Palazzo Astalli

Via di San Marco, 8 Roma

L’antica famiglia romana degli Astalli, espresse un cardinale già nel 1144 e numerosi Conservatori in Campidoglio. Tiberio Astalli nel 1587 ottiene il permesso di costruire la facciata, mai realizzata, verso via dell’Arcoeli su un edificio di famiglia già esistente che aveva l’accesso su via di San Marco. Solo alla metà del Seicento gli Astalli incaricarono Giovanni Antonio De Rossi, esponente del barocco romano, del completamento del palazzo, terminato intono al 1698. L’edificio si estendeva nell’isolato tra le attuali via di San Marco e dell’Aracoeli e vicolo degli Astalli, con due accessi diversi collegati da un atrio a due bracci. In alto si ergeva un’altana con cinque aperture. Dopo l’estinzione della famiglia nel 1827 l’edificio divenne proprietà della Fabbrica di San Pietro. Gli interventi per l’allargamento di via di San Marco nel 1930-1932 ridussero la lunghezza della facciata sulla via e su vicolo degli Astalli dove fu demolito parte del Salone cinquecentesco e dell’altana. Tra via di San Marco e via Aracoeli fu smussato l’angolo del palazzo creando due cantonali bugnati.

De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695).

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L’antica famiglia romana degli Astalli, espresse un cardinale già nel 1144 e numerosi Conservatori in Campidoglio. Tiberio Astalli nel 1587 ottiene il permesso di costruire la facciata, mai realizzata, verso via dell’Arcoeli su un edificio di famiglia già esistente che aveva l’accesso su via di San Marco. Solo alla metà del Seicento gli Astalli incaricarono Giovanni Antonio De Rossi, esponente del barocco romano, del completamento del palazzo, terminato intono al 1698. L’edificio si estendeva nell’isolato tra le attuali via di San Marco e dell’Aracoeli e vicolo degli Astalli, con due accessi diversi collegati da un atrio a due bracci. In alto si ergeva un’altana con cinque aperture. Dopo l’estinzione della famiglia nel 1827 l’edificio divenne proprietà della Fabbrica di San Pietro. Gli interventi per l’allargamento di via di San Marco nel 1930-1932 ridussero la lunghezza della facciata sulla via e su vicolo degli Astalli dove fu demolito parte del Salone cinquecentesco e dell’altana. Tra via di San Marco e via Aracoeli fu smussato l’angolo del palazzo creando due cantonali bugnati.

De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695).

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L’antica famiglia romana degli Astalli, espresse un cardinale già nel 1144 e numerosi Conservatori in Campidoglio. Tiberio Astalli nel 1587 ottiene il permesso di costruire la facciata, mai realizzata, verso via dell’Arcoeli su un edificio di famiglia già esistente che aveva l’accesso su via di San Marco. Solo alla metà del Seicento gli Astalli incaricarono Giovanni Antonio De Rossi, esponente del barocco romano, del completamento del palazzo, terminato intono al 1698. L’edificio si estendeva nell’isolato tra le attuali via di San Marco e dell’Aracoeli e vicolo degli Astalli, con due accessi diversi collegati da un atrio a due bracci. In alto si ergeva un’altana con cinque aperture. Dopo l’estinzione della famiglia nel 1827 l’edificio divenne proprietà della Fabbrica di San Pietro. Gli interventi per l’allargamento di via di San Marco nel 1930-1932 ridussero la lunghezza della facciata sulla via e su vicolo degli Astalli dove fu demolito parte del Salone cinquecentesco e dell’altana. Tra via di San Marco e via Aracoeli fu smussato l’angolo del palazzo creando due cantonali bugnati.

De Rossi Giovanni Antonio (1616-1695).

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