aveva trasformato ampliandolo, il palazzo del padre Antonio cui erano state annesse alcune abitazioni adiacenti. Il palazzo aveva due ingressi: uno su piazza di Ponte, con un austero prospetto cittadino di tre piani con bugnato al piano terra; uno verso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, che immetteva in un cortile interno con una grande scala diretta alla saletta di scrittura , dove il Vasari aveva affrescato il ciclo noto come trionfo di Cerere (oggi al Museo Nazionale di Palazzo Venezia), che alludeva alla carica di Bindo, responsabile dell’Ufficio Abbondanza. La facciata sul Tevere, priva di unitarietà, conservava le tracce della sovrapposizione dei vecchi edifici. Si apriva sul fiume con una doppia loggia, attribuita a Raffaello Sanzio e sostenuta da un basamento ad arconi e lesene alternate, luogo privilegiato per assistere allo spettacolo della Girandola di Castel Sant’Angelo. Il lato sul fiume era cinto con botteghe di legno, affittate ad artigiani fino al Seicento.Nel 1888, con la costruzione degli argini in muratura del Tevere, il palazzo fu demolito dopo che nel 1887 erano stati staccati gli affreschi realizzati nel 1553 da Giorgio Vasari.

Raffaello Sanzio (1483-1520).

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Di fronte a Castel Sant’Angelo, tra piazza di Ponte e il Tevere, sorgeva il palazzo rinascimentale di Bindo Altoviti, banchiere di origine fiorentina al servizio di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) nonché mecenate e amico di Michelangelo, Raffaello, Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari. Bindo Altoviti aveva trasformato ampliandolo, il palazzo del padre Antonio cui erano state annesse alcune abitazioni adiacenti. Il palazzo aveva due ingressi: uno su piazza di Ponte, con un austero prospetto cittadino di tre piani con bugnato al piano terra; uno verso la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, che immetteva in un cortile interno con una grande scala diretta alla saletta di scrittura , dove il Vasari aveva affrescato il ciclo noto come trionfo di Cerere (oggi al Museo Nazionale di Palazzo Venezia), che alludeva alla carica di Bindo, responsabile dell’Ufficio Abbondanza. La facciata sul Tevere, priva di unitarietà, conservava le tracce della sovrapposizione dei vecchi edifici. Si apriva sul fiume con una doppia loggia, attribuita a Raffaello Sanzio e sostenuta da un basamento ad arconi e lesene alternate, luogo privilegiato per assistere allo spettacolo della Girandola di Castel Sant’Angelo. Il lato sul fiume era cinto con botteghe di legno, affittate ad artigiani fino al Seicento.Nel 1888, con la costruzione degli argini in muratura del Tevere, il palazzo fu demolito dopo che nel 1887 erano stati staccati gli affreschi realizzati nel 1553 da Giorgio Vasari.

Raffaello Sanzio (1483-1520).

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